giovedì 14 giugno 2012

Perchè Leoluca non lascia Montecitorio?


Voce Repubblicana, 15 giugno 2012
Intervista a Giuseppe Vatinno
di Lanfranco Palazzolo

Leoluca Orlando approva delibere della giunta comunale di Palermo, ma non si dimette da deputato. Lo ha detto alla “Voce” Giuseppe Vatinno, il primo dei non eletti della lista dell’Idv, che dovrebbe subentrare al posto del neoeletto sindaco di Palermo Leoluca Orlando.
Prof. Vatinno, perché Leoluca Orlando non si dimette da deputato?
“Nel corso della campagna elettorale, Orlando ha dichiarato che si sarebbe dimesso immediatamente se fosse stato eletto sindaco di Palermo. Il suo comunicato era ambiguo. Ci troviamo di fronte ad una violazione sistematica delle regole. Siamo ad un punto di non ritorno. Tutti i deputati sono attaccati alla poltrona. Una legge del 1953, modificata dalla Corte costituzionale nel 2011, prevede che non sia possibile mantenere il doppio incarico da parlamentare e da sindaco di un comune sopra i 20mila abitanti. Palermo rientra in questo caso. La legge del 1953 è ambigua perché non è chiaro il meccanismo di attivazione delle dimissioni. Se il sindaco non compie l’atto delle dimissioni non è ben chiaro quale sia l’azione da compiere. La Giunta delle elezioni deve prendere atto delle dimissioni e invitare il deputato alle dimissioni”.
I giornali hanno informato l’opinione pubblica di quello che sta succedendo?
“No, è stata fatta un’opera di grave disinformazione. Leoluca Orlando è stato molto ambiguo. Ha lasciato intendere che le dimissioni sono ormai state presentate, oppure che si sta dimettendo o che seguirà l’iter di legge. Orlando ha creato una cortina fumogena intorno alle sue dimissioni. Il sindaco di Palermo sta conducendo questa manovra”.
Si è dimenticato anche un’altra ipotesi formulata da Orlando: il neoeletto sindaco di Palermo ha detto che si dimette quando giurerà da Primo cittadino.
“E’ vero! La legge siciliana è molto particolare e prevede anche che ci sia un giuramento al momento dell’insediamento alla guida del Comune. Ma sono in pochi a sapere che il sindaco di Palermo sta già facendo i suoi primi atti da sindaco, firmando delle nuove delibere. Infatti, ho dato mandato al mio avvocato di invalidare gli atti amministrativi di Orlando prima del giuramento da sindaco a livello di giunta. Basta andare sul sito del Comune”.
Perché, dopo essersi candidato nell’Idv nel 2008, ha deciso di fuggire da quel partito?
“Mi hanno accusato di essere un piccolo Scilipoti. Invece io sono una vittima di Scilipoti. Nel 2008 ho lasciato l’Idv dopo aver fatto nascere il settore ambiente nell’Italia dei Valori. Non sono stato eletto per volontà di Di Pietro, che ha pilotato, attraverso il gioco delle opzioni, la mia mancata elezione”.
Qual è il suo bilancio nell’Idv?
“Conosco molto bene i meccanismi di questo partito. E quando ho visto avvicinarsi al partito personaggi impresentabili come De Gregorio ho cambiato aria”.

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