mercoledì 6 giugno 2012

Quel semipresidenzialismo grava su di noi


Intervista ad Augusto Barbera
Voce Repubblicana, 6 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo

Sul dibattito che riguarda le riforme istituzionali grava il macigno del semipresidenzialismo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il costituzionalista Augusto Barbera.
Prof. Barbera, cosa pensa del dibattito sulle riforme che il Senato sta per iniziare in questi giorni? Cosa pensa della riduzione del numero dei parlamentari?
Si parla da molto tempo della riduzione del numero dei parlamentari. Con molta enfasi, nei mesi scorsi si è parlato di dimezzamento dei parlamentari. Nel testo proposto al senato si riduce il numero dei deputati e dei senatori senza arrivare al dimezzamento. Con molto realismo penso che sia accettabile ridurre il numero dei parlamentari in questa entità. Sono contrario alla rappresentanza degli italiani all'estero. Credo che questo tipo di elezione non abbia molto senso. Chi doveva elaborare questa riforma costituzionale avrebbe dovuto prendere atto dell'esperienza negativa del voto per gli italiani all'estero. In altri paesi questo voto viene svolto con maggiore praticità. I francesi hanno introdotto questo sistema. E – tanto per fare un esempio – i francesi residenti in Italia hanno anche votato via internet. Questo non è consentito ai nostri cittadini all'estero. Questo è un punto criticabile”.
Cosa pensa dell'introduzione della sfiducia costruttiva in Costituzione?
La sfiducia costruttiva è potrebbe essere positiva, anche se non risolutiva. Il caso italiano ci insegna che molti governi cadono per ragioni extraparlamentari. Ma questo istituto può essere una medicina importante. La proposta che è stata fatta è di introdurre la sfiducia costruttiva con la maggioranza assoluta, tenuto conto che si andrà verso governi che non avranno il beneficio del premio di maggioranza. La sfiducia costruttiva permette a dei governi che vengono definiti di minoranza di restare in vita. La Germania e la Spagna e le democrazie del Nord Europa hanno adottato questo modello con successo”.
Ritiene positivo lo statuto delle opposizione?
Nelle democrazie moderne il principio della separazione dei poteri non è più tra potere legislativo e potere esecutivo. Il Governo è il comitato direttivo della maggioranza. Il vero significato della separazione dei poteri e tra le garanzie accordate alla minoranza rispetto a chi mantiene il governo politico del paese”.
E' ottimista sull'esito di questo dibattito sulle riforme istituzionali?
Su questo dibattito grava il macigno del semipresidenzialismo. Non è che io demonizzi il semipresidenzialismo, ma credo che sia un errore introdurre questo elemento di discussione con un emendamento e dopo l'accordo raggiunto tra ABC. Credo che le turbolenze politiche possano interrompere il cammino di queste riforme e che possa essere compromesso anche il dibattito sulla riforma elettorale”.

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