martedì 26 giugno 2012

Su quella scrivania non c'è nulla


Intervista a Massimo Introvigne
Voce Repubblicana, 26 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo

Le rivelazioni che sono uscite dalla scrivania del Papa non hanno nulla di sconvolgente. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Massimo Introvigne, sociologo delle nuove religioni ed esperto del cattolicesimo.
Prof. Introvigne, il Papa ha riunito attorno a se i vertici del governo Vaticano per fare il punto sugli attacchi subiti dalla Chiesa. Sembra che il Segretario di Stato Tarcisio Bertone dovrà lasciare il suo incarico. Cosa pensa di questa situazione e delle rivelazioni dei segreti vaticani?
“Il fatto delle rivelazioni è molto sconcertante. Quello che sta sul tavolo del Papa lo leggiamo qualche giorno dopo sui giornali. Confesso che alla lettura del libro di Gianluigi Nuzzi mi sono detto: ‘Tutto qui!?’. Nel libro non c’erano notizie sconvolgenti. Uno si sarebbe aspettato di trovare chissà quali accuse di pedofilia oppure di rivelazioni su alcune alte cariche della Chiesa. Quella del Papa è una normale scrivania di un capo di Stato, dove ci sono richieste di prelati che si autocandidano in alcune diocesi. Non c’è assolutamente nulla che sorprenda. Non dobbiamo dimenticare che la Chiesa è una grande organizzazione complessa. Da questo punto di vista mi verrebbe da dire molto rumore per nulla. Il rumore è giustificato per il fatto che ormai non ci sono più scrivanie di capi di Stato che possano dirsi al sicuro di fronte ai leaks e ai furti di informazioni”.
Però il clamore c’è stato. Non trova sorprendente che la vicenda abbia toccato una persona vicinissima al Papa e si parli di complicità dentro la Chiesa?
“Non sottovaluto in se il fatto e l’operazione commerciale che c’è stata. Ma non ci sono i contenuti da rivelare. Nessun documento ha danneggiato alcun personaggio. Tutte le cose scritte sul libro erano conosciute, anche sul caso Boffo-Vian”.
E’ rimasto sorpreso dall’epilogo del caso Gotti-Tedeschi e delle successive dimissioni del banchiere dalla guida dello IOR?
“Nella storia dello IOR gli avvicendamenti inediti non sono una novità. Il tono del comunicato delle dimissioni è inconsueto, non sembra scritto nel modo vellutato di scrivere questi documenti al quale sono abituati nella Chiesa. E non bisogna nemmeno stupirsi che il cattolicesimo abbia una struttura finanziaria del genere. Mi piace sempre ricordare che i gruppi religiosi che hanno criticato in passato le strutture finanziarie della Chiesa sono ricorsi alla medesima costruzione di strutture. Negli Stati Uniti, gli stessi mormoni – che volevano restaurare la Chiesa nella sua purezza primitiva - hanno dovuto costruire una loro struttura finanziaria e hanno una loro grande banca. Uno dei più grossi uomini della finanza mormone corre per vincere la corsa alla Presidenza degli Stati Uniti. Qualunque organizzazione religiosa di questo rilievo deve dotarsi di certe strutture”.  

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