mercoledì 4 luglio 2012

Bobo mi ha deluso


Intervista a Carlo Pagliarini
Voce Repubblicana, 3 luglio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Maroni mi ha deluso molto. Cerca solo l'applauso facile. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Giancarlo Pagliarini, ex ministro del Bilancio del primo Governo Berlusconi ed ex esponente della Lega Nord, attualmente consigliere comunale a Milano.
Giancarlo Pagliarini, che ne pensa dell'ultimo congresso della Lega Nord?
Io di grandi cambiamenti non ne ho visti. Nel corso di una trasmissione televisiva ho ricevuto una telefonata nella quale mi è stato chiesto quando sarei ritornato nella Lega. Ho risposto che sarei tornato nel partito di Umberto Bossi solo quando verrà pubblicato su 'La Padania' un prospetto con i movimenti finanziari degli ultimi anni. Se la Lega pubblica sul suo giornale queste cifre dimostra di essere un partito veramente trasparente. Quando io sono andato via, ho deciso di lasciare il Carroccio perché il bilancio del partito non mi convinceva. Ho detto a tutti: o il bilancio della Lega è falso oppure siamo scemi perché non diamo nulla alle sezioni per le iniziative politiche. Allora ho deciso di lasciare tutto”.
In questo periodo viene pubblicato il rendiconto della Lega Nord, così come fanno tutti i partiti. Non sarebbe soddisfatto di vedere almeno quello?
Io non voglio il rendiconto, ma vedere i movimenti reali di liquidità su come sono stati investiti i soldi della Lega. Alla fine del suo intervento al congresso della Lega Nord Roberto Maroni ha detto che il suo partito sarà più trasparente. Ho apprezzato molto questo passaggio, ma aspetto di vedere i fatti. Dubito che saranno davvero trasparenti”.
Come ha visto le lotte intestine di questi ultimi mesi tra Umberto Bossi e Roberto Maroni. Come interpreta quello che è accaduto nella Lega Nord anche alla luce di quello che è accaduto al figlio di Bossi?
Sul figlio di Bossi stendo un velo pietoso. La Lega è diventato un partito come gli altri. Quando andavo a fare i comizi nella Lega notavo che c'erano delle liti ovunque. Il discorso vale per tutti i partiti. E' la stessa logica che c'è nelle grandi imprese. Questo è uno dei limiti della politica italiana, dove l'impegno nei partiti viene visto come carrierismo. Non esiste una logica per cambiare le cose nel paese”.
La Lega non era già un partito come gli altri già ai tempi della maxi tangente Enimont?
Nel 1990 la Lega era un partito molto diverso da quello di oggi. All'epoca il mio obiettivo era quello di cambiare il sistema paese. Per questo motivo ho lasciato molte imprese che avevo e mi sono buttato a capofitto nella battaglia politica. Dopo sono arrivati i mestieranti della politica. Ma, all'inizio, la politica era qualcosa di molto diverso”.
Cosa pensa degli esponenti della Lega di oggi?
Al congresso della Lega Maroni ha fatto un brutto discorso, molto populista. Nella Lega Nord, di concreto, oggi non vedo nulla”.

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