giovedì 19 luglio 2012

Da noi non ci sono problemi di sostenibilità


Voce Repubblicana, 21 luglio 2012
Intervista a Walter Anedda
di Lanfranco Palazzolo

La Cassa nazionale dei Commercialisti è stata molto coraggiosa e lungimirante a passare, prima degli altri, al sistema contributivo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Walter Anedda, Presidente della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti.
Walter Anedda, qual è il suo bilancio alla guida della Cassa nazionale dei commercialisti?
Uno degli elementi importanti della nostra professione è la rotazione delle cariche per evitare la cristallizzazione sulle posizioni di vertice. Questo ha favorito indubbiamente la nosta Cassa. Parlando ai delegati della Cassa dei commercialisti ho dichiarato la mia soddisfazione per quello che abbiamo fatto in questi ultimi anni. Rispetto a quello che avevamo preventivato siamo riusciti a fare davvero tutto, forse anche oltre quello che ci aspettavamo, soprattitto grazie al Consiglio di amministrazione che ha svolto un'importante compito con il contributo dell'assemblea dei delegati. In questi anni abbiamo portato al traguardo molti progetti. Il nostro ente nesce da una riforma varata nel lontano 2003. Da quell'anno siamo entrati nel sistema contributivo. Quell'anno ci siamo resi conto che era necessario fare una riforma del settore. Il sistema precedente finiva per portare le generazioni che arrivavano a perdere dei diritti. All'epoca, quando un dottore commercialista andava in pensione gli bastavano 4 anni di trattamento pensionistico per recuperare quello che aveva versato in 35 anni. Quello era un sistema che non poteva reggere perchè si basava su un sistema che spostava sulle giovani generazioni il debito previdenziale. Abbiamo fatto tutto questo prima che la riforma Fornero lo imponesse a tutti”.
E' stata una scelta autonoma?
Sì., di questo siamo molto orgogliosi perchè abbiamo capito l'importanza di questo passaggio”.
Qual è il rapporto tra i dottori commercialisti che lavorano con quelli che oggi sono in pensione?
Il rapporto è di circa uno a dieci Ci sono circa dieci lavoratori per un dottore commercialista in pensione. Questa situazione favorisce molto la posizione di accumulo previdenziale. Ci sono molti contributi che incassiamo dagli iscritti rispetto alle pensioni che paghiamo. Questa è una grande garanzia per il futuro. Noi, oggi, non facciamo altro che mettere fieno in cascina. Cercando di agire come formiche – e non come cicale – di preservare quello che è il futuro della categoria”.
Come utilizzate queste risorse che accumulate?
Non teniamo questi soldi sotto il materasso, ma li utilizziamo nel modo più trasparente possibile sottoponendo questi passaggi attraverso la consultazione dell'assemblea dei commercialisti. Il primo elemento di riferimento di questi investimenti è la valutazione del rischio (non elevato) e poi quella del rendimento (adeguato)”.

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