sabato 21 luglio 2012

L'agenda Monti resta


Intervista a Pierluigi Mantini
Voce Repubblicana, 21 luglio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Non è detto che Monti debba tornare a Palazzo Chigi, ma la sua agenda politica resta valida anche per la prossima legislatura. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato dell’Udc Pierluigi Mantini.
Onorevole Mantini, qual è la nuova strategia politica dell’Udc all’indomani della sconfitta alle ultime elezioni amministrative e dopo che Casini ha dichiarato di voler abbandonare la strategia del cosiddetto Terzo polo?
Innanzitutto, le elezioni amministrative non sono mai confortanti per una forza politica di centro, come l’Udc, che contesta il bipolarismo. Però, noi abbiamo ‘tenuto’ – come si usa dire in queste circostanze – e abbiamo registrato un certo progresso in alcune città dove è stata sperimentato il binomio lista civica-centrista. Potrei farle molti esempi come quello de l’Aquila, dove abbiamo ottenuto una buonissima percentuale: il 41 per cento. Anche a Genova e a Sesto San Giovanni abbiamo ottenuto un grande successo. E questo è il percorso che vogliamo fare anche ora. Vogliamo far crescere dall’Unione di centro, che è un partito di centro, un soggetto politico più forte con i movimenti cattolici, con la società civile e i settori imprenditoriali. Vogliamo una forza di stabilità politica che abbia le caratteristiche di un soggetto politico riformista, ma che sia di ispirazione cristiana. Questo è il nostro cantiere ed è la nostra agenda con Mario Monti e oltre Monti.
Volete Monti di nuovo a Palazzo Chigi?
La nostra proposta non significa ch Mario Monti dovrà tornare a Palazzo Chigi nel 2013, ma significa che l’agenda dell’attuale presidente del Consiglio resta valida. Il programma di Mario Monti consente all’Italia di ‘fare i compiti a casa’ e di aumentare il prestigio del nostro paese nel campo internazionale, ma di essere l’attore principale per la soluzione di una crisi finanziaria che richiede delle ricette molto precise a partire dall’Europa politica e da una politica di stabilità concreta. Il ritorno di Berlusconi in politica non ci riguarda. E chi lavora contro il progetto di risanamento di Mario Monti non può certo essere il nostro alleato politico di domani”.
Ritiene che il dialogo dell’Udc con il Partito democratico di Pierluigi Bersani possa essere proficuo? Lei viene da quel partito che poi ha deciso di abbandonare dopo molte polemiche. Si tratta di un confronto credibile?
Ci sono molti elementi in comune con la politica di sostegno del Partito democratico all’Europa. Non è un caso che giovedì scorso abbiamo votato con il Partito democratico il fiscal compact. Abbiamo registrato molti astenuti e voti contrari del Pdl e tutta la Lega contraria. Nel Partito democratico tutti hanno votato a favore del fiscal compact e senza alcuna astensione. Basta solo questo per giustificare il dialogo con il Pd”.

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