mercoledì 11 luglio 2012

Quella polemica è un errore


Intervista a Sergio Maria Battaglia
Voce Repubblicana, 11 luglio 2012
di Lanfranco Palazzolo

I toni della polemica esasperata tra Squinzi e Monti sono un errore. Ma le critiche devono sempre essere accettate da tutti. Lo ha detto alla “Voce” il segretario generale di Unimpresa Sergio Maria Battaglia.
Segretario Battaglia, cosa pensa dello scontro tra il Presidente di Confindustria Sergio Squinzi e il Presidente del Consiglio Mario Monti sulle critiche formulate dal primo agli ultimi provvedimenti del governo in carica?
Questa polemica esaspera i toni del confronto sui temi della politica economica del governo. La crisi è lunga e oggi non riusciamo ancora ad intravedere la fine di questa condizione. Secondo molti esperti questa crisi continuerà ancora per anni. Le critiche vanno comunque sempre accettate perché la ripresa del Paese deve essere costruita da tutti. Il percorso della ripresa deve essere proficuo per tutta la collettività. Il ping-pong di accuse e controaccuse non fa mai bene a nessuno. E' chiaro che nell'azione dell'esecutivo ci sono ancora molte cose da rivedere. I sacrifici della crisi devono essere spalmati su tutti”.
Come ha trovato l'appoggio di alcuni grandi industriali verso Mario Monti nella polemica con il Presidente di Confindustria Squinzi?
Noi siamo rimasti sorpresi fino ad un certo punto. Ognuno è libero di appoggiare chi vuole. Ma è bene anche ricordare che le grandi industrie rappresentano una parte minoritaria del nostro sistema produttivo. Il tessuto produttivo italiano è composto di piccole e medie imprese. Questo non lo dobbiamo dimenticare”.
Il governo ha agito correttamente ponendo la politica di inasprimento fiscale prima della spending rewiew? Ha trovato giusto questo approccio?
E' da gennaio che attendiamo concretamente dei provvedimenti per la crescita. La spending rewiew deve essere fatta. La razionalizzazione della spesa pubblica è necessario senza colpire, come sempre i soliti. In questi ultimi mesi i consumi sono crollati”.
L'inasprimento fiscale ha determinato le condizioni per la deindustrializzazione? Molti imprenditori italiani hanno deciso di lasciare il nostro paese per impiantare le proprie imprese in paesi dell'Unione che hanno condizioni diverse.
L'aumento della pressione fiscale ha determinato la fuga di molti imprenditori che si trovano in una situazione difficile. Molti imprenditori sono tentati dal lasciare il nostro paese oppure tentare la carta del sommerso”.
Cosa pensa Unimpresa della difesa dell'Euro?
Oggi l'Euro si trova in una condizione di grande difficoltà. La moneta europea ha perso molto terreno sul dollaro. Abbiamo l'impressione di trovarci di fronte ad una lunga agonia il cui esito potrebbe essere quello dell'uscita dall'Euro. Ed è ovvio che ci sono manovre contro la moneta europea, che viene considerata come scomoda da alcune grandi potenze economiche”.

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