giovedì 30 agosto 2012

E' il momento giusto per il federalismo europeo


Intervista a Lucio Levi
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 30 agosto 2012

Questo è il momento giusto per affrontare la questione di un governo politico dell'Unione europea. Lo ha detto alla “Voce” il Presidente del Movimento Federalista Europeo Lucio Levi.
Prof. Levi, in un comunicato di questi giorni, lei ha sostenuto che questo è il momento giusto per affrontare davvero la questione relativa alla nascita di istituzioni politiche in seno all'Ue. Perché è giunto il momento opportuno per questo passo?
Le difficoltà legate all'euro sono dovute ad un attacco speculativo internazionale contro gli anelli deboli dell'Ue: la Grecia e il Portogallo e la Spagna. Il problema che si deve affrontare è quello di una mancanza di governo dell'Economia e di un'unione politica europea. Il limite più grave dell'Euro sta nel fatto che abbiamo una moneta unica senza uno Stato. La storia dell'Umanità non ha mai conosciuto una contraddizione del genere. Infatti, i fondatori dell'Euro avevano pensato alla moneta unica come una tappa per raggiungere l'obiettivo di un'unione politica. Questi erano gli auspici espressi dal manifesto di Ventotene nel lontano 1943 da Altiero Spinelli”.
La nascita di un governo tecnico ha impedito di perseguire questo obiettivo con forza da parte del nostro paese?
E' stato difficile mettere insieme posizioni molto contraddittorie come quelle dei partiti che sostengono l'attuale governo. Tuttavia, lo stato di necessità che ha fatto nascere questo governo ha permesso al governo Monti di affrontare i problemi di fronte ai quali si trova il nostro paese e l'imperativo di risanamento del debito, che è anche la promessa per fare delle politiche di crescita e di sviluppo senza le quali non è possibile pensare di abbattere il debito”.
Lei, a nome del Mfe, propone di far nascere un'assemblea costituente che elabori una costituzione da sottoporre ad un referendum popolare. Pensa che la partita sia più difficile di quanto si possa immaginare, considerando l'esito di alcuni referendum europei sul Trattato di Lisbona?
I referendum europei propongono la ratifica di una Costituzione europea. Gli interessi che sono scesi in campo nei referendum europei presentati in passato sono stati caratterizzati da un confronto nazionale. La bocciatura del trattato di Lisbona in Francia e in Olanda dimostra chiaramente che la questione è piuttosto complessa. Ma nel caso di un'assemblea costituente la situazione è diversa. Qui ci sono le condizioni per creare un dibattito europeo aperto al quale parteciperebbero i rappresentanti dei singoli paesi. Un referendum del genere darebbe un esito positivo. E chi boccia il referendum uscirebbe dall'Unione politica”.
Con questa valutazione lei boccia le politiche di allargamento europeo?
No, io penso che l'Ue abbia fatto bene a raccogliere questa sfida ed ancorare questi paesi all'Unione”.

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