sabato 4 agosto 2012

Siamo incivili


Voce Repubblicana, 4 agosto 2012 
Intervista a Lorenza Carlassare
di Lanfranco Palazzolo

Se non vogliamo riformare la giustizia e il sistema carcerario italiano facciamo a meno di dire che siamo un paese civile. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la costituzionalista Lorenza Carlassare, professore emerito di diritto costituzionale all'Università di Padova.
Prof. Carlassare, cosa pensa dell’appello del Prof. Pugiotto per migliorare la condizione delle carceri italiane in quello che viene definito come il momento peggiore dell’anno per gli istituti penitenziari?
“Io ho sottoscritto questo appello perché mi sembra che ormai da tutte le parti – e ormai da decenni – si segnali una situazione disumana nelle carceri italiane. Credo che con questo comportamento l’Italia stia andando contro le norme internazionali, ma anche contro la Costituzione che vieta pene degradanti e inumane per qualsiasi condannato. Mi sono molto rallegrata con il prof. Pugiotto, che ha presentato questo appello. La situazione è ormai diventata insostenibile e disumana”.
Lei ritiene di dover mettere sotto accusa le istituzioni per questo comportamento?
“Non c’è dubbio che la situazione sia diventata drammatica. Basta ricordare i suicidi che ci sono stati nelle carceri italiane. Ma questa situazione si protrae ormai da decenni. Sono anni che ormai colleziono i ritagli dei giornali in cui viene denunciata questa situazione drammatica. I suicidi in carcere non sono una realtà di oggi. Mi sembra che la drammatica attualità dei suicidi nelle carceri italiane sia spaventosa. In questo senso la vedo una priorità assoluta. Se non vogliamo fare queste riforma allora evitiamo di dire che siamo un paese civile”.
Cosa pensa dell’amnistia?
“Se devo essere sincera, ho avuto un’esitazione nel firmare l’appello del prof. Pugiotto perché non sono certa che provvedimenti importanti come l’amnistia e l’indulto possano essere provvedimenti utili al miglioramento della situazione. Dobbiamo lavorare sul contingente. In questo periodo mi trovo per una breve vacanza nel Sannio. Poco distante da dove mi trovo c’è un carcere di nuova costruzione che ha sfregiato il paesaggio. Questo carcere è vuoto, inutilizzato. Non credo che questa sia una situazione eccezionale. Al ministero della Giustizia dovrebbero fare un censimento sugli istituti penitenziari e vedere quanti posti sono realmente a disposizione”.
Su quali altri aspetti lavorerebbe?
“Ci sono troppi reati puniti con il carcere che potrebbero essere considerati come reati amministrativi. Si potrebbero utilizzare le pene alternative al carcere. La pena deve tendere alla rieducazione del condannato. Ma, a quanto pare, questo principio è stato dimenticato da tutti. Credo che ormai siamo tornati al Medioevo. Ma non privilegerei l’amnistia e l’indulto, che restano misure attuabili, ma non risolvono i problemi della giustizia”.  

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