lunedì 6 agosto 2012

Uno sguardo sul "grande" tennis italiano

Pubblicato il 29 aprile 2009
Seduta n. 196

VILLARI
- Al Presidente del Consiglio dei ministri. -
Premesso che:
la Federazione italiana tennis (FIT) è un’associazione senza fini di lucro riconosciuta dal CONI e che opera sotto la vigilanza dello stesso;
il Presidente della FIT, Angelo Binaghi, è al suo terzo mandato, a seguito di modifica dello statuto della Federazione, che prevedeva in precedenza un limite massimo di due mandati;
a giudizio dell'interrogante, a fronte di risultati desolanti del tennis italiano in campo internazionale, il vertice della Federazione non sembra avvertire la necessità di alcuna autocritica ma, al contrario, insiste nel perseguire una campagna di costante mantenimento dello status quo, francamente incomprensibile alla luce dei risultati raggiunti;
i numerosi siti web di circoli e associazioni italiani lamentano un clima di intimidazione, che raggiunge il culmine all’atto delle votazioni per il rinnovo delle cariche federali, allorquando i circoli, sottoposti a ogni tipo di pressione, consegnano deleghe in bianco all’attuale presidenza che, in tal modo, riconferma se stessa;
i contrasti tra giocatori e/o club con la FIT si esauriscono inevitabilmente in pesanti sanzioni comminate dalla Federazione che sembrano all'interrogante travalicare ogni buonsenso: si veda il caso delle lunghe squalifiche del giocatore Bolelli, reo di aver mancato ad una sola convocazione in nazionale (Coppa Davis) ed al quale è stata inibita la partecipazione alla squadra di Coppa Davis, ai tornei organizzati dalla FIT sul territorio italiano ed al campionato di serie A1 maschile per ben cinque anni. Il Presidente della FIT ha annunciato tutto ciò in una conferenza stampa televisiva;
come si evince dall'articolo "Tennis, amici e parenti ai vertici. Veleni sulla presidenza Binaghi", pubblicato sul quotidiano "Il Sardegna" del 1° aprile 2009, negli organismi della Federazione, ed in particolare negli organi di giustizia federali, sono in carica persone che hanno rapporti documentabili di parentela, di amicizia o professionali tra loro e con il presidente Binaghi, configurando un conflitto di interessi sul quale deve essere fatta piena luce;
numerosi organi di stampa, televisioni locali e nazionali hanno riportato con grande risalto l’ispezione ordinata dalla FIT al Tennis Club Capri, la cui squadra è campione d’Italia di serie A da tre anni. A quanto risulta, si è proceduto con metodi intimidatori consistenti nell’apertura di oltre 40 procedimenti a danno del club caprese per violazione di numerosi articoli dello statuto federale, culminati con l’invio di ben quattro ispettori della FIT che hanno soggiornato per due giorni nel miglior albergo a cinque stelle dell’isola, uno dei più rinomati del mondo, e sottoposto il Presidente del Tennis Capri ad un interrogatorio di oltre 10 ore senza sosta, dimenticando la correttezza, l’efficienza e l’esempio di questo circolo che non è mai incorso in alcun provvedimento disciplinare in nove anni di attività. Gli interrogatori si sono svolti ininterrottamente dalle ore 15 sino all'una del mattino successivo senza interruzione; il Presidente del Capri era stato convocato solo per un’audizione, non essendo lo stesso indagato o inquisito, ma non poteva abbandonare l’audizione pena la violazione ai regolamenti federali (che censurano la reticenza); inoltre, il circolo del Tennis Capri è situato ad appena cinque metri dal Grand Hotel Quisisana di Capri, luogo dell’audizione-interrogatorio;
tutta questa situazione ha avuto inizio all’indomani di un contrasto di opinioni tra la FIT e il Tennis Club Capri. In particolare l’inchiesta verte sull’art. 7 del regolamento di giustizia. Secondo la Procura federale, il Capri Sports avrebbe offeso la dignità, il decoro e il prestigio della Federtennis e dei suoi organi federali. Sotto accusa gli articoli pubblicati sul sito web ufficiale del club tricolore, giudicati dalla Procura offensivi per la Federtennis, mentre il sodalizio caprese parla di diritto di critica e di satira, pungente quanto si vuole ma satira, inoltre non di produzione del club caprese ma di lettori appassionati che inviavano gli stessi articoli alla redazione del club;
è stato costretto alle dimissioni il Presidente del Capri Sports, Roberto Russo, artefice dei brillanti risultati raggiunti in campo nazionale, offendendo con metodi censori e autoritari un'intera comunità esposta in prima pagina anche per la prepotenza e l’invadenza degli atteggiamenti della Federazione;
è opportuno sottolineare come il bilancio della FIT sia stato recentemente appesantito con l’inaugurazione di un canale tv satellitare, Supertennis, con costi veramente ingenti, a fronte di ascolti tutt’altro che lusinghieri a quanto risulta all'interrogante; verrebbero garantiti contratti e consulenze di centinaia di migliaia di euro ad opinionisti, presentatori e commentatori; tale canale televisivo è supportato da un’unica società di produzione, Sportcast, avente come Presidente lo zio dell’attuale Presidente della FIT;
è opportuno segnalare che lo stesso Presidente della Sportcast è anche nel comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia. La Sportcast gestisce, inoltre, tutti gli spazi commerciali all’interno del villaggio del Foro italico dove si organizzeranno gli Internazionali d’Italia. Come richiamato nel citato articolo del quotidiano "Il Sardegna", sarebbero presenti all’interno della Federazione, ed in particolar modo nei Consigli di amministrazione di società affiliate alla FIT, negli Organi di giustizia federali e nelle Procure federali, persone legate al Presidente della FIT da vincoli di parentela o di amicizie personali;
è rilevante ricordare lo statuto del CONI ed in particolare l'art. 2, comma 8 (il CONI garantisce giusti procedimenti per la soluzione delle controversie nell’ordinamento sportivo), e l'art. 20, comma 3 (le federazioni sportive nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari conformi all’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale e sono ispirate al principio democratico di partecipazione all’attività sportiva da parte di chiunque, in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità);
è evidente all'interrogante che nel contenzioso tra Federazione e Club Capri sia arduo individuare il rispetto dell’uguaglianza e delle pari opportunità;
si segnala come i bilanci della FIT non siano presenti sul sito web ufficiale della Federazione,
si chiede di sapere:
se al Governo risultino situazioni di conflitto di interessi nell'ambito della composizione degli organismi federali;
se non intenda promuovere, al fine di assicurare effettiva trasparenza, maggiore pubblicità dei bilanci della FIT attraverso la loro pubblicazione sul sito Internet della stessa Federazione;
se non ritenga opportuno che il CONI avvii un'indagine, attraverso l'istituzione di una specifica Commissione, con lo scopo di verificare l'esercizio dell'attività svolta dalla Federazione, anche alla luce dei modesti risultati sul piano sportivo.

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