sabato 15 settembre 2012

Ecco svelato l'imbroglio dello spread



Intervista a Renato Brunetta
di Lanfranco Palazzolo 
Voce Repubblicana, 15 settembre 2012

La crisi dello spread non è colpa dell'Italia, ma della costruzione sbagliata dell'Euro. Lo ha detto alla “Voce” l'ex ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, autore de “Il grande imbroglio. Cronaca di un anno difficile (2011-2012)” (Marsilio).
Onorevole Brunetta, lei ha finito il suo libro 2 agosto 2011, giorno in cui il Governatore della Bce Mario Draghi ha fatto dichiarazioni che hanno deluso i mercati in vista di misure risolutive che, a settembre, le istituzioni finanziarie europee hanno finalmente preso.
“'Il grande imbroglio' vuol dire spiegare agli italiani questa angoscia che dura da almeno un anno, dal luglio del 2011. Da quel mese gli italiani hanno cominciato a vivere con la pistola puntata dello spread. Prima di allora erano in pochi a sapere cosa significasse il termine spread (Il rendimento tra i nostri titoli e quelli tedeschi). Da un anno ormai noi vivevamo sull'orlo del baratro. Da un anno c'era stato fatto credere che era colpa nostra. E tutto questo c'è stato fatto credere da Angela Merkel, da Nicolas Sarkozy. Invece si trattava di un banale problema di speculazione finanziaria dovuto alla cattiva architettura di costruzione dell'Euro”.
Cosa ha pesato nel determinare questa situazione?
“La speculazione ha determinato l'impotenza della Banca centrale europea nel far fronte ai problemi normali della crisi europea. Il problema della Grecia avrebbe potuto essere affrontato con una cinquantina di miliardi di euro, se questi fossero stati stanziati nel luglio del 2009. La reazione dell'Europa ha tardato ad arrivare. Questo è stato quello che ho definito come 'il grande imbroglio'. Questo imbroglio ha prodotto solo grandi macerie nel nostro paese: macerie politiche, macerie democratiche, macerie economiche che adesso si sta svelando in tutti i suoi aspetti”.
Oggi è cambiato tutto?
“C'è voluto il bazooka puntato di Mario Draghi per far esplodere la bolla. Oggi vediamo lo spread a 335 punti, a meno di 200 punti. Però, il 'grande imbroglio' ha portato alla fine del governo Zapatero e alla caduta del governo Berlusconi. Il governo dei tecnici ha commissariato il nostro paese e abbiamo fatto politiche economiche sbagliate fatte di antibiotici per curare la crisi”.
Quali sono le sue conclusioni?
“Il nostro paese non era malato. Non eravamo certo noi ad essere 'infetti',. Ad essere malato era l'euro. Ma nel frattempo gli antibiotici non hanno avuto effetto. Hanno cioè depresso l'economia italiana. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: l'Italia ha mezzo milione di disoccupati in più, un'inflazione molto più alta e una caduta verticale della produzione industriale e dei consumi. Per riprendersi da questa crisi l'economia ha bisogno di molto tempo, ma anche di verità. E Monti deve raccontare questa verità”.   

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