martedì 4 settembre 2012

Notizie molto gravi su Tonino



Intervista a Bobo Craxi
Voce Repubblicana, 4 settembre 2012
di Lanfranco Palazzolo
 
La notizia delle rivelazioni di Antonio Di Pietro al console americano Semler sono molto gravi. Lo ha detto alla “Voce” l’ex sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi.
Bobo Craxi, quali sono le sue valutazioni sulle rivelazioni dell’ex console americano Semler, che ha dichiarato di aver appreso da Antonio Di Pietro, nel dicembre del 1991, mesi prima di tangentopoli, l’intenzione di mettere suo padre sotto inchiesta?
“Questa è la conferma di una serie di supposizioni e di analisi che erano state fatte all’epoca. La notizia è molto grave perché abbiamo la conferma di un’ingerenza di una potenza alleata negli affari del nostro paese. Inoltre, l’orientamento della procura di Milano si rivolgeva nei confronti di uomini politici eletti democraticamente. Quella inchiesta portò alla fine anticipata della legislatura alla fine del 1993. Dopo 20 anni è naturale che emergano elementi nuovi. Oggi abbiamo delle certezze e altre verità. E’ strano che nessun partito abbia chiesto di fare chiarezza su quanto emerso. I reati di allora – come la rivelazione del segreto d’ufficio – sono ampiamente prescritti. Allora i partiti erano in una fase di degenerazione grave, che è stata accompagnata da una delle inchieste più devastanti della storia italiana. I diritti degli imputati sono stati negati. I protagonisti di quell’inchiesta sono diventati i protagonisti della politica attuale”.
Pensa che gli americani avessero preso di mira Bettino Craxi?
“Credo che l’amministrazione americana avesse ben chiaro che dopo il 1989 la situazione italiana stava cambiando. Ecco perché si mossero per un regime change. L’Italia non era un paese sudamericano. Ecco perché era necessario cambiare tutto con una chiave legalitaria. Gli americani non amavano l’autonomia dei governi italiani della seconda metà degli anni ’80. Bettino Craxi fece queste scelte senza mai mettersi contro gli Usa, fedeli all’Alleanza Atlantica. Non credo ad una vendetta diretta. Credo che ci furono una serie di fattori che spinsero apparati dello Stato americano per affiancare l’inchiesta di Di Pietro e facilitarla”. 
Si è chiesto perché queste rivelazioni siano uscite proprio oggi? Si aspettava le parole del console Semler?
“Venti anni sono un tempo sufficiente per dare delle risposte. Il tempo di queste rivelazioni non cambia la realtà, ma spiega il carattere decisivo della fine della guerra fredda e dello scontro tra blocchi. Dopo il 1989 era più semplice abbandonare alleati e uomini politici scomodi come Andreotti e Craxi”.
Il primo avviso di garanzia a Craxi arriva il 15 dicembre 1992, ma nel novembre 1991 cosa sapeva Di Pietro su Craxi?
“Di Pietro è cresciuto all’ombra dei servizi di sicurezza. Aveva degli elementi per avviare un inchiesta. E’ chiaro che non intendeva cominciare una corsa solitaria”.

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