sabato 8 settembre 2012

Quella distinzione non è complicata



Voce Repubblicana, 8 settembre 2012
Intervisa a Maurizio Turco
di Lanfranco Palazzolo

La distinzione tra attività commerciali e attività non commerciali della Chiesa è semplicissima. Lo ha spiegato alla “Voce” il deputato radicale, eletto nelle liste del Partito democratico, Maurizio Turco. Ecco cosa ci ha detto l'esponente di Radicali italiani.
Onorevole Maurizio Turco, cosa sta succedendo sull'IMU alla chiesa cattolica? A quanto pare il decreto attuativo sul questa imposta da far pagare alla Chiesa non c'è.  La notizia è apparsa su alcuni quotidiani come “Repubblica”.
“Il merito di questa denuncia è del quotidiano 'Milano Finanza' del 4 settembre scorso. Il giornale dei mercati finanziari ha riaperto la 'ferita' su questa vicenda. Molte delle responsabilità su questa vicenda sono dello Stato che, in aperta violazione delle direttive europee, con la complicità evidente della Commissione europea sta cercando di venire meno ai suoi doveri. Anzi, stanno cercando di venire meno ai loro doveri lo Stato italiano e la Commissione europea. E' assurdo che funzionari del ministero del Tesoro affermino che la questione è complessa. Non è affatto vero. La vicenda relativa all'IMU è di una semplicità disarmante. Basta davvero poco a distinguere tra attività commerciali della Chiesa e le attività che non hanno questa natura. Lo dice la parola stessa. Nella legislazione italiana ci sono codici e direttive che distinguono benissimo questi due tipi di attività, tranne quelle religiose. Le attività religiose non sono mai state in discussione da alcun provvedimento o regolamento. L'attività di culto non può essere definita commerciale”.
Qual è stato il rischi che può esserci in questa vicenda?
“L'utilizzo del culto per mascherare delle attività di tipo commerciale. La questione è nota da molto tempo. I cosiddetti 'mercanti nel tempio' non sono certo nati negli ultimi anni. Credo che noi dobbiamo tenere molto alta l'attenzione su questi aspetti della vicenda, che presenta ancora molti aspetti da chiarire. Il dossier della Commissione europea sull'IMU alla Chiesa cattolica diventa quindi più fitto. Il rischio è quello di non riuscire a predisporre la documentazione necessaria entro l'anno per l'adempimento del pagamento dell'IMU. Se la predisponessero la documentazione entro l'anno la vicenda potrebbe non essere chiarita del tutto”.
Cosa succederà?
“Credo che dovremmo di nuovo andare di fronte alla Corte di Giustizia europea del Lussemburgo per sollecitare la Commissione europea ad agire. L'istanza esecutiva dell'Unione europea aveva preso l'impegno ad esprimersi entro un anno e ½. E' dal 2006 che l'Unione europea non riesce a dare risposta su questa vicenda. Non è mai successo che le istituzioni europee perdessero tutto questo tempo per dare risposta ad una vicenda del genere. Questo non è successo per questioni ben più complesse”. 

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