giovedì 18 ottobre 2012

Io, candidata alle primaerie contraria alla rottamazione



Intervista a Laura Puppato
Voce Repubblicana, 18 ottobre 2012 
di Lanfranco Palazzolo

Rottamare vuol dire mandare una parte del Pd nei campi di lavoro. Questo è un approccio sbagliato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sindaco di Montebelluna Laura Puppato, candidata alle elezioni primarie del Partito democratico.
Laura Puppato, lei è riuscita a raccogliere le firme per presentarsi come candidata del Pd alle elezioni primarie. In queste consultazioni si sono presentati due sindaci: lei e Matteo Renzi.
“Credo che, al di la di tutto, e non solo perché lo dicono i sondaggi, le figure dei sindaci stanno dimostrando di essere quelle più significative per i cittadini, che godono della maggiore stima. Se oggi verifichiamo qual è il sentire della gente ci accorgiamo che oltre l'87 per cento della gente considera quella di sindaco l'istituzione a lui più cara e più vicina, quella che considera meglio le necessità dei cittadini. Credo che questo fatto, di poter tornare alla concretezza degli amministratori pubblici, che non sono politici di professione, sia un segnale molto importante di ripresa politica. La credibilità politica non nasce dall'aver esercitato questo ruolo, ma di averlo fatto bene e lavorato per il bene comune e aver fatto qualcosa per il bene dei cittadini. Oggi abbiamo bisogno di concretezza e di impegno reale”.
Come ha visto questa polemica sul ritiro di Walter Veltroni da una candidatura alle prossime elezioni politiche e il successivo scontro tra? D'Alema e Bersani? Pensa che la rottamazione sia l'unico tema su cui si sia discusso in questo confronto per le primarie? Questo è l'approccio giusto per un confronto del genere?
“L'elemento del federalismo è stato portato avanti con toni forti dalla Lega, ma ha avuto il merito di scuotere una classe politica da un certo torpore. Trovo che aver utilizzato il termine rottamazione sia stato un gesto violento ed un errore. Rottamare significa mandare tutti nei campi di recupero. Questo è un modo sbagliato di affrontare la questione politica, anche dal punto di vista morale. E' anche vero che questo tema ha avuto un certo impatto mediatico”.
Quale sarebbe il modo giusto per affrontare la questione?
“La durata dei mandati dei parlamentari e non certo quello della loro età o anzianità politica. L'impegno politico non deve diventare una professione. Chi si impegna in politica dovrebbe farlo per un certo periodo e non per tutta la vita. Il Pd, invece di rottamare, deve determinare delle regole di rinnovamento attraverso i cittadini. Sono loro che devono decidere da chi vogliono essere rappresentati. Lo Statuto del Partito democratico lo dice chiaramente. Basta applicare le regole. Il meglio di noi in politica può essere dato in un certo periodo e non per circa 30 anni. E' inevitabile che sia così perché dopo un certo periodo è inevitabile allontanarsi dalla gente”.

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