venerdì 9 novembre 2012

Ecco come il Parlamento italiano parteciperà alle politiche Ue



Voce Repubblicana, 9 novembre 2012
Intervista a Nelli Feroci
di Lanfranco Palazzolo

Con questo ddl si intende regolare anche i rapporti tra Parlamento e Governo di fronte alle istituzioni europee. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ambasciatore Nelli Feroci, rappresentante italiano presso l’Unione europea.
Ambasciatore Feroci, lei è intervenuto informalmente alla Commissione Esteri della Camera dei deputati sul un provvedimento molto importante, quello che riguarda sulla partecipazione dell'Italia alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea. Perché questo provvedimento è importante e come cambierà il ruolo del Parlamento nell’ambito del processo normativo europeo?
“Il provvedimento è un disegno di legge che regola in maniera organica e articolata il tema della partecipazione italiana ai processi decisionali dell’Unione europea. Tre sono i grandi capitoli di questo provvedimento, Il primo di questi tre capitoli riguarda l’organizzazione della fase ‘ascendente’, che è quella fase in cui il paese partecipa all’elaborazione della normativa europea, mentre il secondo è quello della cosiddetta fase discendente, la fase in cui la normativa deve essere trasferita nell’ordinamento nazionale. Il terzo grande tema che regola questo disegno di legge è quello della partecipazione del Parlamento nazionale alle decisioni dell’Unione europea e alla partecipazione italiana a questo processo decisionale”.
In cosa cambia il ruolo del Parlamento italiano in questo processo normativo nei confronti del Governo italiano?
“Questo disegno di legge fissa una serie di impegni di consultazione e di informazione da parte del governo nei confronti del Parlamento. A sua volta, al Parlamento italiano viene riconosciuto il suo ruolo di indirizzo e anche alcuni poteri specifici, come quello della ‘riserva parlamentare d’esame’, che il Governo dovrà in qualche modo tenere presente nel definire la propria posizione negoziale a Bruxelles”.
Cosa viene stabilito sugli aiuti di Stato nel provvedimento?
“Questo provvedimento stabilisce un sistema di controllo da parte del Parlamento sul campo degli aiuti di Stato e consente al Parlamento di recuperare più agevolmente degli aiuti di stato che sono stati erogati e dichiarati illegittimi da parte della Commissione europea. Quindi questo provvedimento dovrebbe evitare ad alimentare il contenzioso con l’Unione europea in questa materia”.
Nel provvedimento si parla anche di un freno di emergenza. Di cosa si tratta?
“Si tratta di uno strumento voluto nel trattato di Lisbona, che consente, in determinate circostanze e di fronte a determinati provvedimenti, di chiedere ad un paese membro di sospendere l’esame della proposta. La normativa all’esame del Parlamento richiede che il Parlamento stesso debba essere consultato prima di prendere una decisione definitiva in materia”. 

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