venerdì 23 novembre 2012

Full disclosure in Senato



Voce Repubblicana,  23 novembre 2012
Intervista a Pietro Ichino
di Lanfranco Palazzolo

I gruppi parlamentari devono documentare tutte le loro spese. Questo è quello che ho proposto al Senato. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Pietro Ichino, membro della Commissione lavoro del Senato della Repubblica.
Senatore Ichino, questa settimana il Senato ha iniziato a discutere la riforma della disciplina dei gruppi parlamentari. Quali proposte ha presentato in passato su questa materia?
“Sono sempre stato favorevole all'anagrafe degli eletti e alla massima trasparenza dei redditi e patrimoni degli eletti in tutte le amministrazioni. Fin dal dicembre del 2008 abbiamo presentato disegno di legge che, oltre alla mia prima firma, porta anche la firma di altri importanti senatori come i vicepresidenti del Senato Emma Bonino e Vannino Chiti. Questo ddl è incardinato alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, senza aver compiuto un passo per l'esame in sede referente. Se questo provvedimento fosse stato approvato negli anni scorsi sarebbe davvero stato impossibile compiere le malversazioni di cui poi abbiamo avuto notizia: di Lusi, Fiorito e Belsito”.
Sull'amministrazione dei gruppi parlamentari del Senato della Repubblica e della Camera cosa chiedete?
“In questi giorni ho presentato due emendamenti con la presidenza del gruppo del Partito democratico, Queste modifiche si propongono di rendere obbligatoria la pubblicazione online di tutti i mandati di pagamento, collegati al negozio di cui il pagamento deriva. Anche qui è evidente l'effetto ostativo che avrebbe un regime di questo genere rispetto a tutto ciò che abbiamo visto. Nessun rappresentante politico potrebbe comprarsi un suv con i soldi di un gruppo parlamentare oppure farsi ristrutturare la casa. Tutte queste cose sono venute fuori in questi anni. Questa disposizione avrebbe un effetto molto rilevante nel contrasto alla corruzione e alla malversazione. Non ci sarebbe nessuna implicazione per la privacy. Si tratta di soldi pubblici. I cittadini devono sapere come vengono spesi questi soldi. E' anche necessario sapere quanto vengono pagati i singoli rappresentanti dei gruppi. Al di la della pubblicazione di tutte le spese, devono essere conosciuti i singoli passi degli atti”.
Questa trasparenza dovrebbe essere attuata in un sito dei gruppi parlamentari o in quello del Senato?
“Nella mia proposta ho chiesto che il gruppo parlamentare debba munirsi di un sito attraverso il quale si possa avere accesso a questa documentazione. Non c'è dubbio che sarà opportuno, in una fase successiva, istituire anche un garante della trasparenza, per i gruppi parlamentari. Potrebbe essere la Civit, chiamata a garantire la trasparenza della PA. Ma potrebbe anche, in alternativa, essere istituita un'autorità trasparente dipendente dalla Camera e dal Senato”.

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