sabato 10 novembre 2012

Io ho tifato per Obama



Intervista a Cesare Damiano
Voce Repubblicana, 10 novembre 2012
di Lanfranco Palazzolo
 
Alle presidenziali Usa ho tifato per Obama perché è stato l’uomo dello Stato sociale. Lo ha detto alla “Voce” il deputato del Pd ed ex ministro del Lavoro Cesare Damiano.
Onorevole Damiano, cosa pensa della vittoria di Obama alle elezioni presidenziali Usa? Ritiene che la vittoria del leader democratico sia un bene per gli Stati Uniti proprio mentre gli Usa non vengono considerati più il motore della crescita mondiale?
“Intanto voglio precisare che io ho fatto il tifo per la vittoria di Barack Obama. Ho sempre sostenuto il Partito democratico degli Stati Uniti. Anche perché Mitt Romney era oggettivamente un pericolo anche per l’Europa. Ho sentito le sue ultime dichiarazioni circa il ruolo dell’Europa e la sua indifferenza nei confronti del Vecchio continente. L’idea che anima la destra americana è di iniettare una nuova dose di liberismo dopo 30 anni di pensiero unico liberista che ci ha portato in questa drammatica crisi economica”.
Cosa rappresenta Obama per lei?
“Obama è l’esatta alternativa a Romney: è l’uomo dello stato sociale. L’attuale Presidente degli Stati Uniti ha pensato ad un’assistenza per i più anziani e per i più deboli. Obama è colui che interviene a protezione dell’industria dell’auto americana. Sono scelte che io condivido totalmente  e che la destra americana ha totalmente avversato. Per quanto riguarda l’effetto traino degli Stati Uniti sappiamo perfettamente che i motori dell’economia mondiale arrivano anche dall’Asia. L’America di Obama ci aiuterà a costruire la moneta unica europea e ci sosterrà nella costruzione del processo economico europeo”.
Questi quattro anni di Obama alla Casa Bianca hanno rappresentato una svolta importante nelle relazioni industriali italiane. Molti dicono che le attività della Fiat si sono spostate a Detroit dopo gli accordi conclusi con l’industria dell’auto Usa. Cosa ne pensa di questo passaggio che ha significato molto per gli operai della Fiat?
“Obama non ha facilitato questi accordi, ma ha solo preso atto della situazione per un nuovo accordo internazionale con la Chrysler. Noi sappiamo che player globali del settore dell’auto devono avere dimensioni di scala sufficienti. Altrimenti scompaiono. Il problema di questo accordo è che l’accordo fatto negli Stati Uniti ha funzionato meglio per gli Stati Uniti e meno bene per l’Italia. Ma non direi che questa è una responsabilità di Obama, ma è una responsabilità di Mrchionne. Obama ha scommesso sul salvataggio del settore dell’auto americano. E le industrie americane hanno restituito i fondi ricevuto. Altrettanto non si può dire dell’Italia dove interventi del genere non ci sono stati. Ma in Italia non abbiamo visto relazioni costruttive tra Stato-sindacati e imprese. Il problema del nostro paese è di non aver seguito quel modello”. 

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