sabato 3 novembre 2012

Quella legge elettorale non serve alla Lombardia



Intervista a Carlo Saffioti
Voce Repubblicana, 
3 novembre 2012
di Lanfranco Palazzolo

La riforma della legge elettorale lombarda non l’ho votata perché favorisce il sistema delle preferenze. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il consigliere regionale del Popolo delle libertà Carlo Saffioti.
Consigliere Saffioti, prima di chiudere il Consiglio regionale e la sua giunta, il Governatore Roberto Formigoni ha fatto approvare una riforma elettorale. Perché lei ha deciso di non votarla?
“Io sono stato l’unico che ha votato contro la legge. E l’ho fatto di fronte ad un’alleanza di partiti come il Pdl, il Pd e la Lega, SEL e l’Italia dei valori. Io ho motivato il mio dissenso perché questa legge rafforza il sistema delle preferenze. Secondo me, il sistema delle preferenze è quello che risulta più dannoso per la buona amministrazione e favorisce la corruzione. La preferenza espone il candidato a troppi condizionamenti da parte di lobbies e di gruppi organizzati. In Lombardia abbiamo anche assistito a condizionamenti da parte della malavita organizzata. Il sistema delle preferenze incentiva la conflittualità interna ai partiti politici e la spesa di forti somme di denaro. Avrei accettato il sistema delle preferenze se fossero stati costituiti circoscrizioni elettorali molto piccole. Invece vengono tenute in vita circoscrizioni con milioni di abitanti, come la zona della provincia di Milano e zone come Bergamo e Brescia”.
Molti sostengono che la preferenza permette al cittadino di esprimersi e di dare fiducia all’eletto.
“Credo che questa sia una bufala. Chi esprime le preferenze è pur sempre un’estrema minoranza di cittadini. Io stesso ho ottenuto 10mila voti nella circoscrizione di Bergamo, che molto popolata. Ma sono pochi voti rispetto all’elettorato complessivo della provincia. Abbiamo anche avuto eletti subentranti al consiglio regionale con 300 voti di preferenza. Questo è il motivo della contrarietà alle preferenze. Io sono sempre stato favorevole al listino che, se viene usato bene, può contemperare gli effetti delle preferenze”.
Quale sistema avrebbe preferito?
“Il sistema uninominale inglese ad un turno perché permette di candidare la persona più presentabile e accettato dal territorio. In quel caso l’eletto può dire di rappresentare bene gli elettori”.
E’ rimasto sorpreso dell’iniziativa della riforma del sistema di raccolta delle firme per la presentazione delle liste?  Si è trattato di un modo per favorire i partiti presenti alla regione?
“L’iniziativa è stata del consiglio regionale ed è stata approvata all’unanimità. Chi non è rappresentato in Regione dovrà raccogliere molte firme rispetto a chi già siede al Pirellone. Io mi sono trovato isolato in Consiglio regionale su questa riforma. Molti colleghi mi hanno dato ragione, ma al momento di votare si sono conformati alle direttive del gruppo consiliare”.

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