giovedì 13 dicembre 2012

L'Onu contro le mutilazioni genitali femminili



Intervista a Alvilda Jablonko
Voce Repubblicana, 13 dicembre 2012
di Lanfranco Palazzolo

Le mutilazioni genitali femminili sono praticate anche in Europa. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Alvilda Jablonko, coordinatrice del programma Female Genital Mutilation (NPSG).
Alvilda Jablonko, questa settimana, l’organizzazione non governativa europea Parlamentarians for goblal action (PGA) ha premiato l’impegno di Khady Koita, che si batte per impedire le mutilazioni genitali femminili.
“Khady Koita è una donna di origine senegalese che ha vissuto da vicino le mutilazioni genitali femminili. Il suo impegno non è cominciato in Africa, ma in Francia e in Belgio per poi approdare in Africa. L suo impegno ha riguardato, oltre le mutilazioni genitali femminili, anche i cosiddetti matrimoni forzati. Il suo impegno è arrivato anche nelle principali organizzazioni internazionali. Con il suo impegno, Khady ha invitato i governi singoli governi nazionali ad approvare leggi e regolamenti che non permettano mai più questo genere di pratiche”.
La lotta contro i matrimoni forzati e le mutilazioni genitali femminili è anche contro alcuni aspetti degenerativi della religione?
“In realtà, Khady non vive queste pratiche come degli atti legati alle convinzioni religiose e al dogma religioso. Questi comportamenti derivano da una tradizione retrograda. Khady si è battuta per far approvare dall’Assemblea delle Nazioni Unite una Risoluzione che metta al bando in tutto il mondo queste pratiche”.
Il diritto internazionale privato può intervenire su queste pratiche? Ci sono i mezzi per farlo oppure l’ultima parola spetta sempre ai singoli governi?
“Per cambiare la situazione è necessario un impegno in tutti i livelli di intervento. Possono intervenire i singoli stati, ma anche le Organizzazioni internazionali per dissuadere lo Stato nella tolleranza di queste situazioni. Ci sono stati anche dei casi di cittadini inviati da una nazione all’altra per svolgere queste pratiche. Ecco perché l’impegno internazionale, volto ad impedire queste situazioni, è necessario. Ecco perché la Comunità internazionale deve denunciare questo tipo di violazione dei diritti umani”.
La questione delle mutilazioni genitali femminili riguarda solo l’Africa e alcune zone dell’Asia oppure è un problema globale, non individuabile in un’area geografica precisa?
“Una gran parte dell’opinione pubblica internazionale è convinta che queste pratiche siano tipiche e avvengano in Africa. Ma non è così. Le mutilazioni genitali femminili vengono attuate in tutta Europa (Germania, Francia e Inghilterra), nel SudEst asiatico, in Indonesia, in Malesia e in Kurdistan”.
Quando verrà affrontata la Risoluzione sulle mutilazioni genitali femminili?
“La Risoluzione verrà adottata il prossimo 20 dicembre dall’Assemblea Generale. Questo voto permetterà di affrontare con maggiore forza questa battaglia”.   

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