sabato 29 dicembre 2012

Sulle provincie andava fatto così



Intervista ad Andrea Pastore
Voce Repubblicana, 29 dicembre 2012 
di Lanfranco Palazzolo

Il Governo ha sbagliato strada per la riforma delle provincie. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Popolo delle libertà Andrea Pastore, Presidente della Commissione per la Semplificazione della Legislazione.
Senatore Pastore, la fine della legislatura ha lasciato molte riforme incompiute. Molti si aspettavano la riforma della legge elettorale e altre importanti riforme, come quella delle provincie.
“Credo che alla fin fine il sistema elettorale, noto come porcellum, fa comodo a chi pensa di poter vincere le prossime elezioni politiche perché non prevede una soglia minima di sbarramento per poter ottenere il premio di maggioranza. Per cui è evidente che la forze politiche hanno tutto l’interesse a mantenere questo sistema. Il Pdl ha cercato di fare delle proposte alternative mirate a far rivedere le posizioni del Partito democratico”.
Su cosa è mancato l’accordo?
“Proprio sulla soglia di sbarramento della legge elettorale prevista per il premio di governabilità. Il Pd non pensa di raggiungere il 40 per cento, ma di vincere. La soglia avrebbe creato molti problemi al Pd. Non condivido l’atteggiamento del Partito democratico, ma lo capisco”.
Sulle provincie è mancata una riforma organica.
“Il tema delle provincie è sempre stato affrontato in tema molto demagogico e con superficialità dalle forze politiche italiane. Io sono favorevole alla cancellazione totale delle provincie come istituzione, come modelli organizzativi delle popolazioni sul territorio. Questo obiettivo renderà necessaria una modifica costituzionale. Il governo ha cercato di forzare la mano con una riforma legata ad una legge ordinaria. Questo ha provocato una rivolta sul territorio. Queste provincie non nascono per un capriccio del legislatore di oggi, ma come organizzazione delle istituzioni sul territorio. Noi possiamo eliminare le provincie, ma si possono togliere le assemblee elettive delle provincie”.
Crede che il governo abbia sbagliato?
“Sì, credo che abbiano fatto un grosso pasticcio. Bisognava passare per una riforma costituzionale. Questo non è stato fatto e il governo si è anche lamentato di non aver portato a compimento una riforma che – secondo me – non è stata ben congegnata. Questo percorso era stato ampiamente contestato da molti esponenti politici come me e altri che avevano avuto l’incarico di riscrivere la Carta delle Autonomie”.
Quale sarebbe stata formula migliore per una riforma efficace?
“Sarebbe stato necessario ridimensionare le provincie per il potere di attribuzione e non eleggere più i consigli provinciali. E prevedere che le provincie più piccole esercitassero il loro potere con quello delle provincie più grandi. Invece c’è stata la corsa alla salvezza delle provincie. Il risultato è questo”.

Nessun commento: