sabato 22 dicembre 2012

Troppe omissioni sull'elettrosmog

Intervista ad Alessio Ramaccioni e Pablo Castellani
Voce Repubblicana, 22 dicembre 2012
di Lanfranco Palazzolo

Sull’elettrosmog ci sono ancora troppe omissioni politiche e scientifiche. Lo hanno detto alla “Voce” Alessio Ramaccioni e Pablo Castellani, autori di “Onde anomale. Le verità nascoste sull’elettrosmog” (Editori Internazionali Riuniti). 
Alessio Ramaccioni, come è nato il vostro interesse per l’elettrosmog? 
“All’inizio dello scorso decennio ho seguito da vicino la sconcertante vicenda relativa ai trasmettitori della Radio Vaticana. Le antenne di quella Radio, che trasmette in tutto il mondo, hanno provocato un inquinamento elettromagnetico gravissimo nella zona di Bracciano. Dal 2003 ho cominciato a collaborare con “Radio Città Aperta” e mi sono occupato anche giornalisticamente dell’inquinamento elettromagnetico prodotto dalle antenne della Santa Sede. E dal 2005 è nata una rubrica settimanale su “Radio Città Aperta”, partendo dalla grande lacuna informativa sull’inquinamento elettromagnetico. Abbiamo constatato che l’interesse dei cittadini era forte. E da qui è nata la rubrica ‘Il nemico invisibile’. Queste vicende si sono trasformate in una inchiesta permanente sul mondo politico e scientifico”. 
Pablo Castellani, la comunità scientifica ha omesso di mettere in guardia l’opinione pubblica dai rischi dell’elettrosmog? 
“Noi non formuliamo nessuna accusa, ma ci occupiamo degli studi della Comunità scientifica che, spesso, ha cercato di sminuire i rischi dell’inquinamento elettromagnetico. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha pubblicato uno studio dal titolo ‘Interphone’ che ha sminuito i rischi dell’inquinamento elettromagnetico. Secondo questi scienziati non c’era il nesso di causa-effetto rispetto ai problemi della salute. Lo studio è stato analizzato da chi aveva dei dubbi sull’esito dello studio. In realtà, chi ha guardato bene lo studio nota che le avvisaglie di rischi ci sono, ma gli scienziati hanno utilizzato le loro ricerche per sminuirlo”. 
Alessio Ramaccioni, cosa dice la legge italiana sull’elettrosmog? 
“In Italia abbiamo una legge abbastanza stringente sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. Queste norme sono state depotenziate con l’approvazione del decreto sviluppo. Il limite di esposizione ai campi elettromagnetici garantisce la tutela dei cittadini, ma manca chi applica le norme a livello territoriale. Roma, tanto per fare un esempio, è invasa dalle antenne delle compagnie telefoniche. Restano ancora molte zone d’ombra. Ed è difficile opporsi alla costruzione delle antenne”. 
Perché avete dedicato un capitolo solo al caso Roma? 
“Il bacino di utenza della nostra radio è legato a Roma. Inoltre, riteniamo che la Capitale viene utilizzata come laboratorio sociale per quello che poi deve succedere nel resto del paese. Roma è la città dove c’è il numero maggiore di antenne radio rispetto alle altre città italiane”.

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