mercoledì 4 gennaio 2012

Un impianto costituzionale validissimo


Intervista ad Enzo Carra
Voce Repubblicana del 4 gennaio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Il discorso di Napolitano rivela la validità del nostro impianto costituzionale. Lo ha detto alla “Voce” il deputato dell'Udc Enzo Carra.
Onorevole Carra, cosa pensa delle parole pronunciate dal Presidente della Repubblica il 31 dicembre?
Il discorso del Presidente della Repubblica dimostra la validità del nostro impianto costituzionale. Secondo me è sbagliato pensare alla nascita di una Repubblica presidenziale in Italia perché una Repubblica dei due presidenti, immaginata dai nostri costituenti, è più solida e più moderna di quella del Presidente. La situazione di emergenza economica e l'eccezionalità del momento vede un governo sostenuto da una maggioranza incredibile. Il Presidente della Repubblica sta interpretando al meglio i valori della Costituzione. In questo momento assistiamo ad una dialettica costruttiva tra Presidenza del Consiglio e Presidenza della Repubblica. Questa è una visione positiva del nostro impianto costituzionale voluto dai costituenti nel 1948. Ci auguriamo che questo equilibrio e questa dialettica siano proficue anche in un momento in cui i partiti si sono fatti da parte nella guida dell'esecutivo”.
Cosa pensa dell'atteggiamento di alcuni partiti, che fanno finta di non apprezzare questo governo dopo averlo voluto. La Bindi, che è stata una fautrice di questo esecutivo, è arrivata a dire che il Pd non c'entra nulla con questo governo.
Credo che sia necessaria una certa sobrietà da parte di tutti. Alludo a tutti i partiti. Chi ha pensato ad un governo tecnico, ad un esecutivo di unità nazionale o a difendere il governo Berlusconi dovrebbe essere più sobrio vista la situazione. La Lega Nord ha cercato di strizzare l'occhio ad un certo tipo di elettorato sperando che questo si ricordi del 'Carroccio' al momento del voto. Mi pare che questo tipo di comportamento sia inutile nella situazione di emergenza che viviamo quotidianamente. La politica politicante dei partiti non gode della stima dell'opinione pubblica. Ogni atto dei partiti viene catalogato e dimenticato in breve tempo. Anzi, credo che sia controproducente per tutti: governo, elettorato e partiti politici”.
Il Presidente della Repubblica è consapevole di questo limite?
Si, ne è perfettamente cosciente. E lo ha richiamato in un passaggio del suo intervento parlamentare, quando ha ricordato l'emergenza economica e politica del 1977, altro anno cruciale della vita politica italiana. In quell'arco di tempo si chiude la fase in cui l'Italia entra nel club dei paesi più industrializzati e la contestazione studentesca raggiunge il suo culmine, insieme alla paurosa crescita del fenomeno terroristico. Oggi ci troviamo in una fase simile. Siamo al 'dunque' come lo eravamo nel 1977 e nel 1945. E quel 'dunque' deve essere affrontato senza inutili tatticismi”.