mercoledì 11 gennaio 2012

Cantona di Francia. Sindaci francesi, non mettete la firma per sostenere questo energumeno!

Inammissibili referendum

Intervista a Pino Pisicchio
Voce Repubblicana, 11 gennaio 2012
di Lanfranco Palazzolo

I referendum abrogativi dell’attuale legge elettorale presentati alla Corte Costituzionale non saranno considerati ammissibili. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Pino Pisicchio di Alleanza per l’Italia.
Onorevole Pisicchio, in questi giorni sono circolate molte voci sul comportamento che assumerà la Corte costituzionale di fronte ai due referendum abrogativi della legge elettorale. Qualcuno dice che la Consulta ha già deciso di bocciarli. Cosa accadrà?
“Le polemiche nei confronti della consulta sono del tutto pretestuose. Nei mesi scorsi ho avuto modo di condividere la posizione assunta da diversi autorevoli costituzionalisti come Michele Ainis e altri, e dello stesso Luciano Violante che avevano sottolineato come i referendum abrogativi presentati alla Corte, dopo la raccolta delle firme, non erano ammissibili. Non esiste alcun appiglio giuridico che possa rendere accettabili o ammissibili quei referendum. Il mattarellum è una norma morta e non può assolutamente rivivere. Anche uno studente che frequenta il primo anno di giurisprudenza sa che, con un referendum abrogativo, non possono rivivere le norme cancellate dal voto del Parlamento. L’abrogazione del ‘Porcellum’ non fa sopravvivere alcuna legge elettorale. Perciò sarebbe impossibile tenere le elezioni una volta abrogato il porcellum. Ecco perché la Corte non ha scelta. Ecco perché queste polemiche contro la Corte non le capisco”.
Quali sono le sue osservazioni politiche sulla legge elettorale?
“Il Parlamento non ha più alibi. Deve fare al più presto una nuova legge elettorale. Proprio oggi (lunedì, ndi) ho scritto una lettera che invierò al Presidente della Camera Gianfranco Fini, nella quale chiedo che l’aula prenda al più presto in considerazione l’ipotesi di discutere della legge elettorale”.
Quanto peserà il potere di condizionamento dei partiti che sono fuori del Parlamento?
“Il sistema dei partiti vive una crisi molto profonda. Avrei delle difficoltà a contabilizzare la forza di questi partiti e anche di quelli che sono presenti in Parlamento. Credo che le forze politiche abbiano compreso che l’uscita di scena di Berlusconi abbia determinato una diversa consapevolezza della contrapposizione politica. Ecco perché è difficile fare certe valutazioni”.
Il Parlamento lavorerà ad una legge elettorale di tipo proporzionale?
“Questa è l’evidenza che abbiamo di fronte. La fine del bipolarismo ci dice che oggi siamo di fronte a questa situazione. I nostri costituenti hanno costruito gli equilibri istituzionali del nostro paese sulla base del sistema proporzionale. Il sistema elettorale ha permeato il nostro ordinamento. Ecco perché oggi dobbiamo ricostruire quel tessuto e quello schema creato dai nostri costituenti. Oggi bisogna tornare a prendere atto di questo”.