domenica 22 gennaio 2012

Ecco come si combatte la disoccupazione in Europa

Francia
1. Formazione professionale e occupazione giovanile
La crisi economica ha aggravato le difficoltà sul mercato del lavoro per i giovani. Il Governo francese ha varato, fin dall’aprile 2009, un piano d’urgenza di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro per la formazione, l’apprendistato e la professionalizzazione dei giovani di meno di 26 anni, con l’obiettivo di puntare su soluzioni che permettano l’inserimento stabile e durevole nel mondo dei mestieri commerciali e industriali e di fare della formazione professionale per i giovani (iniziale e continua) uno strumento contro la crisi economica.
A settembre 2009 il Presidente della Repubblica ha lanciato il Piano Agir pour la Jeunesse, che ha previsto soprattutto misure sull’orientamento e la formazione professionale e sugli aiuti sociali per i giovani tra i 16 e i 25 anni.
Nell’ambito dell’applicazione delle misure definite a livello programmatico dal Piano si inserisce la Loin. 2009-1437 du 24 novembre 2009 relative à l’orientation et à la formation professionnelle tout au long de la vie, che ha ratificato l’accordo nazionale interprofessionale del 7 gennaio 2009 sullo sviluppo della formazione continua lungo l’intero arco della vita lavorativa ed ha rinnovato il sistema di formazione professionale francese. La nuova legge ha creato, tra l’altro, un Fonds paritaire per la “messa in sicurezza” dei percorsi formativi professionali al fine di orientare meglio i finanziamenti della formazione verso gli effettivi bisogni del mercato del lavoro. Il Fondo conta su una dotazione di più di un miliardo di euro e dovrebbe assicurare ogni anno la formazione a 500.000 lavoratori poco qualificati e ad altre 200.000 persone in cerca di lavoro. La legge punta al miglioramento dell’informazione e dell’orientamento professionale attraverso un servizio pubblico per l’informazione e l’orientamento alla formazione professionale, che assicuri una migliore qualità dell’offerta formativa, e mediante il coordinamento del sistema di formazione professionale ai livelli nazionale e regionale. In particolare, le nuove disposizioni prevedono la definizione di un Plan régional de développement des formations professionnelles, da approvare sotto forma di “contratto” tra lo Stato e ciascuna Regione, in stretto collegamento con le parti sociali, proprio al fine di rafforzare la coerenza delle politiche di formazione nelle regioni e di adeguare i bacini occupazionali alle concrete esigenze locali di lavoro.
Tra le misure messe in cantiere in tale contesto si segnala anche il potenziamento di dispositivi già esistenti come il Passeport vers l’Emploi, un programma pedagogico in favore dell’inserimento e l’integrazione dei giovani di quartieri svantaggiati, destinatoa giovani tra i 14 e i 20 anni provenienti da “zone urbane sensibili” (come la banlieue parigina, ad esempio) e gestito in partenariato tra il Ministero dell’Educazione nazionale e le imprese che operano nella zona.
Nel giugno 2011 è stato attivato il nuovo portale TrouveTaBoite, dedicato ai giovani dai 16 ai 25 anni, in cui sono pubblicate le offerte di lavoro, di stages e di esperienze di formazione, relative ad uno specifico territorio e raccolte dalle "missions locales". Queste missions sono uffici pubblici che hanno per compito quello di assistere i giovani, della fascia di età sopra indicata, nella ricerca di un impiego.
2. Promozione del regime di “alternanza” e sviluppo dell’apprendistato
Al fine di contrastare il fenomeno della crescente disoccupazione giovanile, sono state adottate alcune nuove misure per favorire l’ingresso dei giovani (dai 16 ai 25 anni) nel mondo del lavoro in “alternanza” (ossia l'alternanza tra periodi di formazione scolastica e universitaria e periodi di lavoro in impresa), sono state messe a punto misure di promozione di un tale regime, attraverso, ad esempio, la creazione di un polo unico di informazione, il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche mediante programmi “mirati” e convenzioni dirette con le imprese..
Per favorire la scelta dell’apprendistato da parte dei giovani il Governo ha firmato, nel 2009, alcune convenzioni per creare 200 posti di développeurs de l’apprentissage su tutto il territorio francese. L’obiettivo delle prime convenzioni era di coinvolgere 50.000 imprese e di firmare più di 5.000 nuovi contratti. Alla fine del 2010 il dispositivo degli “sviluppatori dell’apprendistato”, destinato a promuovere lo strumento dell’”alternanza” presso le imprese, è stato protratto fino alla fine del 2011, per accompagnare le misure in favore dei giovani.
Il Décret n. 2010-894 du 30 juillet 2010 ha prorogato la concessione degli aiuti eccezionali istituiti nel giugno 2009 in favore dell’”alternance”. Degli aiuti alla prima assunzione di apprendisti e di giovani a contratto di professionalizzazione realizzati fino al 31 dicembre 2010, sono stati mantenuti i seguenti tre: aiuto all’assunzione di apprendisti supplementari (per le imprese con meno di 50 dipendenti), pari a circa 1.800 euro; nessun onere sociale per i nuovi apprendisti (in favore delle imprese di almeno 11 dipendenti); aiuto all’assunzione di giovani sotto i 26 anni con un contratto di professionalizzazione, pari a 1.000 euro o a 2000 euro se il giovane non è titolare di diploma di maturità (baccalauréat) o diploma equivalente.
Nel luglio 2011 è stata approvata la Loi n. 2011-893 du 28 juillet 2011 pour le développement de l'alternance et la sécurisation des parcours professionnels. Tra le varie misure, è stata istituita la carta "Etudiant des métiers" rilasciata ad ogni giovane apprendista. La carta permette al giovane di godere di alcuni benefici (ad esempio, riduzioni sulle tariffe per l'acquisto di determinati prodotti o servizi, identiche a quelle di cui godono gli studenti di istituti di formazione superiore). È inoltre previsto che un giovane possa concludere un "contratto di apprendistato" o "di professionalizzazione" con due datori di lavoro nell'ambito di attività stagionali ed è stabilita la possibilità di rinnovare un "contratto di professionalizzazione" a tempo determinato in alcune specifiche situazioni. La legge dispone inoltre un migliore inquadramento degli stages nelle imprese: all'interno del Codice dell'educazione è creata una sezione apposita dedicata agli "stages en entreprises" (artt. da L612-8 a L612-13).
Il provvedimento intende poi promuovere la protezione dei percorsi professionali per l'intero ciclo dell'attività lavorativa di una persona attraverso misure che favoriscano la creazione dei "raggruppamenti di datori di lavoro" (groupement d'employeurs), che sono agevolati nello stipulare contratti a tempo indeterminato in luogo di contratti a tempo determinato, e attraverso la creazione di "contratti di protezione professionale" (contrat de sécurisation professionelle).
La legge favorisce, infine, lo sviluppo dell'attività associativa dei giovani: l'età minima necessaria per costituire un'associazione non è più 18, ma 16 anni.
Il Governo francese, nell’ambito del Piano anticrisi a favore delle imprese, ha permesso da gennaio 2011 anche l’apertura dell’imprenditoria ai minori emancipati, che possono aprire attività commerciali, e ai minori non emancipati, che possono creare proprie imprese previa autorizzazione dei genitori (richiesta anche per i più importanti atti della vita dell’impresa).
I giovani che hanno aperto, o sono in procinto di aprire, piccole imprese artigianali o commerciali possono avvalersi, in particolare, della nuova Legge sullo statuto dell’auto-imprenditore, (Loi n. 2010-658du 15 juin 2010 relative à l'entrepreneur individuel à responsabilité limitée). La legge del 15 giugno 2010 ha infatti creato la nuova figura dell’imprenditore individuale a responsabilità limitata (EIRL), rispondendo ad una delle principali preoccupazioni degli imprenditori individuali, artigiani, commercianti, imprenditori di piccole imprese, piccoli imprenditori agricoli o liberi professionisti: la protezione dei loro beni personali in caso di fallimento dell’impresa.
Va infine menzionato il Plan pour l’entrepreneuriat étudiant, lanciato dal Governo alla fine del 2009 per sviluppare lo spirito imprenditoriale presso gli studenti e per far quindi emergere una nuova generazione di imprenditori. Il Piano comporta cinque misure per impegnare gli istituti d’insegnamento superiore in questa dinamica: l’invito a presentare progetti per la”Création de Pôles de l’entrepreneuriat étudiant”con una dotazione prevista di 2 milioni di euro; il concorso nazionale per l’imprenditorialità studentesca“Innovons Ensemble“,che mobiliterà ogni anno studenti e insegnanti; la designazione di un Référent entrepreneuriat“ all’interno di ciascun istituto scolastico, che avrà il compito di orientare gli studenti sulle possibili carriere imprenditoriali e sui sostegni dei quali possono beneficiare; la creazione di 20 nuove “Junior–Entreprises” presso le università, in collegamento con la Confederazione delle Junior-Entreprises; l’attuazione un coordinamento nazionale sull’entrepreneuriat.
4. Forme di sostegno sociale
Il Governo francese, nell’ambito delle misure sociali anti-crisi, ha introdotto dal 1° giugno 2009, a integrazione dei redditi più bassi, il revenu de solidarité active (RSA) che ha sostituito le due forme di reddito minimo prima esistenti, il RMI e l’API (Loi n. 2008-1249 généralisant le revenu de solidarité active et réformant les politiques d'insertion). Dal 1° settembre 2010 le condizioni per ottenere il RSA sono state estese a tutti i giovani attivi tra i 18 e i 25 anni (in precedenza potevano accedere al dispositivo solo se con figli, nati o nascituri, a carico): è sufficiente dimostrare di aver svolto un’attività professionale per due degli ultimi tre anni (3.214 ore di lavoro). L’ammontare del RSA-jeunes è calcolato secondo le stesse modalità degli altri tipi di RSA (RSA-socle e RSA-activité). L’estensione ha l’obiettivo di dare un sostegno ai giovani che sono entrati presto nella vita attiva e aiutarli a raggiungere l’autonomia. Sono considerati “attività professionale” tutti i tipi di contratto di lavoro (a tempo pieno o a tempo parziale): lavoro interinale, contratto in alternanza, contratto d’apprendistato, di professionalizzazione, CDI, CDD, contratto di transizione professionale (CTP) o di Convenzione di riqualificazione personalizzata (CRP). Anche i periodi di disoccupazione indennizzati sono considerati (al massimo sei mesi) e prolungano il periodo di attività esaminato.
Secondo i dati riportati dal Ministero della Gioventù, i beneficiari del RSA al di sotto dei 25 anni erano 8.132 alla fine di gennaio 2011 e il 78% di essi esercita un’attività percependo un supplemento di reddito di circa 130 euro mensili.
Alla fine del 2010 sono state avviate in via sperimentale altre due nuove misure riguardanti le risorse dei giovani in cerca di occupazione:
- il revenu contractualisé d'autonomie (RCA) per i giovani tra i 18 e i 25 anni poco qualificati : questo sussidio (250 euro) sarà versato ogni mese per due anni “a patto che i beneficiari si impegnino a cercare un lavoro ovvero a seguire una formazione professionale”;
- ilrevenu contractualisé d'autonomie (RCA) per i giovani titolari del diploma di licence: questa variante del RCA (250 euro) è destinata ai giovani adulti in cerca di prima occupazione da almeno sei mesi purché siano titolari almeno del diploma di licence.
Sono stati stanziati 20 milioni di euro per la fase sperimentale che dovrebbe riguardare circa 9.500 persone.
Per i giovani disoccupati tra i 15 e i 18 anni sono previsti particolari sussidi di disoccupazione (Allocation d’aide au retour à l’emploi (ARE), Allocation temporaire d'attente, Allocation de solidarité), nonché, a determinate condizioni, forme di aiuto all’alloggio.
Germania
Nel corso del 2010 il legislatore tedesco ha approvato tre provvedimenti nel settore del mercato del lavoro,
Con la modifica costituzionale (Gesetz zur Änderung des Grundgesetzes (Artikel 91e)), del 21 luglio 2010, è stato introdotto nella Legge fondamentale tedesca il nuovo articolo 91e. Tale norma prevede una generale collaborazione tra Federazione e Länder, o enti locali competenti, nell’esecuzione delle leggi federali in materia di sostegno alle persone in cerca di occupazione. Un numero limitato di Comuni e federazioni di Comuni possono, a seguito di un’espressa autorizzazione federale e con il consenso delle autorità statali competenti, ottemperare da sole ai compiti relativi alla materia. Le spese, se conseguenti all’esecuzione delle leggi federali, sono a carico della Federazione.
Il 3 agosto 2010 è stata varata la Legge sull’assicurazione di base per le persone in cerca di occupazione (Gesetz zur Weiterentwicklung der Organisation der Grundsicherung für Arbeitsuchende), del 3 agosto 2010, che modifica il Secondo libro del Sozialgesetzbuch, dedicato appunto all’assicurazione di base per tutti coloro che cercano un impiego (il cosiddetto Arbeitslosengeld II, il sussidio di disoccupazione di lunga durata). La nuova legge interviene in particolare sull’organizzazione dei centri per l’impiego, sulle modalità per coordinare l’azione a livello federale e statale, sulla supervisione, il finanziamento e la procedura di selezione per le municipalità accreditate allo svolgimento delle attività relative all’assicurazione di base. Il numero di queste autorizzazioni passa dalle attuali 69 a 110, finendo per coprire un quarto delle strutture pubbliche che complessivamente operano nel settore. La legge lascia sostanzialmente immutato il quadro organizzativo delle strutture comuni costituite dall’Agenzia federale per l’occupazione (Bundesagentur für Arbeit) e dalle municipalità, per le quali viene stabilita una maggiore trasparenza nelle competenze e nelle responsabilità e si delineano con maggiore chiarezza le strutture organizzative, in modo da garantire alti standard di qualità nel servizio e una certa flessibilità nell’azione.
Infine va segnalata la Legge per migliori opportunità occupazionali (Gesetz für bessere Beschäftigungschancen (Beschäftigungschancengesetz), del 24 ottobre 2010. La legge si concentra in modo particolare sullo strumento del Kurzarbeit (lavoro a tempo ridotto), che ha consentito la stabilizzazione del mercato del lavoro durante i mesi più duri della crisi economica, permettendo alle aziende di risparmiare senza essere costrette a licenziare un gran numero di lavoratori. È previsto il prolungamento dell’applicabilità della normativa speciale sul Kurzarbeitergeld (salario per il lavoratori a tempo ridotto) fino al 31 marzo 2012, in particolare per le modalità dei rimborsi erogati dal sistema previdenziale, la semplificazione dei requisiti per accedere al salario integrativo, nonché la parificazione tra l’indennità congiunturale e quella stagionale.
La legge interviene, altresì, sulla normativa che regola le modalità per accedere al part time nelle misure di trasferimento e all’indennità per lavoro a tempo ridotto in trasferimento (Transferkurzarbeitergeld) e viene estesa la possibilità per i lavoratori all’estero e per i lavoratori autonomi (Existenzgründer) disoccupati di assicurarsi il sussidio di disoccupazione, assumendo a richiesta un obbligo assicurativo specifico.
Per ultimo, la legge contiene numerose misure di sostegno del mercato del lavoro volte in particolare a favore dei lavoratori anziani.
Nel 2011, la Legge che disciplina il lavoro temporaneo (Gesetz zur Regelung der Arbeitnehmerüberlassung), del 7 agosto 1972 (nella versione consolidata del 3 febbraio 1995), è stata modificata due volte.
Il 28 aprile 2011 è stata approvata la Prima legge di modifica della Legge che regola il lavoro temporaneo – Prevenzione degli abusi relativi ai lavoratori temporanei (Erstes Gesetz zur Änderung des Arbeitnehmerüberlassungsgesetzes – Verhinderung von Missbrauch der Arbeitnehmerüberlassung), che attua, in particolare, la direttiva 2008/104/CE e incentiva ulteriormente il lavoro interinale come strumento della politica del mercato del lavoro flessibile, al fine di mantenerne gli effetti positivi che esso ha avuto nel settore dell’occupazione.
La Legge di modifica della legge che regola il lavoro temporaneo e della legge sulla lotta al lavoro nero  2011 (Gesetz zur Änderung des Arbeitnehmerüberlassungsgesetzes und des Schwarzarbeitsbekämpfungsgesetzes), del 20 luglio 2011, ha invece mirato a rafforzare, nel medesimo ambito, il previsto sistema dei controlli e delle sanzioni allo scopo di contrastare più efficacemente il fenomeno del lavoro sommerso.
Regno Unito
Nell’ambito delle politiche sociali, il legislatore britannico negli ultimi due anni è intervenuto in particolar modo nel settore della sicurezza sociale.
Il Welfare Reform Act 2009, promulgato il 12 novembre 2009, ha innovato il sistema britannico della social security sotto diversi profili, tra cui quello delle condizioni e dei requisiti previsti per l’erogazione di benefici economici.
In relazione a questo particolare aspetto, le premesse dell’intervento normativo, così come le motivazioni e i contenuti della riforma, possono rintracciarsi in alcuni rilevanti documenti, quali il “Libro verde” proposto nel 2008 alla consultazione pubblica dal Department of Work and Pensions e la relazione redatta a conclusione di un’indagine affidata dallo stesso Dipartimento ad esperti indipendent. In entrambi i documenti si prospettava un aggiornamento del welfare del Regno Unito, da compiere nella direzione già segnata dalle leggi di riforma introdotte dai Governi laburisti a partire dal 1997 e in coerenza con i relativi principi: i quali si ispirano, in sintesi, al necessario equilibrio tra diritti (sociali) e responsabilità individuali; al carattere promozionale e temporaneo, anziché assistenziale e a lungo termine, delle misure di sostegno erogate dal sistema di welfare; e nella penalizzazione dell’inerzia dei beneficiari rispetto alle opportunità ad essi offerte di inserirsi nel mondo del lavoro.
In linea con tale impostazione, gli obiettivi di fondo perseguiti dalla legge sono individuati, da una parte, nel graduale superamento delle prestazioni consistenti nell’integrazione del reddito degli aventi diritto (income support), dall’altra, nell’affermazione – esplicitamente formulata nel “Libro verde” già richiamato – di una “obligation to work” sussistente in capo al beneficiario delle prestazioni pubbliche: ovvero dell’aspettativa, da parte dei servizi dello stato sociale, concernente l’impegno individuale profuso dalla persona disoccupata nella ricerca di una nuova (o della sua prima) occupazione nonché la sua disponibilità ad accettare le offerte di lavoro che gli vengano sottoposte dai centri di assistenza a cui si è rivolta (Jobcentre).
Le nuove regole, pertanto, sono nel loro complesso dirette a scoraggiare la protratta inattività dei percettori dei sussidi di disoccupazione (Jobseeker’s Allowance) e intendono stimolarne l’iniziativa personale nella prospettiva del loro impiego. In modifica della disciplina dettata dal Jobseekers Act 1995, ai beneficiari di sussidi di disoccupazione potrà dunque essere richiesto, con modalità demandate dalla legge alla normativa secondaria, di partecipare a programmi-pilota in base ai quali l’erogazione dei sussidi sarà condizionata allo svolgimento di determinate attività lavorative da parte del beneficiario (“work for your benefit scheme”). Finalità di questi programmi (da sperimentare inizialmente in aree geografiche limitate per valutarne l’efficacia) è quella di accrescere le opportunità di reinserimento lavorativo soprattutto di coloro che da più tempo beneficiano dei sussidi (long term unemployed claimants); sussidi la cui erogazione, peraltro, può essere revocata o sospesa qualora gli interessati non partecipino ai programmi suddetti senza adeguata giustificazione.
La revisione dei criteri per l’erogazione dei benefici è orientata, d’altra parte, alla maggiore flessibilità dei conditionality regimes finora applicati, ovvero dei criteri in base ai quali, in presenza di determinati presupposti e requisiti, le persone in cerca di occupazione ricevono sussidi pubblici o sono destinatarie di altre forme di sostegno economico. Ne consegue la possibilità, ammessa dalla legge, di modulare il fondamentale requisito di accesso alle prestazioni sociali – costituito, come si è detto, dall’attivarsi del beneficiario nella ricerca della propria occupazione - in funzione di particolari circostanze e necessità individuali, di volta in volta riferibili alla sussistenza di specifiche difficoltà di assorbimento da parte del mercato del lavoro, alle esigenze familiari del beneficiario o ad ostacoli particolari incontrati da categorie di persone in condizioni di maggiore vulnerabilità. Ciò comporta, ad esempio, che ai genitori non sposati disoccupati sia richiesta, da un lato, la partecipazione a colloqui periodici (work focused interviews) finalizzati ad un collocamento compatibile, per quanto possibile, con i carichi di famiglia; d’altro lato, essi possono avvalersi, su base volontaria, di programmi propedeutici al loro impiego lavorativo (si tratta del programma New Deal Lone Parents).
Con il Welfare Reform Bill, approvato dalla Camera dei Comuni il 15 giugno 2011 e attualmente all’esame dei Lord, il Governo persegue la razionalizzazione dell’articolato sistema finora vigente di prestazioni sociali e previdenziali (sussidi per la disoccupazione, integrazioni del reddito, agevolazioni per le persone in stato di disabilità od invalidità, contributi per l’abitazione) e, al tempo stesso, la sua revisione al fine di modularne le condizioni di fruibilità in base a parametri più stringenti da riferirsi ai requisiti personali dei richiedenti, al loro reddito e alla loro disponibilità ad intraprendere attività lavorative.
E’ prevista, in particolare, l’introduzione di uno schema unitarioUniversal Credit – in graduale sostituzione dei precedenti sussidi di disoccupazione e contributi integrativi del reddito. L’applicazione a regime dello schema comporterà la fruibilità di un importo minimo predeterminato (standard allowance) a cui potranno aggiungersi componenti addizionali a fronte delle documentate esigenze specifiche del richiedente (responsabilità genitoriale, costi abitativi, ecc.). In modo analogo, una forma unitaria di agevolazione – il Personal Independence Payment – è introdotta per le persone disabili in luogo dei sussidi precedenti; la relativa erogazione è composta da una quota inerente alle primarie esigenze di vita e da un’altra riferita alle condizioni di mobilità del beneficiario.
Finalità di fondo delle disposizioni del testo normativo sono quelle di scoraggiare i fenomeni di dipendenza sociale dai benefici di fonte pubblica e di assicurare la trasparenza e l’equità nella loro erogazione.
Spagna
Nel settore dell’occupazione il Parlamento spagnolo, proseguendo sulla strada intrapresa già da qualche anno, ha approvato nell’ultimo biennio diverse misure volte a fronteggiare il crescente aumento della disoccupazione.
La crisi economica e finanziaria internazionale ha evidenziato in Spagna le persistenti anomalie esistenti nel mercato del lavoro nazionale: l’enorme numero di lavoratori con contratti a tempo determinato, da un lato, e l’eccessiva rigidità dei contratti per i lavoratori a tempo indeterminato, dall’altro lato, hanno finito per determinare una forte segmentazione del mercato del lavoro e una pericolosa dualità tra lavoratori stabili e temporanei. Al fine di correggere tale modello, che ha contribuito alla perdita di 2 milioni di posti di lavoro negli ultimi anni, il Governo spagnolo ha presentato un provvedimento urgente di riforma del mercato del lavoro, il Decreto legge 10/2010(Real Decreto-ley 10/2010, de 16 de junio, de medidas urgentes para la reforma del mercado de trabajo), che persegue tre obiettivi fondamentali: ridurre la precarietà dell’impiego, favorendo la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato; accrescere la flessibilità dei contratti a tempo indeterminato, sia mediante misure di riduzione e rimodulazione della giornata lavorativa, sia attraverso modifiche alla normativa sui licenziamenti collettivi; combattere la disoccupazione, in particolare giovanile, attraverso misure di incentivazione per le imprese alla sottoscrizione di contratti di formazione.
In particolare, nel Capitolo I, intitolato “Misure per ridurre la dualità e la temporaneità del mercato del lavoro”, sono adottate, tra le altre, le seguenti misure:
- trasformazione dei contratti d’opera o a progetto (contratos para la realización de una obra o servicio determinados) che abbiano avuto una durata superiore a 24 mesi, nell’arco di 30 mesi, in contratti a tempo indeterminato;
- aumento progressivo da 8 a 12 giorni di salario dell’indennità economica di fine contratto per i lavoratori a termine, con esclusione dei contratti di formazione e di sostituzione temporanea di lavoratori;
- riformulazione della legislazione sui licenziamenti collettivi per cause economiche, tecniche, organizzative o legate alla produzione, con introduzione di maggiore agilità nelle procedure, riduzione a 15 giorni del periodo di tempo per l’eventuale pronuncia di illegittimità dei licenziamenti da parte dell’autorità regionale competente e adozione del silenzio assenso, a favore delle imprese, in caso di mancata pronuncia;
- modifiche alla normativa sui contratti per il sostegno alla contrattazione a tempo indefinito (contratos para el fomento de la contratación indefinida), con ampliamento delle categorie dei possibili lavoratori beneficiari, ma con riduzione dell’indennità economica per licenziamento ingiustificato da 45 a 33 giorni di salario per ogni anno di servizio.
Il Capitolo III del decreto legge, contenente “Misure per favorire l’occupazione dei giovani e delle persone disoccupate”, prevede riduzioni dei versamenti contributivi dei datori di lavoro al sistema della sicurezza sociale (bonificación de las cuotas empresariales a la Seguridad Social), in caso di assunzione a tempo indeterminato, entro il 31 dicembre 2011, di una serie di categorie di lavoratori particolarmente svantaggiate. In particolare:
- giovani tra i 16 e i 30 anni, iscritti alle liste di collocamento da almeno 12 mesi e che non abbiano completato l’istruzione obbligatoria oppure non siano in possesso di titoli professionali;
- disoccupati con più di 45 anni, iscritti alle liste di collocamento da almeno 12 mesi;
- lavoratori con contratti di formazione o con contratti-staffetta tra due lavoratori (contratos de relevo) o con contratti di sostituzione per pensionamento anticipato (contratos de sustitución por anticipación de la edad de jubilación).
È prevista inoltre l’esenzione totale dal versamento dei contributi sociali per i datori di lavoro i quali, entro il 31 dicembre, sottoscrivano contratti di apprendistato (contratos para la formación) con lavoratori disoccupati iscritti alle liste di collocamento.
Le Cortes hanno poi approvato la Legge 35/2010 (Ley 35/2010, de 17 de septiembre, de medidas urgentes para la reforma del mercado de trabajo), che sostituisce il decreto-legge 10/2010.
La Legge 32/2010 (Ley 32/2010, de 5 de agosto, por la que se establece un sistema específico de protección por cese de actividad de los trabajadores autónomos) ha stabilito un sistema specifico di protezione per cessazione dell’attività dei lavoratori autonomi. Il capitolo primo della legge, contenente le disposizioni generali, specifica sia l’oggetto sia l’ambito soggettivo della protezione, precisando che il lavoratore autonomo interessato deve risultare in regola, fino al momento della cessazione dell’attività, con i propri versamenti assicurativi per gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali (contingencias profesionales). La protezione consiste in una prestazione economica, nel versamento dei contributi assicurativi al sistema della Sicurezza Sociale (Seguridad Social) per gli incidenti non lavorativi e le malattie non professionali (contingencias comunes) e nell’accesso ad attività di formazione e orientamento professionale, finalizzate al ricollocamento del lavoratore. La legge specifica poi, in dettaglio, tutti i requisiti necessari per avere diritto a tale protezione, partendo dal presupposto che la cessazione dell’attività deve essere in ogni caso involontaria e debitamente certificata.
Il capitolo secondo, concernente il regime giuridico della protezione, contiene, tra le altre, disposizioni specifiche sulla quantità e sulla durata della prestazione economica. La durata, in particolare, sarà proporzionale al numero delle contribuzioni mensili versate nei 48 mesi precedenti la cessazione dall’attività lavorativa, in base ad un’apposita tabella contenuta nella legge, mentre la quantità della prestazione sarà proporzionale all’ammontare dei contributi versati, rimanendo in ogni caso compresa tra un livello minimo, fissato all’80% dell’indice pubblico dei redditi (Indicador Público de Rentas de Efectos Múltiples), elevabile fino al 107% per i lavoratori con figli a carico, e un livello massimo, stabilito al 175% dell’indice dei redditi, elevabile al 200% o al 225% per chi ha, rispettivamente, uno o più figli a carico.
Il Decreto legge 12/2010 (Real Decreto-ley 12/2010, de 20 de agosto, por el que se prorroga el programa temporal de protección por desempleo e inserción, regulado en la Ley 14/2009, de 11 de novembre) ha prorogato al 15 febbraio 2011 le misure temporanee (6 mesi) previste dalla Legge 14/2009 (Ley 14/2009, de 11 de noviembre, por la que se regula el programa temporal de protección por desempleo e inserción).Quest’ultima ha disciplinato il programma temporaneo di protezione dalla disoccupazione e di reinserimento lavorativo, destinato ai soggetti che non abbiano più diritto al percepimento di sussidi di disoccupazione, in base alle normative vigenti, e che si trovino in particolari difficoltà economiche; ad essi viene corrisposta la somma di circa 420 euro mensili per sei mesi, da richiedere entro sessanta giorni dalla perdita dei precedenti sussidi.
I beneficiari della prestazione di disoccupazione straordinaria (prestación por desempleo extraordinaria), in dettaglio, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
- età inferiore a 65 anni;
- reddito complessivo, personale e familiare, non superiore al 75% del Salario Minimo Interprofessionale;
- iscrizione alle liste di collocamento.
- sottoscrizione di un impegno a partecipare ad attività di formazione volte al reinserimento nel mondo del lavoro.
La definizione dei contenuti delle attività, volte al reinserimento dei lavoratori disoccupati, così come il loro finanziamento, sono affidati ai servizi pubblici di collocamento competenti per territorio.
Il decreto-legge 12/2010 ha prorogato, come detto, tale programma fino al 15 febbraio 2011 per i lavoratori che al momento della domanda di inserimento nel programma abbiano meno di 30 o più di 45 anni o che abbiano, nel caso di età compresa tra i 30 e i 45 anni, responsabilità familiari.
Il Decreto legge 13/2010 (Real Decreto-ley 13/2010, de 3 de diciembre, de actuaciones en el ámbito fiscal, laboral y liberalizadoras para fomentar la inversión y la creación de empleo) ha previsto, tra le altre misure, l’incorporazione di 1.500 persone come promotori di lavoro (promotoras de empleo), che realizzeranno la loro attività negli uffici dei servizi pubblici del lavoro (Servicios Públicos de Empleo), dal 1° febbraio 2011 al 31 dicembre 2012, in favore dei quali è applicato un piano straordinario di misure di orientamento, formazione professionale e inserimento lavorativo.
Il Decreto legge 1/2011 (Real Decreto-ley 1/2011, de 11 de febrero, de medidas urgentes para promover la transición al empleo estable y la recualificación profesional de las personas desempleadas) prevede un programma eccezionale di occupazione per la transizione alla contrattazione stabile, al fine di incrementare le possibilità di collocamento dei giovani e dei disoccupati di lunga durata mediante una riduzione significativa dei contributi imprenditoriali della Sicurezza sociale, che può arrivare al 100% per le imprese che creano nuovi posti di lavoro a tempo parziale, a condizione che la giornata lavorativa sia compresa tra il 50% e il 75% della giornata abituale e la durata del contratto non sia inferiore a sei mesi. Inoltre si prevede che nel caso in cui tali contratti con carattere temporaneo siano trasformati in contratti a tempo indeterminato si potrà avere diritto ad altri benefici.
Un’altra misura consiste in un programma di riqualificazione professionale delle persone che abbiano perso il lavoro, basato su azioni di politiche attive di occupazione che permettano la riqualificazione al fine di occupare nuovi posti di lavoro, soprattutto in settori emergenti e con potenziale di crescita. Le persone partecipanti a tali azioni con redditi bassi potranno ricevere un aiuto pari al 75% dell’indice pubblico dei redditi (Indicador Público de Rentas de Efectos Múltiples) mensile, fino a un massimo di sei mesi.
Il provvedimento dispone inoltre azioni di miglioramento dell’occupazione frutto della realizzazione di itinerari individuali e personalizzati di impiego, mediante programmi di orientamento e formazione rivolti a giovani, a maggiori di 45 anni disoccupati da lungo tempo, nonché a persone provenienti dal settore edile o da altri settori interessati dalla crisi che abbiano difficoltà di inserimento lavorativo derivante dalla bassa qualificazione.
Infine, nell’ambito dei piani di formazione rivolti prioritariamente a persone occupate, viene stabilito che per il 2011 la partecipazione di disoccupati oscilli tra il 20% e il 40% del totale delle persone che iniziano la formazione.
Il Decreto legge 3/2011 (Real Decreto-ley 3/2011, de 18 de febrero, de medidas urgentes para la mejora de la empleabilidad y la reforma de las políticas activas de empleo) riforma le politiche attive dell’occupazione (políticas activas de empleo), modificando la Legge 56/2003 (Ley 56/2003, de 16 de diciembre, de Empleo). Tra le modifiche effettuate, vengono incorporati all’interno delle norme generali in materia, la strategia spagnola dell’occupazione (Estrategia Española de Empleo) e il piano annuale di politica dell’occupazione (Plan Anual de Política de Empleo).
Vengono poi rinforzati il servizi pubblici del lavoro nel quadro del sistema nazionale del lavoro, favorendo la collaborazione pubblico-privato nell’intermediazione del lavoro e sviluppo delle politiche attive per l’occupazione.
Si stabilisce quindi un catalogo di servizi alla cittadinanza, comune a tutti i servizi pubblici del lavoro, in maniera da garantire in tutto lo Stato l’accesso in condizioni di uguaglianza a un servizio pubblico e gratuito del lavoro e un’uguaglianza nelle opportunità di accesso al lavoro stesso. È previsto inoltre lo sviluppo di un modello di attenzione alle persone disoccupate, basato su un itinerario individuale e personalizzato di lavoro.
Il Decreto legge 5/2011 (Real Decreto-ley 5/2011, de 29 de abril, de medidas para la regularización y control del empleo sumergido y fomento de la rehabilitación de viviendas) stabilisce un periodo di tempo (fino al 31 luglio 2011) durante il quale gli imprenditori possono volontariamente regolarizzare la situazione dei lavoratori irregolari, senza essere oggetto di sanzioni amministrative.
Sono poi previste una serie di misure destinate a combattere il lavoro sommerso. Tra queste, si prevede l’obbligo a carico degli imprenditori che contrattano o subcontrattano con altri la realizzazione di opere o servizi corrispondenti alla propria attività di provare, con carattere previo all’inizio dell’attività, che i lavoratori dei contrattisti o subcontrattisti siano coperti dalla sicurezza sociale, esigendo la documentazione in materia. Sono poi inasprite le sanzione relative al lavoro sommerso.
Il Decreto legge 10/2011 (Real Decreto-ley 10/2011, de 26 de agosto, de medidas urgentes para la promoción del empleo de los jóvenes, el fomento de la estabilidad en el empleo y el mantenimiento del programa de recualificación profesional de las personas que agoten su protección por desempleo) prevede, accanto a disposizioni riguardanti altri profili in ambito lavorativo, alcune misure urgenti per la promozione dell’occupazione giovanile. L’art. 1 introduce il contratto di formazione e apprendistato (contrato para la formación y el aprendizaje), un contratto con pieni diritti lavorativi e di protezione sociale, che coniuga il lavoro retribuito in azienda con la formazione volta ad acquisire una qualifica professionale. Sostituendo il tradizionale contratto di formazione, il nuovo contratto permette, da un lato, di fornire una qualifica professionale accreditata a tutti i giovani che ne sono privi, dall’altro, consente al lavoratore di poter essere occupato in un’impresa strettamente correlata con l’effettiva formazione ricevuta. Esso prevede un regime di alternanza tra attività lavorativa retribuita e attività formativa ricevuta nel quadro del sistema di formazione professionale. La giornata lavorativa è dedicata per il 75% al lavoro in impresa, il resto ad attività formative in un centro di formazione. La durata minima del contratto è di un anno, la massima è di due anni, prorogabile di un altro anno.Il contratto è rivolto ai giovani tra i sedici e i venticinque anni che non possiedono alcuna qualifica professionale. Per un periodo transitorio (fino al 31 dicembre 2013), esso può essere utilizzato anche per i giovani fino a trenta anni. Al fine di facilitare il reclutamento attraverso questo nuovo strumento, il decreto legge prevede anche riduzioni dei contributi a carico del datore di lavoro per la sicurezza sociale al momento dell’assunzione iniziale e allorquando i contratti siano trasformati in contratti a tempo indeterminato.
Inoltre, in favore delle imprese che, entro il 31 dicembre 2013, concludono contratti per la formazione e l’apprendistato con disoccupati maggiori di 20 anni e iscritti all’ufficio di collocamento prima del 16 agosto 2011, è riconosciuta una riduzione dei contributi della Sicurezza sociale del 100% (per le imprese con meno di 250 dipendenti) o del 75% (per le imprese che abbiano 250 o più dipendenti).
Il programma di riqualificazione professionale previsto dal decreto-legge 1/2011 è infine prorogato di sei mesi (fino al 15 febbraio 2012).