domenica 29 gennaio 2012

Uno sciopero sacronsanto contro il Governo Monti

Voce Repubblicana del 28 gennaio 2012
Intervista a Paolo Leonardi
di Lanfranco Palazzolo

L’antiberlusconismo ha fatto tanti danni in Italia. Cgil, Cisl e Uil hanno accettato, di fatto, tutti i provvedimenti del Governo Monti. Lo ha detto alla “Voce” Paolo Leonardi, componente dell'esecutivo dell'Unione sindacale di base.
Paolo Leonardi, il 27 avete proclamato uno sciopero generale dei trasporti pubblici e di altri settori. Quali sono le vostre perplessità su questo governo?
“Il Governo Monti risponde agli interessi del grande capitale e dell’Unione europea più che alle esigenze dei cittadini. I provvedimenti che sono stati assunti fino ad oggi da questo governo colpiscono in maniera indiscriminata il mondo del lavoro dipendente, del piccolo lavoro autonomo e non certamente i grandi profitti. Ci troviamo di fronte ad una scelta di classe. Questo governo non ha ricevuto la legittimità del voto popolare e quindi anche dai cittadini. Ecco perché questo governo risponde più alle esigenze dell’Europa e della crisi più che alle esigenze degli italiani. Ecco perché questo governo ha trovato il modo di far pagare questa crisi al mondo del lavoro dipendente. Siamo di fronte ad un calo di acquisto dei salari dei lavoratori dipendenti e del piccolo lavoro autonomo. Lo abbiamo visto nelle iniziative degli autotrasportatori e dei pescatori. L’Eurispes ci dice che il 68 per cento degli italiani è convinto che la propria situazione economica nel 2011 sia peggiorata. Le nostre retribuzioni hanno avuto una crescita minima. Ecco perché bisogna scendere in piazza contro questo governo”.
Come vi siete organizzati?
“Quella di domani sarà una grande manifestazione a Roma. Centinaia di pullman arriveranno a Roma tra mille difficoltà, anche se scarseggia la benzina e le strade di accesso alla capitale non sono scorrevoli. Ma ne vale la pena. Gli italiani che scendono in piazza non vogliono fare la fine della Grecia e vogliono rilanciare il paese”.
Come si sono comportati i grandi sindacati di fronte ai provvedimenti del Governo Monti. Pensa che quella di Cgil, Cisl e Uil sia stata un’opposizione di pura facciata per guadagnare tempo e favorire il dopo Berlusconi?
“Penso che l’antiberlusconismo abbia fatto tanti danni in Italia. Una volta caduto Silvio Berlusconi ci sono tanti orfani dell’ex Presidente del Consiglio. Cgil, Cisl e Uil hanno accettato, di fatto,  questo governo. Il problema che stanno ponendo è quello del ripristino di relazioni sindacali normali. Ma, a quanto pare, Monti non è interessato a questi rapporti. Ecco perché – secondo noi – i grandi sindacati hanno fatto il loro tempo”.
Cosa pensa del dibattito sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori?
“Il dibattito sull’articolo 18 nasconde il tentativo di sospendere i diritti dei giovani lavoratori, per ridurli ad un periodo di prova interminabile. E per porli sotto ricatto”.

Il liberismo sbarca a teatro

Voce Repubblicana, 27 gennaio 2012
Intervista a Massimiliano Finazzer Flory
di Lanfranco Palazzolo

In Italia esiste un grosso deficit di cultura liberale. Lo ha detto alla “Voce” Massimiliano Finazzer Flory, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano e autore teatrale, che ha messo in scena “The machinery of freedom: guide to a radical capitalism” di David Friedman.
Massimiliano Finazzer Flory, come è nata l'idea di rappresentare in teatro, con “Il Sole 24 Ore”, l'opera “Si sarebbe potuto fare”, tratta dal saggio di David Friedman “L'ingranaggio delle libertà”, pubblicato negli Usa nel 1973?
“La prima idea attiene al fatto che in Italia vi è un grosso deficit di cultura liberale intorno ai temi che presiedono i meccanismi del mercato. L'idea che il teatro potesse ospitare un testo di questa natura è un'idea inedita per quanto riguarda i principi liberali. Spesso, nel teatro, compaiono testi che sottolineano e pongono l'accento sull'economia di mercato come sterco del demonio. Qui, con tutt'altro punto di vista, si tenta di raccontare, attraverso la lettura scenica, quello che 40 anni fa è stato discusso, dibattuto e dialetticamente messo a punto negli Stati Uniti. Questo dibattito in Italia non c'è mai stato. E tutti i governi si sono ben guardati dal metterlo in agenda. In questa rappresentazione teatrale mi sono messo nei panni dell'attore interpretando David Friedman. Questo testo è stata una sorta di sfida per me. Con la rappresentazione messa in scena alla Sala Collina, sede del Gruppo 24 Ore, abbiamo creato una buona rappresentazione teatrale in grado di calamitare l'interesse del pubblico”.
L'idea è stata sua o del “Sole 24 ore”?
“L'idea è mia. La scorsa estate stato recitando a Macerata un'opera di Gustav Mahler dal titolo “Il tempo”. Un editore di quella città Aldo Canavari mi ha proposto di leggere a teatro un testo di economia. Allora gli ho proposto di portare a teatro un testo che parlasse di anarchia, che a teatro trova una sua casa felice e feconda. Ecco perché ho scelto questo testo di David Friedman, figlio di Milton Friedman”.
In questa opera viene esaltato il ruolo della libertà e del mercato. La crisi economica e finanziaria di questi ultimi anni ha esaltato il ruolo dello Stato che ha salvato il sistema economico mondiale dal crollo. Il testo di Friedman del 1973 è attuale?
“Credo, come Friedman, che non esistano funzioni proprie dello Stato. E' anche per questa ragione che possiamo definirci anarchici. In Italia, chi viene definito anarchico viene associato al caos, ma con Friedman si chiede più competizione in tutti i settori della società senza togliere allo Stato alcune funzioni fondamentali. Senza concorrenza lo Stato rischia di diventare un'agenzia di coercizione legittimata. Questo è il punto. Il principi dell'utilitarismo di Friedman sono importanti se associati ai valori del libertarismo”.

Autorizzazione a procedere contro Oscar Luigi Scalfaro (1951)