mercoledì 1 febbraio 2012

Eravamo molto diversi


Intervista ad Alfredo Biondi
Voce Repubblicana, 1° febbraio 2012
di Lanfranco Palazzolo

I miei rapporti con Scalfaro sono sempre stati buoni, ma eravamo profondamente diversi. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l'ex ministro dell'Ecologia e della Giustizia Alfredo Biondi.
Senatore Biondi, quali sono stati i suoi rapporti con Oscar Luigi Scalfaro quando è stato ministro della Giustizia nel primo governo Berlusconi?
“I miei rapporti personali con Scalfaro sono stati molto buoni. Mi riferisco ai rapporti di carattere personale e anche a quelli di carattere politico. Quando ho fatto il cosiddetto decreto Biondi, questo provvedimento fu firmato da Scalfaro. Collaborai, con l'ufficio legale del Quirinale, alla redazione del testo. Non ho proprio nulla da dire su quello. Dal punto di vista politico, quello che è capitato tra la fine del 1994 e l'inizio del 1995 l'ho considerata come una cosa che poteva e doveva essere evitata.  Dovevamo evitarla anche noi. Se non avessimo fatto il nome di Lamberto Dini forse non sarebbe nato un governo contrario ai soggetti che ne facevano parte. Fu una situazione molto ambigua, dalla quale la figura di Scalfaro non uscì certo rafforzata. Ma dal punto di vista personale io ho avuto rapporti buoni”.
Siete mai stati insieme in un governo?
“Sì, nel governo Craxi. Lui era ministro dell'Interno mentre io ero ministro dell'Ecologia. Poi fondai il ministero dell'Ambiente. E devo dire che lui mi fu molto vicino, mettendomi a disposizione l'arma dei carabinieri per fondare il nucleo ecologico dei carabinieri. L'uomo era molto religioso. Aveva un senso integralista della religione. Io sono un vecchio laico convinto. Eravamo molto diversi”.
Quanto è stato importante il ruolo di Scalfaro nella modifica dell'articolo 68 della Costituzione?
“Purtroppo devo fare un'autocritica su questo perché anche io ero nella Commissione incaricata di riformare l'articolo 68 della Costituzione in rappresentanza del Pli. Tutti i partiti erano favorevoli a quella commissione di riforma. Noi credemmo che togliere l'immunità fosse giusto. Ci auto convincemmo di una cosa di cui non ero convinto”.
Cosa pensò all'epoca dell'intervento del “no, non ci sto”?
“Io sono avvocato. Molti miei clienti mi dicono: 'No, non ci sto' perché non vogliono che si sappiano certe cose. Anche per quei fatti a cui aveva fatto riferimento Scalfaro non c'è mai stato alcun accertamento. I fatti rimangono coperti dal segreto funzionale. Non si trattò di un fatto illecito, ma di qualcosa di non opportuno. Lui si difese perché era convinto di non aver fatto nulla di scorretto”.
Perchè molti democristiani di destra sono diventati antiberlusconiani?
“Berlusconi ha fatto un'irruzione sulla scena diversa dal corso che hanno fatto molti politici. E quando è arrivato non è stato considerato come ben accetto dalla politica italiana. E anche da Oscar Luigi Scalfaro”.

Perchè l'ultima approvazione del bilancio della Margherita si è svolta segretamente?

Voglio tornare sul fattaccio della vicenda relativa a Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita che si sarebbe fregato circa 13 milioni dalle casse di quel partito. Il 20 giugno del 2011 si svolse un'assemblea segreta della Margherita per approvare il bilancio di quel partito. Quella riunione doveva essere particolarmente importante. Però, su quell'incontro restano molte perplessità. Perchè alcuni esponenti dell'ex Margherita non furono invitati?
Quella che vedete sotto è una lettera di protesta mandata dall'ex onorevole Nuccio. Leggiamola.

''Sono indignato ed arrabbiato perche' per l'ennesima volta, pur facendo parte dell'Assemblea, non sono stato convocato''. Cosi' Gaspare Nuccio, componente dell'Assemblea federale della Margherita ed ex parlamentare, commenta la mancata convocazione all'Assemblea che si e' tenuta ieri a Roma per l'approvazione del bilancio del partito. ''Immagino che il motivo  - spiega l'ex parlamentare - sia la volonta' di decidere come usare i soldi della Margherita nel segreto di qualche ufficio. Il senatore Rutelli dice bugie quando afferma che bisogna pagare il personale. Come e' noto, il personale e' passato quasi completamente, tranne forse poche unita', al Partito Democratico''. ''Non convocando componenti dell'Assemblea che fanno parte di altri partiti - prosegue Gaspare Nuccio - il Presidente Bianco commette una irregolarita', perche' nel frattempo decide di convocare Rutelli, Presidente di un nuovo partito, diverso e distinto dal PD, che fa parte del terzo polo. Per finire - conclude l'ex parlamentare -  condivido la proposta che i soldi non utilizzati vadano riconsegnati per intero, senza fare furbizie, nelle mani dei cittadini, anziche' essere utilizzati  per finanziare fondazioni o partiti di singoli esponenti politici''.