giovedì 2 febbraio 2012

Più coraggio per quelle liberalizzazioni


Intervista a Paolo Giaretta
Voce Repubblicana, 2 febbraio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Noi del Pd vogliamo rendere questo provvedimento sulle liberalizzazioni più coraggioso. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Paolo Giaretta, coordinatore del settore economico del Pd a Palazzo Madama.
Senatore Giaretta, la Commissione Industria del Senato ha cominciato l’esame del provvedimento relativo alle liberalizzazioni.
“Il nostro lavoro è iniziato martedì scorso. Abbiamo un intenso lavoro di audizione da svolgere. Dobbiamo ascoltare il variegato mondo delle categorie interessate da questo provvedimento. E poi, verso la fine della settimana prossima, si farà la presentazione degli emendamenti e delle proposte di modifica. E poi inizieremo a votare sul provvedimento. L’iniziativa del governo è molto importante. La nostra speranza è di migliorare questo provvedimento attraverso il percorso parlamentare. Siamo convinti che ci siano elementi che vanno rafforzati in questa iniziativa del governo. Il Partito democratico cercherà di cambiare il testo con le sue proposte politiche. Il nostro obiettivo è quello di ampliare l’area di queste liberalizzazioni, di introdurre materie che non ci sono, di scrivere meglio alcune norme insoddisfacenti e che solo la componente del lavoro venga messa in discussione da queste liberalizzazioni. La nostra ambizione è quella di rendere il provvedimento più coraggioso”.
In quali settori pensa che manchi il coraggio?
“In quello delle liberalizzazioni e in quello delle assicurazioni. In questi due campi permangono delle aree di scarsa tutela del consumatore. Le farò un esempio su tutti: noi abbiamo condiviso l’introduzione del limite del pagamento in contanti per 100 euro perché si tratta di uno strumento molto forte di contrasto all’evasione fiscale. Ma questo significa, per le banche, un notevole vantaggio perché ci sono i costi e i profitti delle banche per le carte elettroniche. Il decreto rinvia ad un procedimento di nove mesi l’obiettivo della riduzione dei costi bancari che – lo ricordo – sono tra i più elevati nell’Unione europea. Ecco perché ritengo che bisogna intervenire con maggior coraggio”.
Cosa pensa delle proteste di questi giorni sulle liberalizzazioni?
“Nelle proteste ci sono varie motivazioni e resistenze. Per quanto riguarda l’avvocatura è necessario capire che viviamo in un mondo che non è più chiuso come un tempo. In Italia esiste un forte sbilancio commerciale nel settore dei servizi professionali a causa dell’organizzazione insoddisfacente delle strutture professionali. Questa forma precaria di organizzazione sta portando via ai professionisti italiani molti clienti. Difendere certi privilegi di alcune categorie professionali non fa nemmeno l’interesse di alcune categorie economiche, che vengono scavalcate dal mercato unico”.