martedì 7 febbraio 2012

Il compagno Napolitano (Kaos edizioni), Lanfranco Palazzolo intervistato da Telepadania

Ecco come vogliamo cambiare l'articolo 49 della Costituzione


Intervista a Maurizio Turco
Voce Repubblicana, 7 febbraio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Prima di fare la legge elettorale pensiamo all’articolo 49 della Costituzione. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato radicale, eletto nelle liste del Partito democratico, Maurizio Turco.
Onorevole Turco, dopo lo scandalo del tesoretto della Margherita tutti annunciano che bisogna cambiare la legge sui rimborsi ai partiti politici. Cosa è necessario fare in un momento di così forte polemica politica sui soldi ai partiti?
Sono 65 anni che si discute dell’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione (‘Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale’), che prevede che i partiti debbano essere eletti secondo il metodo democratico. In passato, in Commissione Affari Costituzionali, si era aperta una discussione su questo tema. Naturalmente, la prima proposta di legge presentata è stata la nostra. Poi si sono aggiunte le proposte di quasi tutti i gruppi parlamentari. E poi si è fermato il dibattito. Penso che prima di qualsiasi altra discussione, prima di pensare se le tapparelle debbano essere verdi o blu bisogna pensare alle fondamenta. L’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione, attraverso una legge ordinaria, è uno strumento indispensabile. Noi dobbiamo approvare al piàù presto questa legge. E poi si parlerà della legge elettorale, dei finanziamenti pubblici, dei rimborsi elettorali, di chi deve controllare”.
Nella proposta di legge che avete presentato chi è il controllore?
E’ la Corte dei conti. Ho sentito molte critiche, in passato su questa proposta. Sembra che si vogliano lasciare i partiti sotto le grinfie della magistratura. Stiamo solo parlando di un controllo contabile che, come è logico, nessun partito vuole. Terrei distinta la gestione dei soldi pubblici da quella dei contributi dati dai privati ai partiti, purché si tratti di soggetti politici eletti davvero democraticamente. Ogni iscritto ad un partito politico ha il diritto di rivolgersi al magistrato contabile per far valere il suo voto dato al partito”.
Cosa dimostra la vicenda della Margherita?
Che manca ogni forma di controllo sui soldi dei partiti. Non solo controlli esterni, ma anche interni ai partiti. Questi partiti sono diventate delle vere e proprie oligarchie che controllano tutto”.
Cosa pensa dei rimborsi elettorali?
Non penso che debbano essere tolti. Vanno mantenuti entro un determinato tetto di un euro a votante. Credo che per far ripristinare ai partiti il metodo democratico sia necessario rimettere in pista i partiti, quelli veri. E’ necessario che i partiti riscoprano la necessità di rivolgersi ai propri elettori. Il finanziamento pubblico ha proprio tolto ai partiti questa prerogativa, trasformandoli in semplici oligarchie partitocratiche”.

Rissa verbale in casa di Radicali italiani

La neve a Roma: le previsioni (sbagliate) della protezione civile