martedì 14 febbraio 2012

Ci aveva provato anche Berlusconi


Intervista a Giuliano Cazzola
Voce Repubblicana del 14 febbraio 2012
di Lanfranco Palazzolo
 
Anche nel 2001 Berlusconi lavorò ad un accordo simile a quello su cui sta lavorando oggi Monti sull’articolo 18. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Giuliano Cazzola del Pdl.
Onorevole Cazzola, in queste ore “Repubblica” ha parlato con insistenza di un accordo tra un incontro tra la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso e Mario Monti in vista di un accordo sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per non applicare questo articolo a chi esce dal precariato.
Innanzitutto dobbiamo vedere se questo accordo è stato raggiunto e se l’incontro c’è stato davvero. Io credo solo a quello che vedo. Se questa indiscrezione fosse vera questo è l’accordo al quale stava lavorando il secondo Governo Berlusconi nel 2001. Tra i motivi per non applicare l’articolo 18 c’era la conversione dei contratti a tempo indeterminato per chi usciva dal sommerso. Direi che siamo sulla strada giusta per un ottimo accordo. Purtroppo, dieci anni fa, il mio amico Marco Biagi è stato assassinato dalle Brigate Rosse perché sosteneva questa tesi”.
La Cisl ha tuonato contro questo incontro su Twitter parlando di accordo sottobanco. Siamo fuori dalla concertazione?
Sono convinto che anche Bettino Craxi – quando nel 1984 fece l’accordo di febbraio sulla scala mobile - provò ad incontrare più di una volta il segretario generale della Cgil di allora, Luciano Lama. Ammesso che la notizia dell’incontro sia corretta – come scrive ‘Repubblica’ - il metodo messo in atto da Monti è giusto. Certo, non fa piacere vedere che controparti come la Cisl e la Uil, che dichiarano una loro disponibilità a trattare, si corre dietro la ‘pecorella smarrita’ della Cgil. Se ci pensa bene questo è anche un insegnamento il nuovo Testamento: il buon pastore abbandona le pecorelle brave che non si allontanano dal gregge per correre dietro la pecorella smarrita”.
Carlo De Benedetti ha dichiarato di non voler dare grande importanza al valore dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori dicendo che è stata data troppa importanza a questa norma. Cosa ne pensa di questa critica?
Io non sono d’accordo con De Benedetti. E’ vero che il paese deve fare i conti con problemi più importanti di questo. Ma oggi dobbiamo dare un segnale di cambiamento e di disponibilità. E’ come la questione dell’innalzamento dell’età pensionabile. I mercati, quando vedono che ci sono problemi di bilancio, vedono se i governi hanno aumentato la soglia di età per andare in pensione”.
Perché i sindacati, che difendono l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, non lo applicano?
Hanno ragione a non farlo. Si tratta di enti di tendenza nei quali è importante l’adesione del dipendente ai principi del sindacato o del partito. Se il dipendente cambia idea è giusto che il sindacato prenda le sue misure per tutelarsi”.