martedì 28 febbraio 2012

Quei lobbisti non sono un danno


Voce Repubblicana del febbraio 2012
di Lanfranco Palazzolo 
Intervista a Francesco Casoli

La rete telefonica deve aprirsi alla concorrenza leale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Francesco Casoli del Popolo delle libertà, membro della Commissione Industria di Palazzo Madama.
Senatore Casoli, il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda ha detto che al Senato circolano troppi lobbisti durante la discussione del decreto sulle liberalizzazioni. Come ha trovato questa denuncia?
“Sorrido a questa dichiarazione fatta dal Senatore Zanda. Io ho sempre avuto una mia idea sul ruolo che devono avere i cosiddetti lobbisti. Quelli che Zanda chiama in maniera dispregiativa come lobbisti sono dei rappresentanti di aziende di interesse nazionale. Queste persone non sono dei fantasmi, ma entrano al Senato con un loro cartellino e svolgono il loro lavoro alla luce del sole. Si tratta delle persone che portano degli interessi particolari al Senato, ma si tratta di valori importanti con i quali i politici devono assolutamente misurarsi. Tra questi 'lobbisti' ci sono anche coloro che rappresentano gli interessi dei consumatori. I lobbisti non sono altro che le antenne con le quali i politici devono capire cosa pensano le persone o le categorie o gli interessi toccati dai provvedimenti esaminati. E poi spetta alla politica prendere delle decisioni. I politici non possono sempre sapere tutto di tutto, ma spesso devono svolgere un delicato lavoro di sintesi politica anche di fronte agli interessi delle lobbies”.
Cosa è necessario fare?
“Questa situazione dovrebbe essere in qualche modo 'normalizzata'. Si devono chiarire come si debba regolare il ruolo svolto dalle lobbies. Negli Stati Uniti esiste una regolamentazione molto chiara delle lobbies. Anche il Parlamento europeo ha un suo albo. Voglio precisare che i lobbisti non sono persone che tirano i politici per la giacchetta, ma cercano di fare gli interessi della propria azienda. Spetta all'intelligenza dei politici saper distinguere qual è il giudizio da dare su questo o quel provvedimento”.
Il Pd ha mai fatto una proposta sui lobbisti?
“Io non ricordo di aver mai sentito una proposta del genere. Magari l'avrà anche fatta, ma io non ne ho memoria”.
Come sta andando il dibattito sul decreto sulle liberalizzazioni?
“Ho presentato degli emendamenti sulla separazione della rete Telefonica da Telecom proprio per andare nella stessa direzione di quello che si sta facendo tra Eni e rete Snam gas. Alcuni di questi emendamenti sono stati giudicati improponibili con mia grandissima sorpresa. Il problema che abbiamo davanti oggi è quello di aprire il mercato a concorrenza leale. Credo che nel campo della rete telefonica fissa sia giunto il momento di aprire il mercato alla concorrenza leale. E quindi aprire la nostra infrastruttura. Se ne avvantaggerebbero tutti da un progresso del genere”. 

Ecco come l'Unione europea ha aiutato la Grecia

Il 21 febbraio 2012 l’Eurogruppo ha concordato, adottando una apposita dichiarazione, un nuovo programma di aiuti alla Grecia per un importo complessivo di 130 miliardi di euro fino al 2014.

 Secondo fonti informali, l’accordo è stato raggiunto dopo una lunga discussione, protrattasi per tutta la notte tra il 20 e il 21 febbraio.

Il nuovo programma – che fa seguito all’accordo di massimo già raggiunto dai Capi di Stato e di Governo dell’area euro nell’ottobre 2011 e si aggiunge ai precedenti interventi per il sostegno alla Grecia adottati a partire dal maggio 2010 – mira a concorrere all’obiettivo della riduzione del debito greco al 120,5% entro il 2020.
Il primo intervento di sostegno alla Grecia era stato concordato, il 7 maggio 2010, dai Capi di Stato e di Governo della zona euro, dando seguito a quanto già concordato dal Consiglio europeo di marzo 2010, e contemplava pacchetto di aiuti pari a 80 miliardi di euro nell’ambito di un programma congiunto con il Fondo monetario internazionale (FMI), di ammontare complessivo pari a 110 miliardi di euro.
Ciascuno Stato si e’ impegnato a partecipare al prestito in base alle rispettive quote nel capitale della BCE (per l’Italia, pari al 12,4% del totale).
Fino ad oggi, sono state erogate sei tranches del prestito, nelle seguenti date e con i seguenti importi:
· 20 miliardi di euro (di cui 14,5 miliardi in quota UE e 5,5 miliardi in quota FMI) il 18 maggio 2010;
· 9 miliardi di euro (6,5 miliardi di euro a carico dell’UE e di 2,5 miliardi a carico del FMI), il 13 settembre 2010.
· 9 miliardi di euro, (di cui 6,5 a carico dei Paesi membri dell’UE e 2,5 a carico del FMI), nel gennaio 2011;
· 15 miliardi di euro (10,9 dall'UE e 4,1 dal FMI) nel marzo 2011;
· 12 miliardi di euro (8,7 a carico dell'UE e 3,3 a carico del FMI), il 5 luglio 2011.
· 8 miliardi di euro (5,8 dall’UE e 2,2 dal FMI), nel dicembre 2011.
Ciascuna delle somme sopra indicate è stata erogata a seguito di missioni congiunte di funzionari della Commissione europea, della Banca centrale europea e del FMI (cd. troika) con cui è stata verificata la corretta implementazione del programma di risanamento del bilancio pubblico negoziato con le autorità greche.
Nel corso dell’attuazione del programma di aiuti sono state apportate delle significative modifiche.  In particolare, nella riunione straordinaria del 21 luglio 2011 i Capi di stato e di governo dell’eurozona hanno concordato:
· una proroga dei prestiti già erogati, dagli attuali 7,5 anni a un minimo di 15 anni e fino a un massimo di 30 anni;
· l’istituzione di un nuovo programma di sostegno, di ammontare totale pari a 109 miliardi di euro finanziato, su base volontaria, anche dal settore privato;
· la riduzione del tasso di interesse applicato al prestito, equiparandolo a quello del meccanismo di sostegno alla bilancia dei pagamenti (attualmente, il 3,5% circa).
Successivamente, nella successiva riunione del 26 ottobre 2011, i Capi di Stato e di governo dell'eurozona hanno raggiunto un accordo di massima concessione di un nuovo prestito pari a 130 miliardi di euro, inclusa la necessaria ricapitalizzazione delle banche greche per assicurare, unitamente ai programmi di riforma dell’economia, la riduzione del rapporto debito/PIL della Grecia al 120% entro il 2020. Il nuovo prestito è stato subordinato alla partecipazione del settore privato al programma di sostegno, invitando il Governo greco, gli investitori privati e tutte le parti interessate ad elaborare uno scambio di titoli su base volontaria con uno sconto nominale del 50% (haircut) sul debito greco virtuale detenuto dai medesimi investitori privati.

presupposti e condizionalità del nuovo programma

Il nuovo programma di sostegno è stato adottato in seno all’Eurogruppo una volta verificata:
· per un verso, l’adozione da parte della Grecia di un programma di interventi per il consolidamento delle finanze pubbliche e di riforme strutturali, concordato tra il Governo greco e l’Eurogruppo stesso e accompagnato dal rafforzamento degli strumenti per il monitoraggio sulla loro effettiva attuazione da parte della Commissione europea;
· per altro verso, l’impegno dei creditori privati a contribuire alla sostenibilità del debito pubblico greco.
La dichiarazione  subordina espressamente l’erogazione del sostegno previsto dal programma all’effettiva attuazione degli interventi e degli impegni in questione, che sarà verificata dall’Eurogruppo sulla base di una valutazione della Troika (Commissione europea, BCE e Fondo monetario internazionale).

Interventi adottati dalla Grecia e strumenti di monitoraggio

Con riguardo agli interventi adottati o in via di adozione da parte della Grecia, l’Eurogruppo:
· ha preso atto con favore del programma di austerità approvato dal Parlamento greco il 12 febbraio 2012, che prevede ulteriori riduzioni strutturali della spesa pubblica pari a 325 milioni di euro per il 2012, nonché l’impegno assunto dai leader dei due partiti che sostengono il Governo (Pasok e Neo Democratia) di assicurare l’applicazione dei tagli indipendentemente dall’esito delle prossime elezioni politiche (previste per aprile 2012).
· ha ribadito che la Grecia deve conseguire gli ambiziosi ma realistici obiettivi di consolidamento del bilancio pubblico già stabiliti, che prevedono un avanzo primario nel 2013, e nel contempo portare avanti i piani di privatizzazione e le riforme strutturali sia nel mercato del lavoro sia nel mercato dei prodotti e dei servizi, al fine di promuovere la competitività, l’occupazione e la crescita sostenibile.
· ha sottolineato che, a tal fine, appare essenziale rafforzare la capacità istituzionale della Grecia, invitando la Commissione a rendere permanente e a rafforzare la presenza della sua task force di supporto tecnico, integrata con esperti dei Paesi membri. Ha inoltre considerato favorevolmente il rafforzamento della capacità della Commissione europea di verificare in loco, in stretto e sistematico contatto con le autorità greche, l’effettiva e tempestiva attuazione delle misure di risanamento e delle riforme adottate dalla Grecia;
· ha accolto con favore l’impegno del governo greco ad introdurre nell’ordinamento una norma che assicuri la priorità al pagamento del debito, nonché l’impegno ad istituire meccanismo di tracciabilità e monitoraggio del prestito ufficiale e dei fondi generati destinati a ripagare il debito, attraverso il versamento anticipato di tre mesi, sotto il controllo della troika (costituita da rappresentanti della Commissione europea, della BCE e del FMI), su un conto separato (richiesta sostenuta con forza dal governo tedesco).

Partecipazione del settore privato

L’Eurogruppo ha preso atto dell’accordo tra il governo greco e gli investitori privati che prevede uno sconto (haircut) nominale del 53,5% sul debito greco detenuto dai privati; sulla base ditale accordo sarà lanciato l'invito allo scambio dei titoli di debito greco, che è considerata condizione necessaria per dare seguito al nuovo programma di sostegno.

attuazione del programma

La prima erogazione del sostegno previsto dal programma e la determinazione del relativo ammontare saranno stabiliti dall’Eurogruppo nella prima parte del mese di marzo, una volta verificato l’avvio dell’attuazione degli impegni assunti dal Governo greco e i risultati dell’operazione di scambio dei titoli di debito detenuti dai privati.
La dichiarazione precisa che il sostegno sarà erogato attraverso le modalità previste dal Fondo europeo di stabilizzazione dell’eurozona (European Financial stability facility – EFSF) e indica una serie di specifici interventi che la BCE e gli Stati membri potranno operare in tale contesto.
In base alle decisioni assunte dal Consiglio ECOFIN del 9 maggio 2010, l’EFSF è articolato in una serie di misure volte a mobilizzare risorse di ammontare complessivo massimo pari a 500 miliardi di euro,mediante:
· un fondo europeo con una dotazione massima di 60 miliardi di euro – la cui attivazione è soggetta a termini e condizioni simili a quelle dell'assistenza finanziaria erogata dal Fondo monetario internazionale (FMI);
· una Società veicolo speciale (special purpose vehicle), garantita dagli Stati dell’area euro sulla base delle quote nel capitale della BCE e in conformità ai rispettivi ordinamenti costituzionali. La società veicolo potrà mettere a disposizione fino a 440 miliardi di euro, ed è prevista la partecipazione del Fondo monetario internazionale (FMI) con una quota pari ad almeno la metà del contributo europeo (quindi intorno ai 220 miliardi di euro).
A seguito della riunione straordinaria dei Capi di Stato e di governo dell’eurozona del 21 luglio 2011,  è stato convenuto di accrescere la flessibilità dell’EFSF, legata a un'adeguata condizionalità, consentendo di:
· agire sulla base di un programma precauzionale;
· finanziare la ricapitalizzazione degli istituti finanziari mediante prestiti ai governi, anche nei Paesi che non partecipano al programma;
· intervenire sui mercati secondari in base a un'analisi della BCE che riconosca l'esistenza di circostanze eccezionali sui mercati finanziari e rischi per la stabilità finanziaria, e in base a una decisione adottata di comune accordo dagli Stati membri al fine di evitare il contagio.
Successivamente, con la dichiarazione approvata il 9 dicembre 2011, i Capi di Stato e di Governo dell’area euro hanno assunto ulteriori decisioni relative all’EFSF, prevedendone, in particolare, il potenziamento mediante le due opzioni approvate dall'Eurogruppo il 29 novembre 2011:
· il ricorso a certificati di protezione parziale che forniscono una protezione dal 20 al 30 per cento del valore capitale di una nuova obbligazione emessa dagli Stati membri beneficiari
· la costituzione fondi di coinvestimento - con combinazione di finanziamenti pubblici e privati - per acquistare obbligazioni degli Stati membri beneficiari sui mercati primari e/o secondari.

Ruolo del SEBC, degli Stati membri e del FMI

La dichiarazione approvata dall’Eurogruppo prevede che la BCE trasferisca i profitti sui bond greci acquistati negli ultimi due anni nell’ambito del security market program alle banche centrali nazionali (secondo le regole per la distribuzione dei profitti della BCE) che a loro volta li trasferiranno ai rispettivi Governi (secondo le regole nazionali).
I Paesi dell’eurozona si impegnano altresì:
· ad utilizzare i profitti derivanti dai titoli di debito greci, ad essi trasferiti dalla rispettive banche centrali, per migliorare ulteriormente la sostenibilità del debito greco, attraverso, in particolare un’ulteriore riduzione retroattiva dei tassi di interesse del prestito alla Grecia, previsto dal programma di sostegno già in vigore, in modo che il margine scenda a 150 punti base (dagli attuali 200 pb). Gli Stati in cui è necessaria l’autorizzazione legislativa o la ratifica di questa modifica delle condizione del prestito si impegnano a completare la relativa procedura quanto prima.
· a trasferire sino al 2020 al Governo greco i futuri profitti derivanti dagli incrementi del rendimento dei titoli di stato greci detenuti dalle rispettive Banche nazionali,
Il FMI dovrebbe contribuire al programma di aiuti con una quota ancora da stabilire (secondo fonti informali, il Direttore generale del FMI, Christine Lagarde, avrebbe dichiarato che la decisione sulla entità verrà assunta entro marzo 2012).