martedì 6 marzo 2012

Il Terzo settore fuori controllo


Intervista a Paola Severini
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 6 marzo 2012

L’Agenzia del Terzo settore non aveva i poteri per controllare il settore Onlus. Ecco perché era necessaria un’Authority. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Paola Severini Melograni, direttrice di Angelipress ed ex consigliere dell’agenzia nazionale del Terzo settore presso la Presidenza del Consiglio.
Paola Severini, perché il Governo Monti ha deciso di decretare la fine dell’Agenzia per il Terzo settore?
Sono rimasta sorpresa. Dopo 35 anni di lavoro con il no-profit italiano di poter avere una piccola delega di rappresentanza, soprattutto per i 12 anni alla guida di un’agenzia sociale totalmente gratuita e che potete trovare sul web all’indirizzo Angelipress.com. Siamo rimasti sorpresi perché il Governo non si è confrontato con noi e con nessuna delle realtà del terzo settore. E questo è molto, molto grave perché doveva essere trovata una soluzione alternativa”.
Ha compreso che il governo aveva delle ragioni per prendere questa iniziativa?
Posso capire che l’agenzia aveva esaurito il suo ruolo e potere di controllo. Ma non si può pensare di lasciare un settore come questo privo di un elemento di regolazione”.
L’Agenzia per il Terzo settore era sottoposta al controllo governativo?
Questa Agenzia era un’istituzione della Presidenza del Consiglio. E aveva 11 membri. Io sono stata consigliere tecnico dell’Agenzia per il Terzo settore. Sono stata indicata dalle regioni. Ho lavorato con i due presidenti: Lorenzo Ornaghi, attuale ministro dei Beni Culturali e l’economista Stefano Zamagni. I miei due mandati sono stati due straordinarie esperienze. Il problema è che questa agenzia, che aveva funzioni di indirizzo e di promozione, non aveva la forza e l’autonomia che dovrebbe avere un’agenzia del genere: alludo al potere di controllo e di sanzione sul terzo settore. Ecco perché credo che sarebbe utile proporre un’Autorithy federale che controlli questo mondo”.
Qual è il problema del terzo settore oggi?
Bisogna distinguere quali sono le vere onlus. Non tutti gli operatori del Terzo settore hanno le carte in regola per definirsi tali. Ci sono molti soggetti che si sono denominati onlus per sfuggire al fisco. Per il Terzo settore è necessaria una regolamentazione. L’idea del governo è quella di creare un dipartimento all’interno de ministero del Welfare. Questo sarebbe un problema per la terzietà dell’agenzia”.
L’Agenzia ha svolto il controllo che doveva mettere in atto? E quante finte onlus sono state scoperte?
In dieci anni sono state scoperte 1500 onlus false su 400mila. Secondo me, quelle false sono circa il 40% del totale”.
Ecco ma questa non è la prova del fallimento dell’Agenzia?
Quando l’agenzia è nata le onlus erano 100mila. E nessuno ha pensato alla soluzione per fermare questo malcostume. Ecco perché era necessaria l’Authority”.

La fantasia dei settimanali italiani su Monti



Due settimane fa ho acquistato due settimanali. Dopo averli portati a casa mi sono reso conto che avevano la copertina uguale e anche l'ultima pagina. Ho pensato: quanta fantasia!