domenica 11 marzo 2012

Il Consiglio europeo dell'1-2 marzo 2012

Semestre europeo 2012

Il Consiglio europeo, recependo in gran parte le indicazioni formulate dalla Commissione nella analisi annuale della crescita presentata nel novembre 2011, ha stabilito cinque grandi priorità per l’UE e gli Strati membri nell’ambito della procedura del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche (avviata per la seconda volta dopo il lancio nel 2011):
· portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita;
· ripristinare la normale erogazione del credito all'economia;
· promuovere la crescita e la competitività;
· lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi;
· modernizzare la pubblica amministrazione.
Per dare attuazione a tali priorità il Consiglio europeo ha indicato le azioni specifiche necessarie a livello europeo e nazionale, tenendo anche conto dello stato di attuazione delle raccomandazioni specifiche per Paese adottate nell’ambito del semestre europeo 2011 e degli impegni assunti nell'ambito del Patto euro plus (vedi bollettino RUE “Il Patto per l’euro”, n. 163 del 18 marzo 2011).
Le priorità e le azioni stabilite dal Consiglio europeo riprendono in ampia misura le indicazioni contenute nella “dichiarazione sulla crescita” adottata in occasione del Consiglio europeo del 30 gennaio 2012 e sembrano altresì tenere conto anche di alcune proposte formulate anche della lettera del 20 febbraio recante un “Piano per la crescita in Europa”, sottoscritta dai Primi ministri di Italia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi, Finlandia, Estonia, Lettonia, Irlanda, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svezia e Polonia e inviata al Presidente del Consiglio europeo, Van Rompuy, e al Presidente della Commissione europea, Barroso.

azioni a livello nazionale

Il Consiglio europeo ha invitato gli Stati membri a:
1) combinare il risanamento di bilancio, differenziato in funzione della situazione degli Stati membri, con investimenti nei settori della ricerca istruzione, ricerca e innovazione.
2) riesaminare ove opportuno i rispettivi sistemi tributari al fine di renderli più efficaci ed efficienti, eliminare le esenzioni ingiustificate, ampliare la base imponibile, spostare l'onere fiscale dal lavoro, migliorare l'efficienza della riscossione delle imposte e combattere l'evasione fiscale. Il Consiglio dell’UE e la Commissione sono invitati a elaborare rapidamente soluzioni concrete per combattere meglio frode ed evasione fiscali, anche in relazione ai Paesi terzi, e a riferire entro giugno 2012.
3) modernizzare le politiche del lavoro, nel rispetto del ruolo delle parti sociali e dei sistemi nazionali di formazione dei salari, provvedendo a:
· moltiplicare gli sforzi per rendere le assunzioni più agevoli per i datori di lavoro, se necessario attraverso il miglioramento dei meccanismi di determinazione dei salari;
· eliminare gli ostacoli alla creazione di nuovi posti di lavoro;
· attuare politiche attive del mercato del lavoro, segnatamente nell'intento di rafforzare la partecipazione dei giovani, delle donne e dei lavoratori anziani.
A questo riguardo il Consiglio europeo attende con interesse anche il prossimo pacchetto occupazione della Commissione incentrato sul potenziamento della crescita attraverso la mobilitazione della forza lavoro europea, sulla promozione della creazione di posti di lavoro in settori chiave dell'economia, sul miglioramento della gestione del fabbisogno in termini di competenze, sulla promozione delle transizioni sul mercato del lavoro e sul miglioramento della mobilità geografica.
4) progredire nel rafforzamento del riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, ridurre il numero delle professioni regolamentate ed eliminare gli ostacoli regolamentari ingiustificati.
Il Consiglio europeo chiede che gli Stati membri attuino appieno queste priorità attraverso impegni più precisi, operativi e misurabili nei rispettivi programmi nazionali di riforma e programmi di stabilità o convergenza. Gli Stati membri che partecipano al Patto euro plus dovrebbero includere inoltre nuovi impegni incentrati su un numero limitato di riforme essenziali, tempestive e misurabili per conseguire gli obiettivi del patto.

Azione a livello dell'UE

mercato interno e politica per le imprese

Facendo seguito alla “dichiarazione sulla crescita” adottata in occasione della riunione del 30 gennaio 2012, Il Consiglio europeo invita a proseguire gli sforzi volti a:
· rafforzare la governance e migliorare l'attuazione del mercato unico. In tale contesto, il Consiglio europeo attende con interesse la comunicazione sul mercato unico che la Commissione presenterà il prossimo giugno e le sue relazioni, rispettivamente, sulla direttiva sui servizi e sui risultati dei test di efficacia a livello settoriale. Si compiace inoltre dell'intenzione della Commissione di proporre, nel secondo semestre di quest'anno, una nuova serie di misure concepite per eliminare gli ostacoli rimanenti;
· completare il mercato unico digitale entro il 2015, in particolare adottando misure volte ad incrementare la fiducia negli scambi online e fornendo una migliore copertura della banda larga. In questo quadro, il Consiglio europeo attende con interesse le imminenti proposte della Commissione in materia di diritti d'autore;
· ridurre gli oneri amministrativi e normativi a livello UE e nazionale; il Consiglio europeo accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare una comunicazione su ulteriori misure per ridurre al minimo gli oneri normativi, fra cui misure a sostegno delle microimprese;
· eliminare gli ostacoli agli scambi, nonché migliorare l'accesso al mercato e promuovere le condizioni di investimento.

Energia e cambiamento climatico

Al fine di promuovere un'economia più efficiente sotto il profilo delle risorse, più verde e più competitiva, il Consiglio europeo chiede che si raggiunga un accordo in merito alla direttiva sull'efficienza energetica entro giugno 2012. Chiede anche che siano compiuti rapidi progressi sulla strategia di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2050.
Ad avviso del Consiglio europeo è inoltre importante mantenere l'impegno di completare il mercato interno dell'energia entro il 2014, e realizzare l'interconnessione transfrontaliera delle reti.

Innovazione e ricerca

Nell’ambito dell’innovazione e della ricerca, il Consiglio ha convenuto che occorre intensificare gli sforzi al fine di:
· completare lo Spazio europeo della ricerca entro il 2014;
· migliorare la mobilità e le prospettive di carriera dei ricercatori;
· realizzare rapidamente l'inventario delle attività di ricerca finanziate dall'UE e l'indicatore unico per l'innovazione;
· creare uno strumento per la valorizzazione dei diritti di proprietà intellettuale a livello europeo;
· far sì che gli Stati membri partecipanti raggiungano entro giugno 2012 un accordo definitivo sulle proposte relative al brevetto europeo e al regime di traduzione ad esso applicabile;
· creare a livello dell'UE un efficace regime per il capitale di rischio, comprendente un regime di finanziamento a sostegno delle PMI innovative;
· prendere in esame un "fondo di fondi" per fornire capitale di rischio transfrontaliero e fare un uso più efficace degli appalti pubblici a sostegno delle imprese innovative e ad alta tecnologia;

Fiscalità

Nell’ambito della fiscalità, dovrebbero essere portati avanti i lavori sulle proposte della Commissione riguardanti la tassazione dell'energia, la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, la tassa sulle transazioni finanziarie e la revisione della direttiva sulla tassazione dei redditi da risparmio. Dovrebbero inoltre essere celermente adottate le direttive di negoziato per gli accordi sulla tassazione dei redditi da risparmio con Paesi terzi (in primo luogo con la Svizzera).
Al riguardo, si segnala che, nelle more di un accordo tra l’UE e la Svizzera, Germania e Gran Bretagna hanno già sottoscritto, nella seconda metà del 2011, un accordo con il governo elvetico che, previa ratifica dei rispettivi parlamenti, dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2013. L’accordo prevede che i cittadini tedeschi e britannici che hanno investito i propri capitali in Svizzera nel corso degli ultimi 10 anni (a partire dal 2002) paghino ai rispettivi Paesi di appartenenza una imposta del 34% sul totale dei propri averi posseduti in Svizzera, per sanare l’evasione fiscale pregressa. Nel caso in cui decidano di continuare a detenere attività finanziarie presso sedi svizzere dovranno pagare una tassa sui redditi da capitale pari al 26,3% (i tedeschi) e pari a un tasso oscillante tra il 27 e il 48% (i britannici). La Germania e la Gran Bretagna avranno inoltre la facoltà di chiedere un numero limitato di informazioni su loro cittadini sospettati di maggiore evasione fiscale. Da parte sua, la Svizzera ha ottenuto con gli accordi il sostanziale mantenimento del segreto bancario e una serie di facilitazioni per l’accesso di banche elvetiche in territorio tedesco e britannico.

Mercati finanziari

Il Consiglio annette particolare importanza anche al completamento della riforma della regolamentazione del settore finanziario. In particolare, le proposte relative ai requisiti patrimoniali delle banche (Basilea III) e ai mercati degli strumenti finanziari dovrebbero essere approvate, rispettivamente entro giugno e dicembre 2012.

Project bond

Considerata la necessità di stimolare il finanziamento privato dei principali progetti infrastrutturali, il Consiglio ritiene opportuno intensificare i lavori relativi alla fase pilota dell'iniziativa "Prestiti obbligazionari Europa 2020 per il finanziamento di progetti" (cd. project bond), al fine di raggiungere un accordo entro giugno 2012.

Attuazione della Strategia 2020

Il Consiglio europeo ha preso atto, anche sulla base di una apposita relazione presentata dalla Commissione europea nel novembre 2011, che gli sforzi profusi sinora per il perseguimento dei cinque obiettivi enunciati nella strategia UE 2020 rimangono insufficienti. In particolare:
· con riferimento all’obiettivo di portare al 75% il tasso di occupazione per la popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni, anche mediante una maggiore partecipazione dei giovani, dei lavoratori più anziani e di quelli poco qualificati e una migliore integrazione dei migranti nella popolazione attiva, secondo gli ultimi dati Eurostat, diffusi l’8 febbraio 2012 e riferiti al 2010, il tasso di occupazione ha raggiunto il 68,6% nell’UE a 27; il 68,4% nell’Eurozona; i Paesi con le migliori performances risultano essere la Svezia (78,7%), i Paesi Bassi (76,8%) e la Danimarca (76,1%), e; tra i Paesi di maggiori dimensioni economiche e demografiche, nel Regno Unito si è registrato un tasso del 73,6% di occupati, in Germania il 74,9%, in Francia il 69,1%, in Spagna il 62,5%, in Italia il 61,1%(soltanto Ungheria e Malta registrano una percentuale più bassa);
· con riguardo all’obiettivo di migliorare le condizioni per la ricerca e lo sviluppo, in particolare allo scopo di portare al 3% del PIL la spesa per investimenti pubblici e privati combinati in tale settore, il 17 febbraio 2012 Eurostat ha reso noti i dati relativi alla quota di PIL investita nel settore ricerca e sviluppo tecnologico, a livello dell’UE e dei singoli Stati membri, nel 2010: nell’UE a 27 tale quota è pari al 2 % del PIL, (-0,01% rispetto al 2009). In Italia la quota in termini percentuali del PIL risulta pari all’1,26%(stabile rispetto al 2009). Gli investimenti più consistenti in R&S in percentuale del PIL sono state registrati in Finlandia (3,87%), in Svezia (3,42% del PIL), Danimarca (3,06%), Germania (2,82%) e Austria (2,76%), mentre quelle più basse sono state rilevate in Lettonia e in Bulgaria (0,6%), in Slovacchia e a Malta (0,63 %), a Cipro (0,5%). Si segnalano inoltre i dati di Francia, (2,26%), Regno Unito (1,77%) e Spagna (1,39%);
· per quanto attiene agli obiettivi di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 20% - rispetto ai livelli del 1990 - o del 30%, se sussistono le necessarie condizioni, ovvero nel quadro di un accordo globale e completo per il periodo successivo al 2012, a condizione che altri Paesi si impegnino ad analoghe riduzioni delle emissioni, portare al 20% la quota delle fonti di energia rinnovabile e migliorare del 20% l'efficienza energetica, secondo i dati Eurostat, l’UE-27 nel 2009 avrebbe ridotto del 17% le emissioni rispetto al 1990; l’Italia ha conseguito una diminuzione del 5%; la Francia ha ridotto dell’8%; la Germania -26% (riduzione superiore all’obiettivo richiesto); il Regno Unito -27%; la Spagna ha registrato un aumento del 30%. Per quanto concerne la quota di energie rinnovabili sul totale del fabbisogno, l’Italia nel 2009 ha registrato una percentuale dell’8,9%, a fronte del dato complessivo dell’UE-27 pari all’11,7% (Germania: 9,8%; Francia: 12,3%; Regno Unito: 2,9%; Spagna: 13,3%;
· con riguardo all’obiettivo di migliorare i livelli d'istruzione, in particolare riducendo i tassi di dispersione scolastica al di sotto del 10% e aumentando la percentuale delle persone tra i 30 e i 34 anni che hanno completato l'istruzione terziaria o equivalente almeno al 40%, secondo i dati diffusi da Eurostat il 1° febbraio 2012, il tasso di dispersione scolastica dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni è stato, nel 2010, pari al 14,1% nell’UE-27; al 18,8% in Italia, al 12,6% in Francia, all’11,9% in Germania, al 14,9% nel Regno unito, al 28,4% in Spagna. Sempre secondo dati Eurostat, nel 2010 la percentuale delle persone tra i 30 e i 34 anni che hanno completato l'istruzione terziaria o equivalente risulta invece pari al 33,6% nell’UE a-27; al 19,8% in Italia; 43,5% in Francia; 29,8% in Germania; 43% in Regno Unito; 40,6% in Spagna;
· con riferimento infine all’obiettivo di promuovere l'inclusione sociale, in particolare attraverso la riduzione della povertà, mirando a liberare almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà e di esclusione, secondo gli ultimi dati Eurostat disponibili, la quota di popolazione che nel 2010 risultava a rischio di povertà o esclusione sociale: nell’UE-27, il 23,04%; in Italia il 24,3%; in Francia il 18,08%; in Germania il 19,52%; nel Regno unito il 22,75%; in Spagna il 25,29%.
Il Consiglio europeo ritiene che per conseguire gran parte di tali obiettivi è urgente concentrarsi sull'attuazione di misure di riforma, prestando particolare attenzione a quelle che hanno effetti a breve termine sull'occupazione e la crescita.

Spazio Schengen

Richiamandosi alle conclusioni del 9 dicembre 2011, il Consiglio europeo ha ribadito che tutte le condizioni giuridiche per l'adozione di una decisione sull'adesione della Bulgaria e della Romania allo spazio Schengen sono state soddisfatte e ha espresso riconoscimento per l’impegno dimostrato dei due paesi. Il Consiglio europeo ha chiesto pertanto al Consiglio di  affrontare nuovamente la questione al fine di adottare la sua decisione nella sessione del Consiglio Giustizia e affari interni  del settembre 2012.

Vertici internazionali

G20

In vista del G20, il Consiglio europeo ha individuato le priorità da perseguire: assicurare un efficace coordinamento a livello mondiale per una crescita forte, sostenibile ed equilibrata; attuare gli impegni assunti riguardo alla riforma dei mercati finanziari; attuare il piano d'azione del 2011 sulla volatilità dei prezzi dei prodotti alimentari e sull'agricoltura; promuovere la crescita verde e lo sviluppo sostenibile; combattere i cambiamenti climatici in particolare e mobilitare fonti di finanziamento sui cambiamenti climatici; opporsi al protezionismo e sostenere un'agenda attiva per i negoziati nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio, anche per i paesi meno sviluppati; affrontare la dimensione sociale della globalizzazione, in particolare la disoccupazione giovanile.
Il Consiglio europeo ha incoraggiato i ministri delle finanze a proseguire i lavori al fine di raggiungere un accordo su un incremento delle risorse del Fondo monetario internazionale (FMI) nella loro prossima riunione in aprile, ricordando che gli Stati membri della zona euro si sono già impegnati a fornire 150 miliardi di euro, attraverso prestiti bilaterali, al Conto risorse generali dell'FMI e che altri Stati membri dell'UE si sono altresì detti disponibili a prendere parte al processo di rafforzamento delle risorse dell'FMI.

Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio+20

Dalla conferenza sullo sviluppo sostenibile Rio+20 il Consiglio europeo si aspetta: progressi nella transizione globale verso un'economia verde; traguardi operativi chiari e azioni concrete a livello nazionale e internazionale entro calendari concordati; rafforzamento del quadro istituzionale globale per lo sviluppo sostenibile; avanzamento verso obiettivi globali e coerenti in materia di sviluppo sostenibile per il periodo successivo al 2015, tenuto anche conto del processo di revisione degli obiettivi di sviluppo del Millennio.

Politica estera e allargamento

Politica di vicinato

A un anno dall’inizio della primavera araba, il Consiglio europeo ha individuato i principî che governeranno l’ulteriore impegno dell’Unione europea verso il vicinato meridionale: tutti i paesi sono incoraggiati ad intraprendere significative riforme politiche volte a consolidare la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e delle libertà civili; l’assistenza dell’UE sarà incentrata sulla governance e la creazione di posti di lavoro; il sostegno finanziario sarà corrispondente all'entità delle riforme democratiche, offrendo un appoggio maggiore ai partner che progrediscono verso sistemi democratici inclusivi, e riconsiderando al tempo stesso il sostegno ai governi in caso di oppressione o di violazioni gravi o sistematiche dei diritti umani; sarà rafforzato il partenariato con la società civile, anche attraverso la creazione dello strumento di vicinato per la società civile; saranno promossi rapidi progressi nei negoziati commerciali in corso e nella preparazione dei negoziati relativi ad accordi di libero scambio globali e approfonditi; saranno ampliati i dialoghi su migrazione, mobilità e sicurezza, compiendo sforzi congiunti anche per prevenire l'immigrazione illegale, in linea con l'approccio globale dell'UE in materia di migrazione.
Entro la fine dell’anno è attesa – ad opera della Commissione e dell'Alto rappresentante - una tabella di marcia intesa a definire e orientare l'attuazione della politica dell'UE nei confronti dei partner del Mediterraneo meridionale, che elenchi gli obiettivi, gli strumenti e le azioni, concentrandosi sulle sinergie con l'Unione per il Mediterraneo e altre iniziative regionali.
Il Consiglio europeo esprime il proprio compiacimento per i progressi realizzati dal partenariato orientale e attende con interesse la roadmap del partenariato orientale, che sarà presentata in vista del prossimo vertice previsto nella seconda metà del 2013.

Situazione della Siria

In merito alla situazione in Siria, il Consiglio europeo chiede che le autorità del paese pongano immediatamente fine alla violenza generalizzata e alle violazioni dei diritti umani inflitte alla popolazione civile; invita il presidente Assad a farsi da parte e conferma l'impegno ad accrescere ulteriormente la pressione sul regime. L’Unione europea ribadisce il suo sostegno agli sforzi internazionali per porre fine alla violenza in Siria e chiede ancora una volta a tutti i membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare Russia e Cina, di collaborare a tale intento.
Nell’appoggiare l'opposizione siriana nella sua lotta a favore della libertà, dignità e democrazia, l’UE riconosce il Consiglio nazionale siriano come un legittimo rappresentante dei siriani e chiede a tutti i membri dell'opposizione siriana di condurre, uniti, la loro lotta pacifica per una nuova Siria, in cui tutti i cittadini fruiscano di pari diritti.

Altre questioni

Nell’esprimere soddisfazione per i risultati della recente conferenza sulla Somalia,il Consiglio europeosi aspetta che il Consiglio riferisca ad ottobre in merito all’attuazione delle azioni concordate verso il paese, in linea con il quadro strategico dell'UE per il Corno d'Africa adottato il 14 novembre 2011.
In considerazione dell'ulteriore deterioramento della situazione in Bielorussia, il Consiglio europeo esprime soddisfazione per l’adozione da parte del Consiglio di ulteriori misure restrittive nei confronti dei responsabili e invita a proseguire i lavori su nuove sanzioni. Ribadisce altresì l'impegno dell'Unione a intensificare il dialogo con la società civile bielorussa e ad appoggiare le aspirazioni democratiche del popolo bielorusso.
In linea con le conclusioni del Consiglio del 28 febbraio, il Consiglio europeo ha concesso alla Serbia lo status di paese candidato all’adesione all’Unione europea.