venerdì 23 marzo 2012

Rick Santorum democristiano fanfaniano


Intervista a Massimo Introvigne
Voce Repubblicana del 23 marzo 2012
di Lanfranco Palazzolo

Il Partito Repubblicano degli Stati Uniti sta diventando come la Democrazia cristiana degli anni '50. Lo ha detto alla “Voce” il professor Massimo Introvigne, sociologo, filosofo e studioso di nuove religioni.
Prof. Introvigne, il confronto politico all'interno del Partito Repubblicano degli Stati Uniti dimostra che, rispetto al passato, i candidati alla nomination per le presidenziali manifestano apertamente la loro fede e ne fanno un utilizzo politico.
“Da quando si è manifestato il fenomeno 'Goldwater' – che ha cambiato ampiamente la natura – il Partito Repubblicano si sta creando un'anima conservatrice classica e religiosa. Il Gop è stato diviso da due correnti che possono essere definite di destra e di sinistra. La destra repubblicana è molto aperta alla religione e molto ferma sulle questioni morali, molto liberista e antistatalista in economia. E una sinistra che prima è stata chiamata dai Repubblicani di Nelson Rockfeller, un miliardario legato ai poteri forti e alla borghesia non sensibile ai temi morali e religiosi, con la sigla R.I.N.O, che significa: 'Repubblicani solo a parole'”.
Cosa è accaduto negli ultimi mesi tanto da accentuare questa divisione?
“Abbiamo assistito ad un esodo di massa – per la verità poco notato in Italia e che si è verificato soprattutto in ambito locale – di esponenti della sinistra repubblicana nel Partito democratico. Questi iscritti hanno fatto questa scelta dicendo che ormai si rendono conto di non essere graditi dalla stessa base del GOP. Per loro, nel Partito Repubblicano non c'è più posto. In questo momento il Partito Repubblicano è un partito conservatore che si avvicina molto alla Democrazia cristiana degli anni '50”.
Come si stanno comportando i candidati alla nomination?
“Tutti e quattro i candidati rimasti – sia pure con sfumature – si dichiarano contro l'aborto e contro le unioni omosessuali. Tutto il partito è diventato un partito conservatore. Su questi argomenti il Partito democratico ha visto prevalere l'ala radicale e laica. Ricordo che anche nel Partito democratico c'è stata a lungo un'anima religiosa. Anche in questo caso i Democratici cattolici hanno lasciato il loro partito per approdare tra i Repubblicani. L'insistenza di Benedetto XVI e della Conferenza episcopale americana, dove si sono rimescolate molto le carte a favore del Vaticano, a seguito dello scontro con la Casa bianca e Barack Obama, sta portando tanti cattolici a lasciare i Democratici”.
Rick Santorum è il candidato del Vaticano?
“In teoria questa sarebbe la tesi più naturale. I sondaggi ci dicono che molti cattolici filo Benedetto XVI votato per Romney perché pensano che sia il candidato che batte Obama e Santorum non lo sia. Ma i cattolici americani vogliono far vincere tutti i candidati tranne Obama”.    

Ecco come il Regno Unito combatte il gioco d'azzardo

La predisposizione di programmi pubblici per la prevenzione della dipendenza compulsiva dal gioco è prevista, nel Regno Unito, dalla legge che nel 2005 ha introdotto una disciplina organica del gambling. Il legislatore ha infatti stabilito nel Gambling Act 2005 la destinazione di una quota del prelievo fiscale sui giochi, sulle scommesse e sulle lotterie soggette a licenza (con qualsiasi mezzo effettuati ed unitariamente inclusi nella categoria del gambling) al finanziamento di programmi diretti ad affrontare la diffusione sociale di fenomeni di dipendenza o comunque lesivi per le persone dedite al gioco.
La legge del 2005, in particolare, ha modificato la normativa in materia di lotterie nazionali (costituita dal National Lottery Act 1993) al fine di includere, tra le finalità di interesse pubblico (finanziabili tramite le risorse ottenute dagli oneri di licenza (annual fees) versati dai soggetti licenziatari), i programmi diretti a prevenire e trattare le forme di dipendenza patologica dal gioco (gambling addiction) e le conseguenze pregiudizievoli che ne derivano per le persone (harm of exploitation associated with gambling: art. 123 e Schedule 3 (5) della legge del 2005). La legge abilita altresì il Ministro competente ad introdurre un prelievo a carico degli stessi operatori (levy), da destinare ai suddetti programmi; la contribuzione volontaria da parte dell’industria del gioco, tuttavia, è stata finora in grado di alimentare un consistente flusso di finanziamento, specialmente per effetto delle peculiari modalità di concertazione tra l’autorità pubblica e gli operatori privati.
Il finanziamento delle iniziative in materia di dipendenza dal gioco è assicurato, previa autorizzazione del Tesoro e del Department for Culture, Media and Sports (DCMS), dalla GamblingCommission, autorità di regolazione e di controllo sul settore che ha nella legge del 2005 la sua fonte istitutiva. Essa vi provvede attraverso diverse modalità: in esercizio delle sue competenze di vigilanza (correlate al rilascio delle licenze e al controllo sul rispetto degli obblighi conseguenti da parte dei licenziatari, tra cui quelli riferiti alla prevenzione della gambling addiction) e della propria autonomia finanziaria, fondata sugli oneri di licenza versati dai circa 3.300 operatori del settore (per un ammontare di circa 12 milioni di sterline nel periodo 2009/2010); oppure avvalendosi della stretta cooperazione di un apposito organismo, il Responsible Gambling Strategy Board (RSGB), istituito sul finire del 2008.
L’istituzione del RSGB ha fatto seguito ad un’indagine dell’ottobre 2008 (Review of Research, Education and Treatment. Final report and recommendations), svolta dalla stessa Gambling Commission, in cui veniva considerata l’esigenza di assicurare risorse finanziarie adeguate ai programmi di ricerca sociale, educazione e assistenza (condensati nella sigla RET: Research, Education, Treatment). L’obiettivo, che secondo la Commissione avrebbe potuto richiedere l’introduzione di un prelievo obbligatorio sugli operatori, è stato perseguito attraverso la razionalizzazione del sistema che affida il reperimento di tali risorse al concorso privato; in questo quadro, il ruolo attribuito al nuovo organismo, posto in condizione di indipendenza e munito di poteri consultivi nei confronti della Commissione e del DCMS, è quello di delineare le strategie, di individuare le priorità di intervento e di porsi quale interlocutore del settore privato per quanto concerne la raccolta dei fondi e la loro destinazione.
Appare dunque evidente che l’esperienza britannica è connotata da forme di concertazione che assegnano alla parte pubblica la definizione di indirizzi e obiettivi di rilevanza sociale, e riservano alla parte privata l’apporto finanziario. Quest’ultimo è assicurato da enti i quali, costituiti in forma di charity e sottoposti al corrispondente regime giuridico, assolvono un ruolo determinante sotto il profilo del reperimento delle risorse necessarie. La strategia integrata in tal modo perseguita (le cui premesse si rinvengono nella stessa legge del 2005, in cui si prevede che i progetti finanziati dalla Gambling Commission possano essere realizzati anche da soggetti diversi dalla stessa Commissione), si rispecchia nella struttura tripartita che attualmente annovera, accanto al RSGB (in ruolo di coordinamento per quel che concerne gli obiettivi a cui destinare le risorse), due fondazioni create dagli operatori del settore e da questi finanziate: si tratta di GREaT (acronimo di Gambling Research, Education and Treatment Foundation, istituita nel 2002) e del Responsible Game Fund (istituito nel 2009). Le due organizzazioni - di cui è stata annunciata la fusione nell’aprile 2012 per formare il Responsible Gambling Trust - svolgono la loro attività orientandola, rispettivamente, al fundraising presso gli operatori e alla distribuzione dei fondi, destinati al finanziamento di programmi educativi e di ricerca sociale in materia di gambling. GREaT, in particolare, ha raccolto nell’esercizio 2011/2012 fondi per complessivi 4,7 milioni di sterline risultanti dai contributi di circa 600 società operanti nel settore del gioco; parte di queste risorse è utilizzata per la gestione del portale gameaware.uk, con finalità di informazione e di educazione rispetto al tema del gambling.
In relazione al merito delle iniziative adottate, tra quelle promosse dalla Gambling Commission (di cui è stata annunciata la fusione nel 2012 con la National Lottery Commission) possono richiamarsi le campagne dirette a promuovere il “gioco responsabile” (socially responsible gambling) e le specifiche prescrizioni (enunciate nelle condizioni di licenza, par. 2.1) concernenti l’adozione da parte degli operatori di protocolli e di modalità operative idonee a tutelare i minori e le persone vulnerabili, nonché l’assunzione da parte loro dell’impegno a contribuire alla ricerca in tema di prevenzione e di trattamento della dipendenza dal gioco e ai correlati programmi educativi. Meritano, inoltre, una segnalazione gli studi della Commissione finalizzati a valutare l’incidenza della pubblicità commerciale relativa alle attività di gambling sulla diffusione delle forme di dipendenza, e, soprattutto, l’emanazione di norme deontologiche destinate agli operatori in relazione ad aspetti non coperti dalle generali regolamentazioni predisposte dagli organismi di autodisciplina pubblicitaria; a tale riguardo viene in rilievo il codice di condotta che, pubblicato nel 2007 e sottoposto a costante monitoraggio quanto alla sua applicazione, affronta e disciplina i temi della pubblicità e della responsabilità sociale nelle comunicazioni commerciali relative al gioco (Gambling industry code for socially responsible advertising).
E’ egualmente significativa l’operatività delle organizzazioni senza scopo di lucro che, avvalendosi dei finanziamenti erogati secondo le modalità già descritte e attraverso sedi ramificate sul territorio nazionale oppure mediante l’attivazione di canali telefonici o telematici, svolgono programmi di prevenzione, di assistenza e di riabilitazione a beneficio delle persone che hanno sviluppato una dipendenza dal gioco. Tra gli enti di maggiore rilievo possono segnalarsi, a titolo di esempio, Gamcare e il National Council on Gambling Problem (NCGP), che tra le diverse forme d’intervento forniscono servizi di assistenza telefonica; la fondazione Gordon Moody, che gestisce centri di assistenza e di trattamento; nell’area londinese, il CNWL - National Problem Gambling Clinic, centro specializzato di assistenza facente parte del Servizio Sanitario Nazionale, ma beneficiario anche dei suddetti finanziamenti; Action Addition, nata nel 2007 dalla fusione di preesistenti organizzazioni, che gestisce centri di trattamento e riabilitazione, prestando servizi di assistenza alle famiglie e svolgendo attività di ricerca sul campo.
A livello regionale, e nell’ambito delle competenze devolute all’autonomia degli rispettivi organi di governo, può segnalarsi infine l’indagine compiuta nel 2006 dall’Esecutivo Scozzese, dal titolo “Research on the Social Impacts of Gambling”.

Come sono andate le elezioni parlamentari in Russia?

 
Il 4 marzo si sono svolte le elezioni presidenziali in Russia.
Vladimir Putin è stato rieletto presidente della Federazione russa al primo turno con il 63,8 per cento dei voti.
Nella tabella sottostante sono riportati i risultati delle elezioni, confrontati con quelli delle precedenti elezioni presidenziali del 2008. Si segnala che l’affluenza è stata del 65,25 per cento (mentre nel 2008 era stata del 63,7 per cento).

Candidati 2012
Percentuale Voti 2012
Candidati 2008
Percentuale Voti 2008
Vladimir Putin (Russia Unita)
63,64
Dimitri Medvedev (Russia Unita)
71,25
Gennadi Ziuganov
(Partito comunista)     
17,18
Gennadi Ziuganov (Partito Comunista)
17,96
Vladimir Zhirinovsky (Partito liberaldemocratico)
7,94
Vladimir Zhirinovsky (Partito liberaldemocratico)
9,48
Sergei Mironov (Russia giusta)
6,22
-
-
Mikhail Prokhorov
(Giusta causa)
3,85
-
-


Andrei Bogdanov (Partito democratico
1,31


Si ricorda che il programma elettorale di Vladimir Putin, primo ministro uscente, prevedeva aumenti salariali per i dipendenti pubblici, incentivi fiscali per le famiglie numerose, riduzioni nel prezzo delle case, valorizzazione dei lavoratori nella gestione delle aziende. Gli interventi sarebbero finanziati attraverso recuperi di margini di efficacia nella spesa pubblica, mentre non si faceva riferimento, nel programma, ad aumenti della tassazione ed era escluso un aumento dell’età pensionabile (attualmente collocata a 60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne).  
Oltre a Vladimir Putin, candidato del partito di governo “Russia Unita” erano candidati alle elezioni presidenziali:
 - Gennadi Ziuganov, leader del Partito Comunista (KPRF), favorevole ad una politica di nuova statalizzazione delle imprese privatizzate nel corso degli anni Novanta;
- Sergey Mironov, leader del partito Russia Giusta (SR), partito di orientamento socialdemocratico nato nel 2006, in precedenza vicino alla presidenza russa, ma poi progressivamente marginalizzato; nel 2007 Mironov ha dovuto abbandonare la presidenza della Camera alta del Parlamento russo, il Consiglio della federazione
- Vladimir Zhirinovsky, leader del partito liberaldemocratico, movimento di orientamento nazionalista, xenofobo e populista;
- Mikhail Prokhorov, leader del partito Giusta Causa (PD), di orientamento di centro-destra, nato nel 2008; l’imprenditore del settore televisivo Mickahil Prokhorov, uno degli uomini più ricchi della Russia, è stato eletto leader di Russia giusta nel corso di un congresso trasmesso in diretta televisiva, a conferma di una vicinanza del movimento con il primo ministro Putin. Tuttavia successivamente Prokhorov ha preso le distanze da Putin. Nel suo programma egli ha proposto di creare una zona economica comune tra la Russia e l’Unione europea e la creazione di una nuova moneta mondiale sulla base dell’ euro e del rublo. Egli ha più volte affermato che, in caso di sua elezione, la sua prima iniziativa sarebbe stata quella di liberare Mikhail Khodorkovski, già proprietario della compagnia petrolifera russa Iukos, imprigionato nel 2004 per evasione fiscale, al quale Prokhorov avrebbe voluto affidare il posto di Primo Ministro.

Si ricorda che la Federazione russa ha una forma di governo presidenziale. Il presidente è eletto a suffragio universale diretto con un sistema a doppio turno (con secondo turno di ballottaggio tra i due candidati con più voti, qualora nessuno ottenga al primo turno la maggioranza assoluta dei voti validi). Il mandato presidenziale, inizialmente previsto per quattro anni, è stato elevato nel dicembre 2008 a sei anni a partire dalla prossima elezione presidenziale del 2012, per non più di due mandati. Il presidente nomina il primo ministro e, su sua proposta, nomina e revoca i ministri, così come può far dimettere l’intero governo. Il primo ministro deve essere confermato dalla Duma (Camera bassa del parlamento, sulla quale cfr. infra) che però viene sciolta in caso di tre voti contrari alla conferma del primo ministro, così come in caso di due voti consecutivi di sfiducia al Governo o di respingimento della questione di fiducia. Il potere legislativo è esercitato dal Parlamento (Assemblea federale), costituito dalla Duma di Stato e dal Consiglio della federazione. La Duma di Stato, composta di 450 membri, è eletta a suffragio universale diretto ogni quattro anni (ogni cinque a partire dalle prossime elezioni del 2011 per effetto della riforma costituzionale). Dalle elezioni del 2007 il precedente sistema elettorale misto (metà dei seggi assegnati con sistema maggioritario uninominale, metà con sistema proporzionale) è stato sostituito da un sistema proporzionale sulla base di liste politiche nazionali (che concorrono cioè in un’unica circoscrizione nazionale) con una soglia di sbarramento del 7 per cento. Le candidature possono essere effettuate unicamente da un partito politico registrato; per i partiti non già rappresentati alla Duma è richiesta, per la presentazione delle liste, la sottoscrizione di 200.000 elettori, dei quali non più del cinque per cento deve provenire dalla medesima regione (il che costituisce, date le dimensioni della Federazione, un significativo disincentivo). Con una riforma approvata nel 2009, è stato riconosciuto un diritto di tribuna, con l’attribuzione di uno o due seggi alla Duma per i partiti che abbiano superato il cinque per cento dei voti. Il consiglio della Federazione, competente nelle materie di interesse della federazione nel suo insieme, è costituito da due rappresentanti per ciascuno degli 83 soggetti della Federazione, uno dei quali designato dal potere legislativo regionale ed uno dal potere esecutivo regionale. Da segnalare che, con una riforma introdotta alla metà del decennio, i vertici degli esecutivi regionali non sono più eletti direttamente dai cittadini, ma nominati dal presidente federale e confermati dai legislativi regionali. Il 16 gennaio 2012 il presidente Medvedev ha presentato alla Duma un disegno di legge per reintrodurre l’elezione diretta dei governatori regionali.

Le prime osservazioni della missione elettorale OSCE-Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa

La campagna per le elezioni presidenziali si colloca nel contesto del movimento di protesta, il più ampio dall’ascesa al Cremlino di Putin, anche se limitato alle grandi città, che ha seguito le elezioni parlamentari del 4 dicembre 2011, caratterizzate da accuse di brogli e che pure hanno visto una significativa riduzione dei consensi per il partito di Putin e Medvedev Russia Unita (passato infatti da 315 a 238 dei 450 membri della Duma).
Nel suo rapporto preliminare sulla campagna elettorale, reso noto il 5 marzo 2012, la missione di osservazione elettorale dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani dell’OSCE, dell’Assemblea parlamentare OSCE e dell’Assembea parlamentare del Consiglio d’Europa ha rilevato che “se tutti i candidati hanno avuto accesso ai media, un candidato, il primo ministro Putin, ha goduto di un chiaro trattamento di favore da parte dei media. Risorse statali sono stati mobilitate in suo supporto […] A vari livelli dell’amministrazione pubblica sono state impartite istruzioni alle persone lì impiegate di aiutare l’organizzazione di eventi della campagna elettorale di Vladimir Putin. Le autorità locali hanno usato i propri canali di informazione istituzionale, come i siti web, per sostenere la campagna elettorale di Vladimir Putin”. Con riferimento ai primi rilievi sulla giornata elettorale il rapporto asserisce che “le operazioni di voto si sono svolte correttamente”, sia pure in presenza di episodi di “irregolarità procedurali”. La regolarità del processo elettorale si è invece significativamente deteriorata durante lo scrutinio, con “irregolarità in circa un terzo dei seggi osservati”: si osserva tra le altre cose che “Dei 90 scrutini osservati, in 29 lo scrutinio è risultato assai difettoso […] si sono registrati casi di riempimento di urne con schede già predisposte; in 27 casi allo spoglio non hanno potuto assistere tutti i presenti e il conteggio non è avvenuto in modo trasparente, scheda per scheda in 28 casi”.
In base alla riforma costituzionale del 2008, Vladimir Putin, dopo i due mandati presidenziali svolti tra il 2000 e il 2008 e il mandato di primo ministro svolto dal 2008 al 2012, potrebbe essere ora rieletto presidente per due nuovi mandati consecutivi di sei anni, rimanendo in carica fino al 2024 ed egemonizzando così la politica russa per un quarto di secolo (Putin fu nominato primo ministro da Eltsin nell’agosto 1999).

Le forze di opposizione hanno organizzato manifestazioni di protesta contro i risultati delle elezioni presidenziali, rilevando irregolarità. La partecipazione a tali manifestazioni è andata progressivamente diminuendo.

Quattro macchine e dieci uomini di scorta per accompagnare la Fornero a fare shopping