giovedì 5 aprile 2012

Sempre fedeli alla proporzionale


Voce Repubblicana, 5 aprile 2012
Intervista a Giorgio Rebuffa
di Lanfranco Palazzolo

Il sistema politico italiano non ha mai abbandonato l'idea del sistema proporzionale. E i partiti politici di oggi sono figli di quel desiderio e di quell'illusione. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Giorgio Rebuffa, docente di sociologia del diritto.
Professor Rebuffa, le forze politiche italiane stanno cercando un accordo per una nuova legge elettorale. Quali sono le sue valutazioni su quello che potrebbe accadere da qui fino alla fine della legislatura nel campo delle riforme istituzionali e costituzionali?
“Non so se le forze politiche siano riuscite a trovare un accordo sulla legge elettorale. So che ci stanno provando. Non credo che sia stata scritta una bozza di legge elettorale. Posso solo dire che non si arriverà ad una conclusione. Penso che se si arrivasse ad una conclusione per una nuova legge elettorale questo sarebbe un grave danno per la democrazia italiana”.
Quali sono le sue convinzioni sul danno che un accordo del genere potrebbe provocare?
“Ci troveremmo di fronte ad una finta riforma che sostituirebbe un sistema elettorale indubbiamente pessimo. Il sistema elettorale in arrivo, che si annuncia come proporzionale, sarebbe peggiore di quello che già c'è. Questo sistema elettorale permetterebbe ai 'nanetti' che regolano il sistema politico italiano di restare in vita”.
Pensa che l'attuale formula politica possa facilitare la riforma del sistema elettorale. Quando il Parlamento elaborò l'abbandono del sistema elettorale proporzionale, nel 1993, le principali forze politiche italiane erano in una crisi profonda. Oggi, questa crisi sta ritornando. Questa crisi porterà anche una riforma elettorale?
“Credo che questa formula politica – alludo naturalmente al Governo Monti – sia eterodiretta. Sono convinto che questa situazione sia stata determinata dalla riduzione del potere delle singole politiche nazionali a vantaggio dell'Unione europea. Non sono gli stessi protagonisti della politica italiana a sentire l'emergenza. Ma è l'Europa che sente l'emergenza. A questo punto sarebbe importante porsi un problema importante: chi regge l'Europa? Chi governa le nostre scelte? E' un interrogativo che finora si sono posti in pochi”.
Crede che la tendenza del sistema politico italiano volga a favore di un sistema proporzionale?
“Questa tendenza a favore di un sistema proporzionale non è mai stata abbandonata. Il Mattarellum del 1993 era un sistema che aveva un maggioritario apparente e un proporzionale reale. I partiti hanno continuato a contarsi lo stesso. I partiti politici di oggi sono tutti figli di un'illusione proporzionalista  che non ha mai abbandonato nessuno dei partiti politici italiani in questi anni. Tutti pensano di far ritornale la Dc e anche i reduci dei partiti della Prima Repubblica pensano di ritornare”.