venerdì 13 aprile 2012

Attenzione a quello stereotipo sbagliato


Voce Repubblicana, 13 aprile 2012
Intervista a Fabio Giovannini 
di Lanfranco Palazzolo 

Il pregiudizio occidentale verso l'oriente resta fortissimo Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Fabio Giovannini, autore di “Musi gialli. Cinesi, giapponesi, coreani, vietnamiti e cambogiani, i nuovi mostri del nostro immaginario”, edito da Stampa Alternativa.
Fabio Giovannini, perché nella nostra società continua ad esserci un forte pregiudizio contro gli asiatici. Da cosa nasce questa avversione?
Nella nostra società esiste un forte pregiudizio verso le popolazioni orientali. Nel titolo abbiamo usato un termine provocatorio: 'Musi gialli'. Così vengono definiti cinesi e giapponesi in particolare e altre popolazioni dell'Asia e dell'estremo Oriente. Si tratta di un pregiudizio che però non è stato molto affrontato nonostante queste popolazioni siano, dal punto di vista geopolitico, anche per la presenza di una forte immigrazione nel nostro territorio, un fenomeno molto importante e dirompente. Mi è sembrato interessante vedere come sono nati certi pregiudizi nella nostra cultura e nel nostro immaginario”.
Perché la Cina e il Giappone, ormai diventati protagonisti della vita economica mondiale e degli scambi, vengono visti con grande diffidenza?
Trovo che la diffidenza nei confronti di queste popolazioni sia ancora molto radicata. Questo atteggiamento di chiusura, soprattutto verso i cinesi, si riversa nel nostro quotidiano quando entriamo in contatto con loro attraverso il fenomeno dell'immigrazione. Ecco perché mi sembrava utile ricostruire questo percorso attraverso gli ultimi due secoli e attraverso qualche sguardo al lontano passato su come è nato questo comportamento”.
Perché queste persone sono state definite come dei “mostri”?
Nell'immaginario collettivo è stata attribuita questa immagine agli orientali in virtù di uno schema di ghettizzazione. Quando gli orientali vengono definiti come 'Musi gialli' si definisce un'etichetta di disprezzo e di repulsione. Il giallo è un colore che viene associato all'ambiguità, alla malattia, ai rettili. In realtà, i primi esploratori dell'estremo oriente definivano queste popolazioni come 'bianchi'. La descrizione di pelle gialla arriva quando arrivano le teorie razziste che mirano a dare un valore di superiorità agli occidentali che vengono definiti come 'bianchi'”.
Per quale ragione gli orientali sono stati definiti come 'formiche'?
Anche qui ci troviamo di fronte ad una semplificazione razzista. I cinesi vengono definiti come 'tanti', 'brulicanti', sono come un alveare, come un formicaio che ci rimanda ad insetti sgradevoli. Questa vulgata resta ed è fortemente radicata nella nostra cultura. Non molto tempo fa ricordo di aver letto un articolo in cui delle spie cinesi venivano apostrofate come 'sciame', associandole agli insetti. E' uno stereotipo che viene utilizzato spesso”.