venerdì 15 giugno 2012

Quel "No" a priori è un errore


Intervista a Vicenzo Pepe
Voce Repubblicana, 15 giugno 2012
di Lanfranco Palazzolo

Dire di 'No' al nucleare a priori è stato un grave errore. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe. Ecco cosa ci ha detto.
Vincenzo Pepe, il vostro movimento ha criticato l'ambientalismo italiano, accusandolo di non aver fatto nulla dal referendum contro il nucleare ad oggi. Ci spiega quali sono le sue valutazioni, nel merito, su questo comportamento?
“Ritengo che, ad un anno sul referendum sul nucleare, la situazione è peggiore a quella di un anno fa. A quel “no” sul referendum di un anno fa non c'è stata nessuna risposta. Nessuno ha visto pronunciare un 'Sì' sulle alternative all'energia nucleare. Questo è il problema. La situazione del nostro paese è molto grave perché non c'è un piano energetico. I cittadini del nostro paese hanno compreso la drammaticità della situazione. I cittadini italiani sono costretti a pagare bollette energetiche astronomiche.    Molte industrie sono convinte che sia il caso di investire altrove e non in Italia. In altri paesi il costo dell'energia è minore”.
Cosa bisognerebbe fare?
“Chiedersi perché non si trovano alternative vere al nucleare e capire perché c'è questo immobilismo. Aver detto 'No' al nucleare significa aver detto 'Sì' alle polveri sottili, essere contro il protocollo di Kyoto. Ricordo che l'Organizzazione mondiale della Sanità denuncia che, in Italia, muoiono oltre 8000 persone l'anno a causa delle polveri sottili, che vengono dagli idrocarburi. L'energia significa anche democrazia ed emancipazione. Ecco perché la politica deve colmare il vuoto che si è aperto dopo il referendum dello scorso anno che ha impedito la rinascita della politica per l'energia nucleare in Italia. Noi siamo stati contrari a quel referendum perché ha impedito anche la ricerca. E dire di 'No' alla ricerca significa impedire ogni forma di sviluppo per il futuro”.
Voi siete favorevoli al nucleare?
“Noi non abbiamo una posizione precostituita sul nucleare. Ma dire di 'No' a priori è un errore che dimostra la nostra scarsa lungimiranza. L'Italia acquista dal 10 al 20 per cento dell'energia nucleare dall'estero, dai paesi che sono al nostro confine come la Svizzera e la Francia”.
La Francia abbandonerà l'energia nucleare?
“Il Presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, ritiene che sia necessario investire molto sulla sicurezza, ma non ha detto che chiuderà domani mattina le centrali nucleari. Altri paesi si sono ben guardati dal precludersi la strada alla ripresa dell'energia nucleare. Nelle scelte ambientaliste bisogna essere responsabili e fare sviluppo con il rischio minore per i cittadini. Tutto comporta un rischio. Anche il fotovoltaico comporta un rischio sullo smaltimento dei pannelli, che contengono Silicio, che è un grave fattore di rischio per i nostri polmoni”.

Luca Bagatin a Radio Radicale

Due giorni fa ho ricevuto la visita di Luca Bagatin a Radio Radicale. Quando è entrato in studio gli ho proposto di fare un servizio fotografico come se fosse un divo al festival di Roma che viene a presentare il suo filmetto. Ecco cosa è uscito fuori. Diciamo la verità! E' nato un nuovo divo a Radio Radicale!