giovedì 5 luglio 2012

Quando le scuole cattoliche non pagano


Intervista a Maurizio Turco
Voce Repubblicana, 5 luglio 2012
di Lanfranco Palazzolo

Le scuole cattoliche devono pagare l'Imu, altrimenti Equitalia dovrà procedere contro questi istituti. Lo ha detto alla “Voce” il deputato radicale, eletto nelle liste del Partito democratico, Maurizio Turco.
Onorevole Turco, il dibattito sull'Imu alla Chiesa cattolica sta tornando di attualità. Le scuole cattoliche non vogliono pagarla. Cosa sta succedendo dopo che l'agenzia delle entrate ha notificato alle scuole cattoliche le cartelle di pagamento dell'Imu?
Secondo me, l'agenzia delle entrate sta facendo quello che avrebbe dovuto fare da tempo, dal periodo in cui era in vigore l'Ici. L'agenzia delle entrate non ha fatto altro che interpretare le norme di legge anche in ragione di qualcosa che si sta muovendo a Bruxelles. Questa potrebbe essere l'occasione per poter rispondere alla Commissione europea che sta indagando sull'Italia in merito alle questioni relative alle esenzioni e ai privilegi della Chiesa cattolica. Questa lettera dell'agenzia delle entrate potrebbe essere un segnale molto importante. Il problema non viene assolutamente risolto da questa lettera, ma affrontato nei termini più corretti possibili. Il problema è avere una legge che dica chiaro e tondo che non possono esistere delle esenzioni per attività simili. Tutte le scuole private devono pagare le tasse. Il discorso vale per i laici, ma anche per i cattolici. Il discorso sul no-profit, settore che gode di esenzioni fiscali, è molto più complesso. Tutte le attività commerciali sono regolate dalle regole di mercato. Se ci sono delle esenzioni ingiuste nascono dei privilegi che falsano queste regole”.
Cosa succederà se le scuole cattoliche non pagheranno?
Accadrà quello che è sempre successo in queste circostanze. Equitalia sarà costretta a procedere contro le scuole cattoliche per ottenere il dovuto. A noi interessa che il fisco italiano abbia uniformità di comportamento sia per le scuole cattoliche che per quelle laiche. E' un comportamento scorretto non pagare questa tassa. La legge prevede che prima si paghi e poi si faccia il ricorso. Chi non paga e pretende di fare ricorso segue una logica sbagliata e viola la legge. Le norme devono essere uguali per tutti. Il fine religioso delle scuole paritarie non può essere considerato un privilegio”.
Cosa farà Bruxelles?
La Commissione europea deve fare il suo lavoro e verificare se le leggi italiane sono conformi alla legislazione europea. Se l'Italia non adotterà le indicazioni europee si arriverà davanti alla Corte di Giustizia europea. Noi ricorreremo alla Corte di giustizia europea se la Commissione europea dovesse giustificare l'esenzione del pagamento delle tasse da parte delle scuole cattoliche. Noi abbiamo questo sospetto perché la Commissione europea tarda a pronunciarsi su questo argomento”.