lunedì 6 agosto 2012

I grandi refusi dell'ANSA: Un noto ucciso in Somalia

Prima di andare in vacanza ho appreso con dolore della morte di un noto attore somalo. La notizia è stata diffusa dall'Ansa con una piccola dimenticanza, una delle tante che appaiono sul sito dell'agenzia di stampa. Ma chi li controlla?

Finalmente Raffaele Lombardo ha mollato la presa

Finalmente, Raffaele Lombardo ha alzato i tacchi. Non ne potevamo più di un rompicoglioni inutile come questo, che ha contribuito a mandare la Sicilia verso il baratro. Questa regione merita molto di più di un semplice Lombardo. Ci vuole un siciliano vero. 
 


Una galleria di interventi parlamentari di Luigi Lusi

Mi sono chiesto un sacco di volte se Luigi Lusi fosse un ottimo parlamentare. Ho provato a dare uno sguardo ai suoi interventi in aula e mi sono chiesto come uno così possa essere eletto al Senato. Uno spreco di soldi infinito. Per questa ragione volevo proporvi alcuni interventi trash del nostro eroe spendaccione. Buona visione. 


LUIGI LUSI SUI VITALIZI DEI PARLAMENTARI LUIGI LUSI PER FATTO PERSONALE LUIGI LUSI SUL TERREMOTO IN ABRUZZO

Le donne guardano alla politica italiana nel 1961

Volevo proporvi questo bel confronto politico del 1961 sulla donna nella politica italiana. Se dovessi spiegare cosa hanno detto nel corso di questo dibattito non saprei darvi una risposta. Oggi le donne contano ben poco nella politica italiana, figuriamoci 50 anni fa. Infatti, in questo dibattito non si parla di nulla. Anche se, lo devo ammettere, la qualità del confronto è superiore rispetto ai confronti di oggi. Come è possibile questo in un dibattito dove non si parla di nulla? Non lo saprei dire, ma è così. 


La stampa parlamentare in ginocchio da Fini



Una delle manifestazioni più tristi dell'attualità politica è la cerimonia del ventaglio, frutto della collusione tra potere politico e stampa parlamentare. Nata con spirito abbastanza goliardico oltre un secolo fa, con l'invio in un'aula afosa e surriscaldata, di un ventglio di carta, col passare del tempo la consegna del ventaglio ha assunto il carattere di vera e propria cerimonia e occasione di confronto sui principali temi politici del momento. Dopo una fase in cui i ventagli erano diventati pregiati pezzi di antiquariato, oggi sono il frutto di un concorso a cui prendono parte studenti delle accademie delle belle arti. Una bella trovata che si trasforma in una parata politica per il Presidente della Camera di fronte alla stampa parlamentare ossequiosa e sempre più prona al potere. E' inutile che la mia opinione della Stampa parlamentare è questa. Devo dire che la funzione di questa associazione è quella di proteggere il potere dei deputati rendendo sempre più difficile l'accesso ai palazzi della politica. Uno scenario francamente negativo per la nostra democrazia giornalistica. 
Quest'anno l'opera prescelta e' stata ''Anthocharis Aetna'' ovvero ''L'Aurora dell'Etna'', un'acquaforte su rame di Pamela Radino, siracusana, iscritta all'Accademia di Belle Arti di Urbino. L'opera, in una scala di grigi, ritrae una grande farfalla (la Anthorachis, appunto) tipica dell'area etnea le cui grandi ali si aprono a ventaglio in un gioco rarefatto di chiari e scuri che danno il senso dell'aurora.
Nell'occasione il presidente Fini ha annunciato la sua intenzione di lasciare alla Camera i ventagli da lui ricevuti in questa legislatura, perche', insieme a quelli di altri presidenti suoi predecessori, possano essere esposti ai visitatori del Palazzo Montecitorio. Sai che bell'acquisto per la Camera dei deputati......!

Manifesti trash all'inizio di agosto

Passeggiando per Roma, la sera del 4 agosto, ho avuto la sfortuna di imbattermi in due manifesti ultratrash. Uno lo ha piazzato l'Italia dei Valori e l'altro lo ha messo in giro un aspirante candidato alle prossime amministrative di Roma, uno dei tanti dilettanti allo sbaraglio che credono di raccogliere qualche consenso sul malcontento altrui, come del resto sta cercando di fare l'Idv con il manifesto antimontiano.



Ecco come la casta della Rai organizza i tornei di tennis

Pubblicato il 19 aprile 2011
Seduta n. 543

VILLARI
- Ai Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze. -
Premesso che:
dall'11 al 17 aprile 2011, presso il circolo sportivo Rai di Tor di Quinto a Roma, si disputerà la terza edizione del torneo di tennis Rai Open Challenger, che nasce dalla stretta collaborazione tra Rai e Federazione italiana tennis;
l'evento, che secondo gli organizzatori rappresenterebbe un trampolino di lancio nonché una vetrina privilegiata per i giovani emergenti tennisti italiani, mette a disposizione un montepremi di 30.000 euro ed ha un costo elevatissimo per tutta l'organizzazione;
la Corte dei conti, nella relazione sulla gestione economica della Rai riferita agli anni 2008 e 2009, sollecita l'Azienda a procedere ad un rigoroso contenimento dei costi. La magistratura contabile sottolinea, infatti,"il persistente sbilancio negativo tra ricavi e costi, le cui ripercussioni sulla situazione economico-patrimoniale e finanziaria della società stanno assumendo carattere strutturale e dimensioni preoccupanti (con una perdita di 79,9 milioni di euro nel 2009)";
a determinare i risultati negativi, oltre al mancato contenimento dei costi, contribuisce anche l'inadeguatezza del contratto di servizio (stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e la Rai) in tema di copertura dei costi che lo svolgimento del servizio pubblico comporta;
più in dettaglio, l'attività di servizio pubblico presenta un saldo negativo nel periodo 2005-2009 di oltre 1,3 miliardi di euro che non è bilanciato dai conti dell'attività commerciale, che presenta saldi positivi, ma sempre più esigui per la contrazione del mercato pubblicitario ed è prevedibile che risulterà sempre meno compensativo. La Corte dei conti sottolinea, inoltre, che la Rai sta affrontando un impegnativo piano di investimenti, sempre stabilito per legge, per l'adeguamento impiantistico al sistema digitale terrestre (DTT), per il quale la società lamenta l'insufficienza dei contributi pubblici sin qui stanziati. In tale situazione la Corte ha ribadito l'esigenza inderogabile di rigorosi interventi di contenimento dei costi;
inoltre, gli introiti da canone di abbonamento, che rappresentano la più cospicua fonte di finanziamento della Rai, sono notevolmente compromessi dalle crescenti dimensioni dell'evasione, che si attesta, per il canone ordinario, intorno al 26,5 per cento (stima della fine del 2009), con un mancato introito per l'azienda di oltre 500 milioni di euro;
in definitiva, in un momento di crisi, di bilanci in passivo, di evasione del canone televisivo, di grandi sacrifici per i dipendenti Rai, di richiami della Corte dei conti sulla necessità di contenere le spese, viene da chiedersi che senso abbia per la televisione di Stato aver organizzato un torneo di tennis, presso il circolo riservato ai dipendenti Rai, a cui possono partecipare però solo esterni;
considerato che la Rai è comunque tenuta, ai sensi del Contratto di servizio stipulato con il Ministro dello sviluppo economico, ad obiettivi di efficienza aziendale nell'ambito della gestione economica,
si chiede di sapere:
se al Governo risulti il reale motivo dell'organizzazione di tale evento e quanto sia costato alla Rai - e quindi ai contribuenti - non solo in termini di logistica ma anche di spese per gli operatori, per le riprese e per il personale vario che da giorni lavora al torneo;
quale sia il ritorno economico per l'azienda Rai;
per quale motivo le partite non vengono trasmesse sulle reti principali ma solo su Rai Sport;
a quale costo vengano cedute le immagini ad altre emittenti;
per quale motivo sia stato scelto il circolo tennis riservato ai dipendenti Rai, che quindi non possono giocare dove gli spetterebbe di diritto, e non una qualunque altra struttura della città di Roma;
se il Governo non ritenga, infine, singolare che la Rai chieda sacrifici economici ai dipendenti e poi spenda soldi pubblici a giudizio dell'interrogante per un'iniziativa di cui, francamente, si poteva fare a meno.

Uno sguardo sul "grande" tennis italiano

Pubblicato il 29 aprile 2009
Seduta n. 196

VILLARI
- Al Presidente del Consiglio dei ministri. -
Premesso che:
la Federazione italiana tennis (FIT) è un’associazione senza fini di lucro riconosciuta dal CONI e che opera sotto la vigilanza dello stesso;
il Presidente della FIT, Angelo Binaghi, è al suo terzo mandato, a seguito di modifica dello statuto della Federazione, che prevedeva in precedenza un limite massimo di due mandati;
a giudizio dell'interrogante, a fronte di risultati desolanti del tennis italiano in campo internazionale, il vertice della Federazione non sembra avvertire la necessità di alcuna autocritica ma, al contrario, insiste nel perseguire una campagna di costante mantenimento dello status quo, francamente incomprensibile alla luce dei risultati raggiunti;
i numerosi siti web di circoli e associazioni italiani lamentano un clima di intimidazione, che raggiunge il culmine all’atto delle votazioni per il rinnovo delle cariche federali, allorquando i circoli, sottoposti a ogni tipo di pressione, consegnano deleghe in bianco all’attuale presidenza che, in tal modo, riconferma se stessa;
i contrasti tra giocatori e/o club con la FIT si esauriscono inevitabilmente in pesanti sanzioni comminate dalla Federazione che sembrano all'interrogante travalicare ogni buonsenso: si veda il caso delle lunghe squalifiche del giocatore Bolelli, reo di aver mancato ad una sola convocazione in nazionale (Coppa Davis) ed al quale è stata inibita la partecipazione alla squadra di Coppa Davis, ai tornei organizzati dalla FIT sul territorio italiano ed al campionato di serie A1 maschile per ben cinque anni. Il Presidente della FIT ha annunciato tutto ciò in una conferenza stampa televisiva;
come si evince dall'articolo "Tennis, amici e parenti ai vertici. Veleni sulla presidenza Binaghi", pubblicato sul quotidiano "Il Sardegna" del 1° aprile 2009, negli organismi della Federazione, ed in particolare negli organi di giustizia federali, sono in carica persone che hanno rapporti documentabili di parentela, di amicizia o professionali tra loro e con il presidente Binaghi, configurando un conflitto di interessi sul quale deve essere fatta piena luce;
numerosi organi di stampa, televisioni locali e nazionali hanno riportato con grande risalto l’ispezione ordinata dalla FIT al Tennis Club Capri, la cui squadra è campione d’Italia di serie A da tre anni. A quanto risulta, si è proceduto con metodi intimidatori consistenti nell’apertura di oltre 40 procedimenti a danno del club caprese per violazione di numerosi articoli dello statuto federale, culminati con l’invio di ben quattro ispettori della FIT che hanno soggiornato per due giorni nel miglior albergo a cinque stelle dell’isola, uno dei più rinomati del mondo, e sottoposto il Presidente del Tennis Capri ad un interrogatorio di oltre 10 ore senza sosta, dimenticando la correttezza, l’efficienza e l’esempio di questo circolo che non è mai incorso in alcun provvedimento disciplinare in nove anni di attività. Gli interrogatori si sono svolti ininterrottamente dalle ore 15 sino all'una del mattino successivo senza interruzione; il Presidente del Capri era stato convocato solo per un’audizione, non essendo lo stesso indagato o inquisito, ma non poteva abbandonare l’audizione pena la violazione ai regolamenti federali (che censurano la reticenza); inoltre, il circolo del Tennis Capri è situato ad appena cinque metri dal Grand Hotel Quisisana di Capri, luogo dell’audizione-interrogatorio;
tutta questa situazione ha avuto inizio all’indomani di un contrasto di opinioni tra la FIT e il Tennis Club Capri. In particolare l’inchiesta verte sull’art. 7 del regolamento di giustizia. Secondo la Procura federale, il Capri Sports avrebbe offeso la dignità, il decoro e il prestigio della Federtennis e dei suoi organi federali. Sotto accusa gli articoli pubblicati sul sito web ufficiale del club tricolore, giudicati dalla Procura offensivi per la Federtennis, mentre il sodalizio caprese parla di diritto di critica e di satira, pungente quanto si vuole ma satira, inoltre non di produzione del club caprese ma di lettori appassionati che inviavano gli stessi articoli alla redazione del club;
è stato costretto alle dimissioni il Presidente del Capri Sports, Roberto Russo, artefice dei brillanti risultati raggiunti in campo nazionale, offendendo con metodi censori e autoritari un'intera comunità esposta in prima pagina anche per la prepotenza e l’invadenza degli atteggiamenti della Federazione;
è opportuno sottolineare come il bilancio della FIT sia stato recentemente appesantito con l’inaugurazione di un canale tv satellitare, Supertennis, con costi veramente ingenti, a fronte di ascolti tutt’altro che lusinghieri a quanto risulta all'interrogante; verrebbero garantiti contratti e consulenze di centinaia di migliaia di euro ad opinionisti, presentatori e commentatori; tale canale televisivo è supportato da un’unica società di produzione, Sportcast, avente come Presidente lo zio dell’attuale Presidente della FIT;
è opportuno segnalare che lo stesso Presidente della Sportcast è anche nel comitato organizzatore degli Internazionali d’Italia. La Sportcast gestisce, inoltre, tutti gli spazi commerciali all’interno del villaggio del Foro italico dove si organizzeranno gli Internazionali d’Italia. Come richiamato nel citato articolo del quotidiano "Il Sardegna", sarebbero presenti all’interno della Federazione, ed in particolar modo nei Consigli di amministrazione di società affiliate alla FIT, negli Organi di giustizia federali e nelle Procure federali, persone legate al Presidente della FIT da vincoli di parentela o di amicizie personali;
è rilevante ricordare lo statuto del CONI ed in particolare l'art. 2, comma 8 (il CONI garantisce giusti procedimenti per la soluzione delle controversie nell’ordinamento sportivo), e l'art. 20, comma 3 (le federazioni sportive nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari conformi all’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale e sono ispirate al principio democratico di partecipazione all’attività sportiva da parte di chiunque, in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità);
è evidente all'interrogante che nel contenzioso tra Federazione e Club Capri sia arduo individuare il rispetto dell’uguaglianza e delle pari opportunità;
si segnala come i bilanci della FIT non siano presenti sul sito web ufficiale della Federazione,
si chiede di sapere:
se al Governo risultino situazioni di conflitto di interessi nell'ambito della composizione degli organismi federali;
se non intenda promuovere, al fine di assicurare effettiva trasparenza, maggiore pubblicità dei bilanci della FIT attraverso la loro pubblicazione sul sito Internet della stessa Federazione;
se non ritenga opportuno che il CONI avvii un'indagine, attraverso l'istituzione di una specifica Commissione, con lo scopo di verificare l'esercizio dell'attività svolta dalla Federazione, anche alla luce dei modesti risultati sul piano sportivo.

Ecco come lo Stato finanzia lo sport italiano

 
I nostri atleti hanno un sacco di privilegi. Portano a casa un sacco di medaglie, ma rubano uno stipendio dallo Stato. Ecco come vivono i nostri grandi campioni alle nostre spalle. Ah, dimenticavo, viva l'Italia!