sabato 1 settembre 2012

La fede che porta alla Casa Bianca

Intervista a Maurizio Molinari
Voce Repubblicana, 1° settembre 2012
di Lanfranco Palazzolo

La fede religiosa avrà un grosso perso nelle prossime elezioni presidenziali americane. Lo ha detto alla “”Voce” il corrispondente negli Usa del quotidiano “La Stampa” Maurizio Molinari.
Maurizio Molinari, in che clima si è svolta la giornata in cui si è presentato anche il candidato vicepresidente Paul Ryan?
La prima giornata della convention è stata segnata dalla sorpresa negativa del governatore del New Jersey Chris Christie, atteso oratore politico e invece protagonista di un discorso molto autoreferenziale, accompagnato però dalla buona performance della moglie del candidato alla presidenza. Il suo intervento è stato una sorpresa positiva per oltre 4mila delegati alla convention repubblicana. Ma alla convention è intervenuta anche Condoleeza Rice, ex Segretario di Stato di George W. Bush. Ma gli occhi di tutti erano puntati su Paul Ryan, candidato alla vicepresidenza degli Stati Uniti e attuale Presidente della Commissione Bilancio alla Camera dei Rappresentanti. I due esponenti politici hanno lanciato duri ed efficaci attacchi contro Barack Obama e l’amministrazione democratica. Rifernedosi alla politica estera degli Usa, la Rice ha parlato di un’America ammutolita a causa delle scelte di Obama su Siria, Iran, Medio Oriente e Primavera araba. L’ex responsabile della politica estera dell’amministrazione Bush ha accusato Obama di aver perso il controllo del ruolo degli Stati Uniti nel mondo. La platea ha applaudito la Rice quando ha ricordato la sua storia di bambina discriminata nell’Alabama della segregazione razziale”.
Come è stato visto l’intervento di Ryan?
Paul Ryan viene considerato il giovane emergente del Gop, la stella del ‘Tea party’, un ragazzo del midwest, orfano del padre a 16 anni, si è fatto da solo, ha studiato economia, ha scoperto le teorie del conservatorismo, predica lo Stato minimo, il ruolo minimo nel governo dell’economia ed è portatore di una drastica riduzione dello Stato sociale grazie al quale punta a risanare i conti pubblici e creare 12 milioni posti di lavoro. Il pubblico ha applaudito”.
Come hanno risposto i repubblicani agli attacchi di Obama sull’attività manageriale del mormone Romney e sul suo rapporto con la religione?
Romney e Ryan hanno una visione comune del senso della vita. Ryan ha detto che lui e Romney appartengono a due chiese diverse, ma hanno una visione comune della sacralità della vita e dell’immagine di Dio. Ryan è un cattolico. E questo tandem ha avuto un chiaro significato. I repubblicani si rivolgono soprattutto ad un elettorato evangelico”.
Chi può vincere la partita per la Casa Bianca?
I due candidati sono intorno al 46 per cento. Vincerà la partita chi riuscirà a portare il numero più alto di simpatizzanti al voto. Ecco perché la carta della fede è importantissima”.