mercoledì 5 settembre 2012

Una società diversamente ricca



Intervista a Carlo Patrignani
Voce Repubblicana, 5 settembre 2012
di Lanfranco Palazzolo

Riccardo Lombardi pensava ad una società più ricca e non ad una vita di sacrifici e di rinunce come quella che fu imposta dalla Dc e dal Pci negli anni della solidarietà nazionale.  Lo ha detto alla “Voce” Carlo Patrignani, autore del saggio “Diversamente ricchi”, edito da Castelvecchi, che riprende una teoria politica formulata da Riccardo Lombardi nel 1967. Patrigani ha lavorato per anni all'agenzia Agi occupandosi di economia, politica e cronaca.
Carlo Patrignani, come è nata l'idea di scrivere “Diversamente ricchi” e riproporre all'attenzione del grande pubblico questa proposta politica dell'esponente socialista?
“Il titolo del libro prende spunto da una frase citata da Riccardo Lombardi nel 1967 in un intervento a braccio il 1° maggio 1967.  L'esponente del Partito socialista italiano pensava ad una società più ricca perchè 'diversamente ricca'. Nel corso degli anni questa frase è stata la sua stella polare. Nei decenni successivi questa frase è stata adattata alle esigenze del momento”.
Lombardi pensava ad una società più povera?
“No, non pensava assolutamente a questo. Anzi, il suo progetto era a favore di una società prospera ed era avverso alla società dell'austerità e dei sacrifici di cui sentiamo parlare in questi anni. In quel caso si trattava di intervenire massicciamente su quelli che lui reputava i consumi non indispensabili alla vita delle persone, rispetto a quei consumi che erano strettamente necessari ad una vita dignitosa. In questa seconda categoria Lombardi metteva la cultura, il tempo libero, la qualità della vita, tutti temi legati ai beni non materiali. Naturalmente Lombardi pensava che accanto a questi 'beni' tutti avessero dei vestiti, una casa e tutto quello che serve per vivere in modo civile. Lombardi era molto interessato alla cultura e alla qualità delle relazioni interpersonali. Lo stesso Marx sosteneva che l'uomo è, per sua natura, un essere sociale. Oggi vediamo che la gente si ritira sempre di più nel privato e non ha interesse a guardare fuori dal suo recinto”.
Questa teoria di Lombardi era mutuata dalla teoria marxista? In fondo, anche il pensatore tedesco era convinto che l'uomo dovesse sfruttare le risorse del capitalismo per vivere meglio.
“Sicuramente una matrice marxista è presente in questa forma di riflessione ideale. Ma si tratta di una matrice ideale eretica, originale. E' come se lui avesse preso da Marx lo spunto per formulare una teoria che segue anche Keynes e Schumpeter. Questa è l'unica teoria laica che la sinistra è stata capace di elaborare che si è messa in mezzo tra la riflessione comunista e democristiana della società. Riccardo Lombardi prese le distanze da queste due chiese. E il fatto che molti lo abbiano dimenticato è la conferma della validità delle sue idee”.