martedì 18 settembre 2012

Difendiamo il nostro patrimonio alimentare



Voce Repubblicana, 18 settembre 2012
Intervista a Stefano Masini
di Lanfranco Palazzolo

L’Italia deve difendere il suo patrimonio di prodotti tipici. Lo ha detto alla “Voce” Stefano Masini, responsabile Ambiente e Territorio della Coldiretti.
Stefano Masini, all’indomani del pronunciamento della Corte di Giustizia europea sugli Ogm, voi avete detto che questo pronunciamento non cambia nulla nella situazione italiana del transgenico. Cosa sta succedendo?
“Abbiamo letto con attenzione il pronunciamento della Corte del Lussemburgo. Il ragionamento della Corte di Giustizia europea deve essere ben interpretato e articolato. Innanzitutto è importante riflettere sul fatto che la Corte di Giustizia europea ha ragione, nel riprendere un percorso della giurisprudenza amministrativa, riconoscendo che il blocco della coltivazione degli Ogm non è in linea con i principi del diritto comunitario, in particolare nella parte sulla libera circolazione delle merci. La Corte legittima però i divieti disposti, caso per caso, a tutela delle ragioni economiche della ‘coesistenza’ dei due tipi di coltivazione. Nell’ordinamento europeo c’è il principio della coesistenza che è a tutela delle ragioni economiche dell’agricoltura di qualità, che consente agli stati di motivare le proprie ragioni per salvaguardare le produzioni di qualità. E questo è avvenuto per un singolo provvedimento”.
Quindi lei ritiene che possano esserci altri provvedimenti che dispongano dei divieti?
“Nel recente passato c’è stato un contenzioso con il Friuli Venezia Giulia. Infatti, un agricoltore ha visto bloccate le sue coltivazioni dopo l’approvazione di un decreto interministeriale, la propria coltivazione. Il divieto specifico era motivato. Altri provvedimenti hanno impedito il blocco delle coltivazioni in attesa di una legge regionale sulla ‘coesistenza’ di queste coltivazioni. Il Friuli Venezia Giulia e il Lazio hanno adottato una loro legge sulla coesistenza di questo tipo di coltivazioni. E questo, secondo la Corte di Giustizia europea, è legittimo”.
Queste regioni hanno comunicato l’adozione di questa legge sulla coesistenza all’Ue? Alcuni agricoltori sostengono che questa comunicazione non è avvenuta. Cosa c’è di vero?
“Credo che questa comunicazione si avvenuta. Una sentenza della Corte di Cassazione ha confermato l’operato dei giudici del merito sul sequestro di materiale sequestrato. Dal punto di vista giudiziario siamo di fronte ad una pietra tombale di quegli agricoltori che hanno violato la normativa sulla ‘coesistenza’. Loro possono impugnare la sentenza che li riguarda. Ma non lo hanno fatto. Questa sentenza della Corte europea incide su un giudizio vecchio che impediva la coltivazione in attesa delle leggi di ‘coesistenza’ che distinguono bene i due tipi di coltivazione. Noi abbiamo l’obbligo di difendere il nostro patrimonio di prodotti tipici”.