lunedì 24 settembre 2012

Orsola Nemi ridicolizza quell'ignorante di Alberto Moravia

La qualità di una grande scrittrice è quella di rendere ridicolo un altro presunto grande scrittore con semplicità. Questo è quello che ha fatto la mitica Orsola Nemi con Alberto Moravia. Ecco perchè quando ho letto questo brevissimo articolo, pubblicato nella rivista "Il Borghese" del 13 ottobre del 1960, nella rubrica dal titolo "DIARIO DI UNA DONNA TIMIDA",  ho riso per circa 15 minuti. Grazie Orsola, non la dimenticherò mai questa presa per i fondelli a Moravia....Buona lettura...

Moravia, in un suo interessante articolo uscito sul Corriere, ai primi di questo mese, scrive:  "Come è noto, ad ogni divinità. africana corrispondono una o più divinità cattoliche. Per tenerci alla sola zona di Recife, ecco alcune di queste bizzarce corrispondenze: Oshalà, Spirito Santo; Oshun, Maria Maddalena; Ifa Orunmila, san Francesco; Obasanta, Giovanna d'Arco...". A me, per esempio, non era affatto noto che i cattolici fossero politeisti. Non me n'ero mai accorta, né leggendo la Bibbia, né leggendo i Padri della Chiesa, o i mistici o i teologhi. Né san Paolo, né sant'Agostino me lo avevano detto. Anche il catechismo, che ho studiato a sei anni, mi aveva insegnato a credere in un solo Dio. Se si parlasse di una religione orientale, o di un culto polinesiano col modo approssimativo usato da Moravia per la nostra religione, si sarebbe accusati di incolltura. Ma ignorare il cristianesimo, anzi, il cattolicesimo, può essere elegante disinvoltura, e poi fa tanto progressivo.
ORSOLA NEMI