venerdì 26 ottobre 2012

I problemi di quell'abolizione

Voce Repubblicana, 26 ottobre 2012
Intervista ad Antonio Rusconi
di Lanfranco Palazzolo

Abolire il valore legale del titolo di studio è l’ultimo cambiamento di una riforma profonda del sistema dell’istruzione in Italia. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Antonio Rusconi del Pd.
Senatore Rusconi, questa settimana avete ascoltato in Commissione Istruzione la sottosegretaria Elena Ugolini su una consultazione online sul valore legale del titolo di studio.
“Siamo molto curiosi di conoscere i risultati del lavoro svolto dal ministero dell’Istruzione. Il dibattito su questo tema è aperto nel paese e non certo solo nel Parlamento. Su questo argomento si sono confrontati molti opinionisti. Io preferisco parlare di valore reale del titolo di studio, ovvero di come le lauree dei nostri studenti si possano spendere come possibilità di lavoro. In periodo di crisi economica come questa il problema non è il titolo di studio, ma come questo si può spendere. Quando si fa l’esempio degli Stati Uniti abbiamo di fronte una struttura molto diversa da quella italiana, che è caratterizzata in larga parte sui concorsi pubblici. Abolire sic et simpliciter il valore legale del titolo di studio e mantenere questa struttura concorsuale pone dei grossi problemi. Noi siamo più interessati a sapere cosa pensa il ministero del valore legale del titolo di studio e a conoscere meglio come lo studente può adattarsi in una struttura di università aperta”.
Il Partito democratico è stato sempre molto tiepido verso l’abolizione del valore legale del titolo di studio?
“Non sono d’accordo sul termine ‘tiepido’. Il valore legale del titolo di studio non è un feticcio da difendere a tutti i costi. Non è che dobbiamo difenderlo ad ogni costo. Il comune di Milano non può fare dei concorsi dove si prevede un titolo di studio in un certo modo e una sessione di esami fatta in un certo modo. Si prevedono ancora gli albi e l’accesso agli albi di professionisti in un certo modo, con un determinato titolo di studio. Sono favorevole a rivedere l’attuale sistema, ma non si può pensare di cominciare a cambiare questo assetto dalla coda per poi vedere quali sono i problemi che emergono. Siamo di fronte ad un tema che deve essere affrontato con una riforma organica”.
Cosa pensa delle parole del ministro del Lavoro Elsa Fornero che ha invitato i giovani a non essere schizzinosi sul primo lavoro?
“Credo che le parole del ministro siano state male interpretate e ha avuto un espressione infelice. Ho incontrato molti giovani che mi hanno chiesto su come impostare il loro primo colloquio di lavoro. Mentre cinque anni fa i giovani laureati si trovavano di fronte a cinque proposte di lavoro, oggi il ventaglio delle proposte è diminuito. Ecco perché oggi è importante scegliere bene adattandosi. Il ministro voleva dire essenzialmente questo ed è stato equivocato”.