venerdì 2 novembre 2012

Quei blocchi stradali da punire



Intervista a Manlio Contento
Voce Repubblicana, 2 novembre 2012 
di Lanfranco Palazzolo

La depenalizzazione sui blocchi stradali ha fallito. Lo ha detto alla “Voce” l'on. Manlio Contento (Pdl), relatore sul provvedimento relativo alle “Norme per assicurare la libertà della circolazione sulle strade ferrate e ordinarie e sulle autostrade, la libertà della navigazione e del movimento nei porti e negli aeroporti, nonché la libertà di accesso agli edifici pubblici, alle sedi di lavoro e agli impianti produttivi”.
Onorevole Contento, la storia della lotta politica e sindacale è stata scritta anche con i picchettaggi davanti alle fabbriche e con i blocchi. Perché avete deciso di rimettere mano a questa normativa?
“La proposta di legge all'esame della Commissione Giustizia della Camera è stata sottoscritta da diversi deputati. Lo scopo del provvedimento è molto chiaro: superare la depenalizzazione corrette, che si svolgono nel rispetto dei diritti e delle libertà di terzi, purtroppo ci sono stati dei casi in cui si sono svolte manifestazioni violente, il cui scopo non è quello di alimentare il dibattito su una questione sindacale, quanto quello di creare disagio addirittura bloccando la circolazione stradale o quelle ferroviaria oppure impedire l'accesso a strutture di importanza nazionale”.
Da cosa nasce l'iniziativa dei parlamentari?
“Dal fallimento della depenalizzazione della materia. I parlamentari hanno riflettuto sul fallimento della riforma del 1999, che ha depenalizzato questi blocchi. La sanzione amministrativa non è stata in grado di bloccare queste iniziative. Forse è il caso di tornare alle norme penali, ricordando che c'è un discrimine tra chi si comporta correttamente, con la giusta e corretta protesta riconosciuta dalla Costituzione, e chi approfitta spesso di questa situazione per creare disagio e mettere a repentaglio la sicurezza”.
Qual è la posta in gioco?
“Non dobbiamo dimenticare che la circolazione ferroviaria, quella spaziale e gli altri tipi di circolazione hanno come riferimento la tutela della sicurezza di chi utilizza questi beni. Ecco perché il dibattito in commissione Giustizia si sta concentrando su questo aspetto. Il confronto tra le forze politiche è aperto. Come relatore, credo che troveremo un'intesa. Ritengo di poter dire che vi sia una maggioranza disponibile a introdurre una norma di questo genere”.
Quale maggioranza sarebbe disposta ad approvare questo provvedimento? Il Pd quale atteggiamento politico ha adottato?
“Il Partito democratico ha presentato degli emendamenti, che ancora non abbiamo discusso. In queste modifiche al testo ha proposto una diminuzione delle pene. E ha posto una questione relativa al cosiddetto 'rallentamento'. Nel testo abbiamo proposto di punire chi blocca la circolazione, ma anche chi studia forme di rallentamento della circolazione. Il Pd aveva sollevato questo tema”.