martedì 13 novembre 2012

Oltre il montismo



Intervista a Silvano Moffa
Voce Repubblicana, 13 novembre 2012 
di Lanfranco Palazzolo

Oggi è necessario superare il montismo. Lo ha detto alla “Voce” il Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei deputati Silvano Moffa, Leader di Azione Popolare, che domenica scorsa ha organizzato, insieme ad altri esponenti politici, una convention per rilanciare l’iniziativa politica dei moderati.
Onorevole Moffa, qual è il vostro obiettivo con questa iniziativa?
“Il momento è particolarmente difficile per il centrodestra, ma dobbiamo superare questa sorta di rassegnazione o di mito incapacitante di cui mi sembra stia affogando il centrodestra nel suo insieme. Ma è la politica italiana ad essere finita in questa situazione. I guasti che abbiamo visto in questi mesi si sono accumulati in tutti e due gli schieramenti. Oggi la disaffezione dei cittadini verso la politica è talmente alta al punto che si arriva ad un astensionismo del 51 per cento in Sicilia. E c’è il rischio di un populismo arrembante che non mira a costruire qualcosa di buono”.
Cosa volete fare?
“Noi vogliamo superare il concetto di ‘rottamazione’ e costruire qualcosa. E lo vogliamo fare anche superando alcuni steccati politici e alcune parole d’ordine che hanno connotato le parole d’ordine di questi ultimi anni. I termini destra-sinistra sono ormai parole vuote, senza senso. Ecco perché è necessaria una nuova configurazione anche di quello che normalmente viene definito come centrodestra. Per fare questo è necessario trovare una base di cambiamento ed un progetto culturale per l’Italia che superi questo montismo dilagante, al di la della persona del Presidente del consiglio per il quale portiamo il massimo rispetto. Noi vogliamo cambiare questa forma di pensiero unico che non permette alternative anche nel campo economico e sociale e che deve essere la prefigurazione dell’Italia del dopo-Monti. Questo sarebbe un segno importante di uscita da una crisi definita come epocale e travolgente nella quale ormai siamo immersi”.
Quale metodo si impone per recuperare questa area di astensionismo che ha abbandonato il centrodestra?
“Il rischio di questa situazione è quello della frammentazione politica. E’ una situazione che potrebbe verificarsi. Non credo basti una legge elettorale per correggere questo pericolo incombente. Oggi occorre tornare ad un progetto politico ben preciso. E io vedo l’assenza di una proposta di questo genere. Nessuno parla di come rilanciare la competizione nel nostro paese. Eppure ci sono dei settori strategici su cui dovremmo puntare. Non è vero che siamo out di fronte alla sfida della globalizzazione. Dobbiamo aprirci mentalmente e culturalmente per capire dove siamo competitivi. Ma il montismo non ci ha dato il senso di questa speranza, se non per salvare alcuni enti creditizi e per rispettare le regole Ue. Da solo questo non basta”.