giovedì 22 novembre 2012

Israele non tenti l'operazione di terra

Intervista a Massimo Palmizio

di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana, 22 novembre 2012 

L'operazione di terra da parte dell'esercito israeliano non servirebbe. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore Elio Massimo Palmizio di Coesione nazionale.
Senatore Palmizio, quali sono le sue valutazioni su quello che è accaduto in questi giorni sulla striscia di Gaza dopo il lancio di missili di Hamas contro Israele e la reazione delle truppe di Tel Aviv?
“Prima di parlare di questo voglio ricordare che, da quando Israele ha iniziato il ritiro da Gaza, lasciando praticamente il campo libero ad Hamas,  che è un'autentica organizzazione terroristica, ha subito circa 5200 lanci di razzi. E questo è accaduto nonostante non ci fosse più nessuno a Gaza. E in assenza di qualsiasi contenzioso sul territorio della Striscia di Gaza. Dopo questo ritiro Israele è stata costretta a mettere in atto l'operazione 'Piombo fuso', che non è servita. Infatti, da Gaza hanno continuato a lanciare i razzi contro Israele. Il Governo di Tel Aviv ha risposto con un'operazione che ha interessato solo l'aviazione. Il problema è che i razzi di Hamas mirano a colpire insediamenti civili, mentre quelli israeliani si propongono di colpire solo obiettivi militari. I militari di Hamas mettono le loro basi missilistiche e le loro postazioni in mezzo ai civili. Ecco perché Hamas mira ad uccidere i civili israeliani, fanno morire i loro civili e fanno scattare un'operazione mediatica contro Israele”.
Ci sarà un'operazione di terra da parte degli Israeliani?
Detto questo mi auguro che Israele non compia un'operazione di terra. Ci sono stati troppi morti dall'una e dall'altra parte. E dubito che un'operazione del genere possa servire a qualcosa”.
Le truppe israeliane però evitano tradizionalmente di fare queste operazioni. E' così?
“Questa situazione si verifica in un contesto nuovo. Il problema si inserisce in un nuovo scenario medio-orientale. Hamas – nonostante sia un movimento sunnita – è comunque finanziato dagli sciiti Hezbollah, ma soprattutto dall'Iran e che le ultime armi che hanno colpito Gerusalemme (città santa anche per il musulmani!) e che possono contare su una gittata più lunga. L'Iran ha tutto l'interesse a fomentare questa crisi per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale dalle sue vicende e da quelle della Siria che è uno storico alleato di Teheran. E così Assad può continuare ad avere il controllo della situazione politica senza avere addosso gli occhi dell'opinione pubblica internazionale”.
Che ruolo svolgono gli Usa?
“Hanno chiesto la mediazione del premier egiziano Morsi, che è pur sempre un esponente dei 'Fratelli musulmani' e deve tenere conto della posizione dei Salafiti. La mediazione viene fatta da un paese che è chiaramente orientato a favore di Hamas. E questo rende la situazione molto strana”.