sabato 24 novembre 2012

Il governo aiuti Taranto



Intervista a Ippazio Stefano
Voce Repubblicana, 24 novembre 2012
di Lanfranco Palazzolo

Al Governo chiediamo un segnale di attenzione. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sindaco di Taranto Ippazio Stefano, ascoltato dalla Commissione Lavoro del Senato sull’emergenza della città di Taranto.
Sindaco Ippazio Stefano, in quale situazione si trova la vostra città al culmine dell’emergenza ambientale e lavorativa dopo la chiusura dell’Ilva?
“La situazione che deve affrontare Taranto è molto difficile. Viviamo una grande incertezza per il futuro della città e per il lavoro delle persone. La situazione di Taranto è stata difficile per 50 anni dal punto di vista dell’ambiente e della salute. Questa situazione è stata trascurata per anni. Noi vogliamo che l’emergenza ambientale sia rispettata. C’è molto da discutere sul problema relativo al lavoro. La prescrizione Aia (Autorizzazione integrata ambientale) è in grado di garantire il diritto alla salute e quindi la continuità lavorativa? A detta dei tecnici il Comune ha rispettato questi diritti anni prima delle indicazioni date dalle istituzioni europee. Noi abbiamo avuto sempre fiducia nelle regole europee e abbiamo chiesto all’Ilva di rispettare le regole ambientali. Con queste regole si inquinerà molto meno e ci saranno meno problemi per i cittadini. Queste prescrizioni saranno valide anche per la magistratura. Io mi auguro di sì. E mi auguro che anche l’Ilva investa su questo. Lo Stato deve anche intervenire per la bonifica del Mar Piccolo. Nel settore della pesca sono impegnati ben 5000 lavoratori. E una parte del Golfo di Taranto non è agibile. Questi problemi devono essere affrontati concretamente”.
Pochi mesi fa si sono svolte a Taranto le elezioni amministrative. Lei è stato rieletto sindaco e il leader dei Verdi Bonelli si era candidato alla guida del Comune. In quella occasione c’è stato un dibattito molto aspro sulla situazione di Taranto prima della Chiusura dell’Ilva.
“Lo scontro politico è stato fisiologico. In quella campagna elettorale avevamo posizioni molto diverse. Lo scontro era normale. Lo scontro si è svolto in termini corretti. Io ero sindaco uscente ed ero stato il primo sindaco della città a far pagare le tasse all’Ilva. Io avevo fatto un esposto alla magistratura un esposto che ha convinto la magistratura ad agire in fretta. Il Comune di Taranto ha fatto il suo dovere”.
Quali garanzie vi ha dato il ministro dello Sviluppo economico Passera?
“Sono mesi che discutiamo dell’emergenza di Taranto. Abbiamo visto tante promesse e pochi fatti concreti. Gli sforzi che abbiamo fatto per risolvere alcuni problemi sono stati fatti solo con i soldi dei cittadini di Taranto. Abbiamo garantito la sicurezza delle scuole, ma il governo non ci ha aiutato e non ci ha dato un euro. Ho scritto al Governo che non possiamo attendere. Ci vuole un segnale di attenzione”.