venerdì 30 novembre 2012

Ci alleiamo con i pirati



Intervista a Giuseppe Vatinno
Voce Repubblicana 30 novembre 2012 
di Lanfranco Palazzolo

Vogliamo far entrare il movimentismo dei pirati dentro l’Idv. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Giuseppe Vatinno deputato  dell’Italia dei Valori.
Onorevole Vatinno, nei giorni scorsi lei ha cambiato collocazione parlamentare lasciando l’Api di Francesco Rutelli per tornare nell’Idv, partito che l’aveva candidato alle elezioni politiche. Perché questo passo dopo le polemiche con Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando?
“Nel 2010 avevo rotto con Di Pietro, durante il congresso dell’Idv. Avevo chiesto maggiore trasparenza nel partito. Allora mi feci promotore di una mozione di minoranza contro Di Pietro per sostenere Francesco Barbato. Allora ci garantirono che ci sarebbero stati dei cambiamenti. Allora scelsi di entrare nell’Api di Francesco Rutelli. Nei mesi successivi l’Api ha avuto un ruolo sempre più marginale nel panorama politico. Nelle scorse settimane ho ricevuto una telefonata di Di Pietro che mi chiedeva di tornare nel partito dopo l’uscita di alcuni esponenti dell’Idv. Di Pietro aveva bisogno di un deputato per ricostituire il gruppo parlamentare. Ho chiesto a Di Pietro di cambiare il partito e di ridare un progetto al partito”.
Come è nata l’idea di avviare contatti con il partito pirata? Questo partito libertario ha avuto grandi successi in Svezia e in Germania, ma non in Italia?
“Questo dibattito è legato ai miei legami con il transumanesimo. I pirati sono stati dei seguaci di questo filone filosofico. Tutti i pirati sono vicini al transumanesimo. Ecco perché ho cercato di avvicinare quest’area all’Idv. Il Partito pirata non è andato molto bene in Italia perché c’è stato un conflitto di attribuzione sul simbolo del partito. Il partito dei pirati è ancora una novità politica assoluta per l’Italia. Anche l’onorevole Barbato si era interessato a quest’area per formare un’area movimentista all’interno del partito. Anche per avvicinarsi all’area di Beppe Grillo. Quest’area utilizza una piattaforma software per l’iniziativa politica che permette di eleggere dei portavoce su alcuni determinati argomenti. Una forma di democrazia diretta inedita per l’Italia”.
Lei ritiene che in questo partito ci sia la sensibilità politica per comprendere queste novità? Pensa che personaggi come Felice Belisario siano in grado di capire queste novità?
“Nessun movimento politico italiano ha utilizzato la piattaforma di cui le ho parlato prima. Non lo ha fatto nemmeno il Movimento Cinque Stelle. Nell’Idv ci sono molti esponenti politici che vengono, come me, dal vecchio sistema politico della politica nelle sezioni. Ma questo può essere un discorso interessante. Anche il Partito Radicale, che ha una storia molto antica, ha creato delle piattaforme informatiche per fare politica. Bisogna pur cominciare a farlo”.