venerdì 14 dicembre 2012

Il Parlamento e l'occasione della riforma delle province



Intervista a Pasquale Viespoli
Voce Repubblicana, 14 dicembre 2012
di Lanfranco Palazzolo 

Con la mancata riforma delle provincie e della legge elettorale il Parlamento ha perso una grossa occasione. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Pasquale Viespoli, Presidente del gruppo di Coesione Nazionale.
Senatore Viespoli, la legislatura si avvia alla conclusione. Pensa che sia stato giusto mettere in calendario la legge di stabilità e la riforma forense?
“La drammatizzazione della crisi e l’accelerazione verso il voto è stato un fatto totalmente negativo perché la legislatura poteva essere approvata con qualche provvedimento che potesse dimostrare la produttività di questo Parlamento, che non ha dato una particolare prova di efficienza. Ecco perché è un peccato che si sia determinata questa situazione di crisi. Io non attribuirei la responsabilità di questa situazione solo ad una parte politica. Si è approfittato di uno snodo parlamentare importante per impedire l’approvazione di alcuni provvedimenti importanti. Questa situazione acuisce la distanza tra politica e cittadino in una fase delicata per il sistema-paese”.
Che impressione ha avuto quando è stato letto il calendario dei lavori d’aula che prevedeva l’esame di un provvedimento importante, ma non urgentissimo, come la riforma della professione forense?
“Come capogruppo di CN ho partecipato alla riunione per decidere il calendario dei lavori. Ho avuto l’impressione che, da parte dei principali gruppi, non ci fosse la volontà di approvare altri provvedimenti oltre ai due che lei ha citato. Io ho posto il problema relativo al decreto sulle provincie, dove si è persa l’occasione di una razionalizzazione degli enti locali. Il Governo non è riuscito a portarlo in aula, ma si è impegnato a trovare quelle norme di raccordo con il decreto Salva-Italia, che permetterebbero di evitare una situazione di confusione istituzionale in questa materia”.
Sulla la legge elettorale qualcuno aveva detto che il motivo per cui questa riforma veniva proposta era di bloccare l’ingresso di qualche forza politica in Parlamento. Ma adesso che si andrà al voto come faranno queste forze politiche mai entrate o rappresentate in Parlamento a raccogliere migliaia di firme per presentare le liste?
“Abbiamo perso una grande occasione evitando di fare la riforma elettorale. Se non scegliamo la forma di governo è difficile pensare di riuscire a stabilizzare il sistema politico italiano. Noi abbiamo cercato di porre il problema da tempo. E lo abbiamo fatto cercando di dare senso alla legislatura. La riforma elettorale diventa l’oggetto di spinte diverse per realizzare la vera riforma del paese. Oggi c’è un problema in vista del voto. E credo che bisogna fare di tutto per evitare limiti alla nostra democrazia. Nel 2008 venne approvato un decreto per consentire a qualche forza politica di presentarsi”.