martedì 15 gennaio 2013

Abbiamo fatto a botte per un simbolo



Voce Repubblicana, 15 gennaio 2013
Intervista a Mirella Cece 
di Lanfranco Palazzolo

Davanti al Viminale abbiamo fatto anche a botte per consegnare il simbolo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Mirella Cece, responsabile del Servizio d'ordine per la consegna dei simboli dei partiti politici al Viminale. Ecco cosa ci ha detto sulle situazioni che si vengono a creare alla vigilia delle elezioni davanti al ministero dell'Interno, quando vengono consegnati i simboli dei partiti politici.
Mirella Cece, quali partiti politici rappresenta e che simboli ha consegnato?
“Io rappresento quattro partiti politici: il Sacro Romano Impero Cattolico, il Movimento europeo liberal cristiano giustizia e libertà, i giuristi del Sacro Romano impero cattolico e un gruppo sportivo denominato 'Nel tempo e nello spazio'. In passato presentavo questi 4 simboli separatamente e poi li ho unificati tutti. Io sono qui perché rappresento una tradizione particolare. Il mio compito è quello di organizzare la fila e l'ordine di arrivo dei rappresentanti delle liste che vogliono consegnare il simbolo del loro partito.  E dal 1970 che svolgo questo impegno per tutti i partiti indistintamente. E sono la garante assoluta che non vengano commesse illegittimità di qualsiasi forma”.
Questo incarico le è stato dato perché lei è la rappresentante del Sacro Romano Impero e quindi ha un ruolo spirituale su quelli che fanno la fila?
“No, io svolgo questo servizio perché, nel 1970, mi sono fatta conoscere all'opinione pubblica nazionale per aver fatto la battaglia per la purificazione dell'Italia. Questo rigore mi è stato riconosciuto negli ambienti giudiziari perché ho espletato la mia funzione legale”.
Lei che si batte per la purificazione dell'Italia non trova che sia barbaro questo rito della consegna dei simboli, che genera solo polemiche ed equivoci?
“Per anni ho svolto una battaglia a favore della dignità dei rappresentanti di lista. Mi ero rivolta al ministero dell'Interno affinché mettessero a disposizione delle liste dei gazebo con un tavolino e delle sedie in modo che delle persone in fila, di notte, potessero dormire riparate quando fanno la fila. Ci sono stati anni in cui ci sono stati dei diluvi su Roma e abbiamo preso tanta pioggia”.
Il ministero dell'Interno vi ha mai risposto?
“Io fui convocata dal Servizio Elettorale del ministero dell'Interno e mi dissero che la fila non dovrebbe esserci e che le liste si depositano in un determinato giorno, la mattina alle ore 08.00. Loro rispettano la nostra fila, ma non la possono legalizzare. Questa fila è un nostro interesse. Io ho visto la gente ammazzarsi di botte”.
Ci sono state risse?
“Nel 1992 è arrivato qui l'onorevole Giancarlo Cito con circa 200 persone voleva passare davanti a tutti. Lui si è messo in fila e per farsi perdonare ha pagato la pizza e la birra a tutti”.

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